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Livio Cosci

Paola da Buti



VISIONE DI PAOLA DA BUTI IN MAGGIO

    PERSONAGGI

  • GIOVANNI (padre)
  • GUGLIELMO (suo figlio)
  • ARMIDA (moglie di Guglielmo)
  • PAOLA (sorella di Guglielmo)
  • UGO (fidanzato di Paola)
  • MARIA (la piccola montanara)
  • [CONTADINA]
  • PADRE ANSELMO
  • PADRE ANTONIO (frati vestiti di bianco dell'ordine camaldolese)
  • PAOLO VITELLI (di parte nemica, comandante)
  • MATANNO E MELOSSO ed altri soldati che non parlano
  • LUCIO MALVEZZI (capo delle truppe pisane alle quali facevano parte Guglielmo e Ugo)
  • PAOLA (che da ultimo da lui stesso fu fregiata con un segno di valore)

PROLOGO

La scena è il bosco. Appare sul palco un vecchio da lunga barba con in testa un cono stellato, in cappa bianca, rappresentante un mito che fa da prologo.

Rappresento un vecchio antico
In simbolica sembianza,
Sono il Prologo che avanza,
Udirete ciò che io dico.
5Mito io son vecchio, canuto,
E a voi cari intervenuti
Vengo a dir che proprio in Buti
Cose grandi è succeduto,
A quei tempi di Vitelli,
10D'Ugaccion della Faggiola,
Piccinin d'abbietta scuola,
Capitani iniqui e felli.
Vi dirò di Arrigo ottavo
Che a quei tempi in un dilemma
15Forse impose il vostro stemma
Che testè consideravo:
Coronata in campo d'oro
Vidi l'aquila grifagna
Fra l'olivo e la castagna,
20Stemma insigne di decoro.
Buti fu, per darvi prova
Che di ciò ne so un tantino,
Ora Guelfo or Ghibellino
Per il centro in cui si trova.
25Quanti fanti a distruzione
Messe qui Visconti Nino
Dello zio Conte Ugolino,
Per l'avversa sua fazione!
Esisteva verso il piano
30Santo Stefano in Cintoia,
Con dei muri a feritoia
Sullo stile uso Romano.
Dei nemici, un dì, segreti
Grande stuolo in Buti apparso,
35Vi distrusse Castellarso
Con Sant'Agata e Farneti.
Di San Giorgio la campana
Spesso a stormo risuonava,
Tutti univa e spaventava
40L'eco triste sua lontana.
Fra il Sassone ed il bel forte
Di Verruca, un trebbia trebbia
Vi fu un giorno, nella nebbia,
Fra Fiorenza e Pisa a morte:
45Per far corta la faccenda
Pria Fiorenza coi suoi piani,
Poi Lucchesi ed i Pisani
Fenno a Buti la tregenda.

[p. 132]
In quei tempi di dolore
50Combatteva una donzella,
Vostra ell'era, franca e bella,
Meritevole di onore;

tela

Onor, sì: ché il canto in maggio
Per la vostra gran guerriera
55Non è altro, questa sera,
Del paese un degno omaggio.
Udirete in questi canti
Come andò che Paola ardita,
Da guerriera ben vestita,
60Combatteva in mezzo ai fanti.
Chi tal cosa ha qui descritta
Fece sol per onorare
Gli avi nostri, e ricordare
Paola vostra donna invitta.
FINE DEL PROLOGO O CORRIERE

Indice

1. ATTO I


[p. 133]

La scena è una cucina, tavolo e arredi anatoghi al luogo. È sera. Guglielmo è semivestito a guerriero.Quando si alza il separio vediamo padre Giovanni seduto al tavolo con un libro davanti che stava leggendo al suo piccolo uditorio composto dei suoi familiari. Come segue

1.1. SCENA PRIMA

Guglielmo, Paola, Armida e Ugo amico di casa e fidanzato di Paola che entra vestito a guerriero foriero di cattive novità; tanto mai addolorato.

UGO

(entrando)

Giungo forse inaspettato?
GUGLIELMO
Perché, Ugo! E in qual maniera
In ritardo sei stasera?
GIOVANNI
E in divisa tutto armato!
GUGLIELMO
5 Ugo, dimmi per favore
Quale male ci minaccia,
Che guardando la tua faccia
Vi si legge un gran dolore.
UGO
Eh! Purtroppo, caro amico,
10Un tal disse in gran segreto
Che lassù verso il Sasseto
Vide il barbaro nemico.
M'inoltrai per origliare
Coll'orecchio in terra teso,
15Dopo tanto alfine ho inteso
Suono d'armi e bivaccare,

[p. 134]
Venni a casa e, come vedi,
Cinsi spada maglia ed elmo;
Corsi a te così, Guglielmo,
20Perché meglio tu mi credi.
GUGLIELMO
Giusto cielo, tutto intesi!
UGO
Son lucchesi o fiorentini?
GUGLIELMO
Sia chi sia, son malandrini
Che l'àn presa coi Butesi.

(si alza)

25Ugo, aspetta il mio intervento!
Cingerò pur io quel brando
GIOVANNI
E così ci vai lasciando?
GUGLIELMO
Ma ritorno nel momento.

(partendo colla moglie mentre il padre gli va dietro da destra)

1.2. SCENA SECONDA

Paola e Ugo

PAOLA
E tu Ugo che ne dici?
Quando soli qui saremo
Certo è che temeremo
Un affronto dai nemici.
UGO
5 Stai tranquilla Paola cara,
Abbi a me fiducia e amore,
Al tuo caro difensore
Che sa battersi con gara.

[p. 135]
Ti difendo per un detto,
10Per quel detto sol che bramo;
Paola dillo!…
PAOLA
Non pensiamo
A tai cose che rigetto.
Fatti bravo e dopo avrai
15Se il Signor te lo propone,
Meritato guiderdone
E sposarmi allor potrai.
UGO
E se poi fosse altra cosa!
Se restassi in guerra ucciso?
PAOLA
20 Non lo dir, ché in Paradiso
Sarò sempre la tua sposa.

(rumori al di fuori)

1.3. SCENA TERZA

Rientrano sulla scena Guglielmo, il padre Giovanni e Armida, piangendo col fazzoletto, che si asciuga gli occhi perché suo marito vuol partire e andare a combattere.

GUGLIELMO

(vestito del tutto a guerriero rivolto ai suoi)

Or conviene far
partenza,
Voi non colga alcun timore;
Ugo andiam, sento rumore,
5Urge la nostra presenza.
ARMIDA

(andando alla porta chiude il passo a Guglielmo)

No, Guglielmo, non partire
Così presto, un sol momento…!
Ah! Qual rio presentimento!
Temo ahimè che andrai a morire.
10
[p. 136]
GUGLIELMO
Sgombra il passo, cosa fai?
Cosa dici? O mio furore!
Se mi dai cotal dolore,
Prima vittima cadrai.

(Paola con Giovanni e Ugo in disparte pensosi)

ARMIDA
15 Non m'importa, di tua mano
Preferisco di morire!
GUGLIELMO
Cielo! Armida, inorridire
Tu mi fai coll'atto insano

(Rumori al di fuori)

Via, desisti

(Guglielmo getta Armida da una parte della porta)

ARMIDA
20 Prima morta!
GUGLIELMO
Bada Armida, mi arrovello.
PAOLA
Non trascendere, fratello!
GUGLIELMO
Va, ti scosta dalla porta!

(e finisce di gettarla in disparte)

Odi là qual confusione,

(soffermandosi)

25 Ugo andiam…
UGO
Son teco anch'io,
GUGLIELMO
Fate còr, miei cari, addio;
Vo cantando una canzone:

(partono dalla porta di sinistra)

1.4. CANZONE CANTATA A DUE FUORI DI SCENA A CORO CON MOTIVO DIVERSO DAL MAGGIO

UGO e GUGLIELMO

Va cantando una canzone
Il guerriero nel partir;
Sanno tutte le persone
Che va a vincere o a morir.

1.5. SCENA QUARTA


[p. 137]

Giovanni, Paola e Armida

GIOVANNI
Donne mie, se preparate
Già vi siete, andremo fòra
A trovare altra dimora
Che vi tenga più occultate.
5Se per qui si incontreranno
I nemici e i nostri fanti,
Triste a noi! Partiamo, avanti,
Ché si fugge un tal malanno.
ARMIDA
Dove andremo in tal momento?
GIOVANNI
10 Salirem sul Monte Serra
Come profughi di guerra,
L`nei pressi del convento.
E se della selve nostra
Abitassimo il metato?
PAOLA
15 Grazie o padre, ài ben pensato!
ARMIDA
Qual dimor,a a noi ci mostra…
Ma se poi dobbiam fuggire
Certo in su per forsa andremo,
Ché se ancor qui staremo
20Ci potrebbero aggredire.
GIOVANNI

(guardando dalla porta di fuori a sinistra)

Donne andiamo, è scuro il cielo,
Qualche armato è di passaggio…
Ciel, che facce! Ebbèn, coraggio,
Nascondetevi nel velo.

1.6. SCENA QUINTA


[p. 138]

Matanno aiutante a Paolo Vitelli entra furtivo nella casa di Giovanni appena che le 3 persone sono partite. (Giovanni Paola e Armida partono da destra)

MATANNO
Son passato dal verone,
Rampicando qual capretto
Sulla scala che mi han retto,
Per qui fare un'incursione.
5Voglio intanto aprir la porta,
Qui fa d'uopo ogni avvertenza:
Chè se trovo resistenza
Scappo via, per farla corta.
Sento alcuno avvicinare,

(sentendo rumore si nasconde)

10Santo Cielo mi confondo!
Be', coraggio, qua m'ascondo
Stando in arme ad osservare.

1.7. SCENA SESTA

Meravigliata Paola ritornando indietro sola a casa perché si era dimenticata una cosa sacra; trovando la porta aperta

PAOLA

(meravigliata)

Ciel che vedo, l'uscio è aperto!
Forse il padre addolorato
Nel sortir aver serrato,
Si credea; fu lui di certo!
5 Per la via mi disse il padre:
«Quel che preme aver portato
Mi credea, ed ho lasciato,
Il ritratto di tua madre».

(stacca il ritratto di sua madre e lo bacia)

Disse: «Va, che ti aspettiamo
10Qui vicini dal parente»:
Madre, or son con te presente
Per condurti ovunque andiamo.
Madre mia, la tua sembianza
Mi addolora e mi sconforta,
15Quando penso che siei morta:
O straziante rimembranza!
Altro strazio provo in cuore
Per te, cara mia casetta,
Nel lasciarti (il babbo aspetta):
20O qual piena di dolore!

(va al focolare)

E tu, caro focolare,
Or sei solo, e dire quanti
Nell'inverno a te davanti
Ci si venne a riscaldare!

1.8. SCENA SETTIMA


[p. 140]

Paola davanti allo specchio nel quale intravede Matanno sotto un mobile nascosto, e di ciò Paola si spaventa.

E tu specchio abbandonato
In cui torno a rimirarmi…
Dio del Ciel, sento mancarmi!
Qui v'è alcun che mi ha guardato.
5Chi sarà che mi solprende

(girando per la cucina impaurita andando verso l'uscita)

In mia casa così sola?
Ciel, fuggiamo!…
MATANNO

(trattenendola)

Una parola!
PAOLA
Non v'è alcun che mi difende?
MATANNO
10 Leggiadrissima donzella,
Io, dovendoti parlare,
Qui furtivo volli entrare.
PAOLA
Sei straniero alla favella.
MATANNO
La tua casa a quanto pare
15Ci resulta assai sospetta,
Certa gente si ricetta
Da doverne dubitare.
E so pure che Malvezzi
Lucio detto il capitano
20Fé di guerra qui il suo piano
Attirato dai tuoi vezzi.
Perciò pensa che i momenti
Su di te saran contati,

[p. 141]
Se non mostri i connotati
25Di quei grandi documenti.
PAOLA
Prima i tuoi voglio vedere
Col medesimo diritto…
MATANNO T'accontento, ecco il mio scritto,
Pure il tuo di possedere.

Matanno dà un foglio a Paola che lo legge subito

PAOLA
30 Riconosco nei suggelli
Che tal piano è preparato
Dal tuo capo snaturato,
Dall'orribile Vitelli.

1.9. SCENA OTTAVA

Ugo che spiava le mosse del nemico Matanno irrompeva da sinistra con due soldati arrestandolo.

UGO

(a spada tratta)

Cedi a me l'incartamento,
Io son Ugo il gran guerriero,
Resta qui, sei prigioniero:
Che si leghi nel momento!

1.10. SCENA NONA

Ugo lo trae dietro le quinte e subito subito ritorna

Era tanto che in paese
Di nascosto ti spiavo.
PAOLA
Ugo, grazie! t'invocavo
Ed il Cielo alfin m'intese.

tela

UGO
5Stavo dietro ad ascoltare
E già tutto quanto intesi;
Paola, te così difesi,
Scusa tanto il mio tardare.
Fu per fare un sovrumano
10Gran servigio al patrio suolo:
Costui prendere non solo
Ma con lui di guerra il piano.
PAOLA
Grazie ancora, e dal mio cuore
Avrai un tempo ricompenza.
UGO
15 Paola addio! Faccio partenza.
PAOLA
Io ritorno al genitore.

FINE DELL'ATTO I

2. ATTO II


[p. 143]

Il bosco All'alsarsi del separio poco dopo vediamo sulla scena arrivare due frati dell'ordine di San Romualdo da Camaldoli del convento espiatorio del Monte Serra in Buti.

2.1. SCENA PRIMA

Da destra giunge Padre Anselmo e Padre Antonio.

P. ANSELMO
O fratel, chi venne mai
Al convento di sul Serra
Per sottrarsi dalla guerra?
P. ANTONIO
Tre persone viste mai:
5Era un padre colla figlia
E la sua dolente nuora,
Che lì presso hanno dimora,
Colle lacrime alle ciglia.
P. ANSELMO
Cosa disse il Superiore?
P. ANTONIO
10 Mi commise di scrutare
Sui soldati e domandare
Se di guerra c'è sentore.
P. ANSELMO
Che notizie torni a dare
A quei miseri al convento?
P. ANTONIO
15 Non lo dir, che non m'attento
Di qui oltre seguitare.

[p. 144]
Poi che dir, guarda, fratello,
Su Roncali e Sant'Antone…
P. ANSELMO
Gesù mio, che confusione!
20Fa che cessi tal flagello!
Tu, fratello, che vuoi fare ?
Dal convento pur vedranno
Questo attacco, e capiranno
Che dovesti ritardare;
25E per ora a te non resta
Che tu venga difilato
Meco ond'erami avviato,
Sulle grotte ritte a cresta.
P. ANTONIO
Io non so che cosa fare,
30Mi divora l'incertezza.
P. ANSELMO
Pria Maria, nostra salvezza,
Vieni meco a scongiurare.
P. ANTONIO
Sl verrò, ché la preghiera
Maggiormente è necessaria
35Quando l'odio ammorba l'aria
D'una orribile bufera.
Ma sia vero certamente
Che alle grotte la Madonna,
Come dissemi una donna,
40Fu nascosta dalla gente?
P. ANSELMO
Vero è proprio e la proposta
Fu del nostro superiore,

[p. 145]
Per sottrarla all'invasore:
Questo è quello che mi costa;
45E da molti dir si suole
Che nel cavo un praticello
Si mantiene fresco e bello
Di soavissime viole.
P. ANTONIO
E sai tu per qual ragione
50Si serbò quel simulacro?
P. ANSELMO
Perché poi divenga sacro
Di una immenza devozione.
P. ANTONIO
E sai tu chi fu l'autore?
Certo alcuno sarà stato,
55Che scolpiva appassionato
Tal Madonna con fervore!
P. ANSELMO
Tal Madonna fu in Roncali
Sculta in albero di pero
Con artistico amor vero
60Dai fratelli Panicali.
P. ANTONIO
Buon per loro, che . lasciata
Consacrata a somma gloria
Qui per Buti la memoria
Della Vergine beata.
65Sl rechi.ci a scongiurare
Quella Vergine Celeste,
Che da guerra, fame e peste
Voglia tutti liberare.

(per partire da sinistra)

2.2. SCENA SECONDA


[p. 146]

Entrano nella scena da destra padre Giovanni, Paola e Armida.

GIOVANNI
Dal convento ai Caparroni
Di lì siamo alla Fucella,
Senza aver qualche novella
Circa il modo di fazioni.
PAOLA
5 Buona sorte che il guardiano,
Uom di Dio, di Provvidenza,
Mai ci ha fatto restar senza
Del suo pane quotidiano!
GIOVANNI
Sl tal pane abbiam trovato
10Dal Guardiano tutto cuore,
Servo degno del Signore:
Ma sarà ricompensato.
ARMIDA
Dite ben, ma non sappiamo
A Guglielmo come è andata,
15Se la guerra è incominciata
E che far noi qui dobbiamo!
GIOVANNI

(mentre va intorno ad osservare)

Non si fu d'accordo ognuno
Di venirlo ad incontrare?
Ciò facemmo e a quanto pare
20Non si vede mai nessuno.
Ma che dico? In lontananza
Gente armata eppur si sferra.
ARMIDA
Vero è pur!
PAOLA

(osservando da ogni parte)

Dovunque è guerra
25Col nemico che si avanza.

[p. 147]
Fratel caro!…
ARMIDA
Sposo mio,
Quale orrore ci ripugna!
Nel saperti nella pugna
30Già ti posso dire addio.
Ti ricordi, o mia cognata,
Di Guglielmo la partenza?
Bella e fiera la presenza!
ARMIDA
Ma lasciommi appassionata:
35Lo ricordo, il viso amato,
Le fattezze sue leggiadre…
PAOLA

(interrompendo)

Cosa vedi, caro padre,
Che da me ti siei scostato?
GIOVANNI

(chiamando le donne colla mano)

Donne, l lungo la valle
40Non vi sembra sul sentiero
Di vedere che un guerriero
Porti un altro sulle spalle?
PAOLA
Sl purtroppo, avanza lento
E noi qui cosa facciamo?
GIOVANNI
45 Par dei nostri; non temiamo…
PAOLA
Odo ancor qualche lamento.
ARMIDA
Non ti sembra che il ferito
Sia scortato da due frati?
PAOLA
Forse in via si son trovati
50E così l'avran seguito.
ARMIDA

(parlando piano)

Che mai intesi! Zitti stiamo!
Mi è sembrato come dire:
«Ritrovarli e poi morire,
Ecco quello che sol bramo».

2.3. SCENA TERZA

Guglielmo sulle spalle di Ugo seguiti dai frati Padre Anselmo e Padre Antonio entrano sulla scena dalla parte destra.

PAOLA
Son vicini, o quali angoscie!
P. ANSELMO

(di dentro)

Buona gente!…
ARMIDA
Ci ´n chiamate!…
P. ANSELMO

(di dentro)

Presto qua vi avvicinate,
5Il ferito vi conosce

(tutti si avvicinano a Guglielmo)

GUGLIELMO
Cari miei, correte, io mòro,
Fortemente son piagato!

(Paola cade svenuta)

PAOLA
È Guglielmo che parlato.
GIOVANNI
Figlio!
GUGLIELMO
10 Padre!
ARMIDA

(abbracciandolo)

O mio tesoro!…
Qual ti vedo, amato sposo,
Chi ti cinse queste bende?
Il destino a me ti rende
15Nello stato più pietoso

Padre Antonio allontana Armida e vedendo Guglielmo morente eseguisce prontamente il suo santo ministero.


[p. 149]
UGO
A che punto è tal famiglia!
Il marito in questo stato
La consorte ha ritrovato,
Piange il padre e… la sua figlia?
20Ugo si vorta e vede Paola a terra come morta.
Ciel che dissi, la sua figlia
Morta cadde dal dolore,
Prima ancor che il nostro amore
Fosse noto alla famiglia;

(si avvicina a Paola e le cambia l'anello col suo)

25Per mai più non ti scordare,
Questo anello col mio stemma
Cambierò colla tua gemma.
P. ANSELMO
Paola è morta?
UGO

(piangendo)

Almeno pare.
30Sommo Cielo, aver perduta
Donna tale così bella…
P. ANSELMO

(sentendo il cuore coll'orecchio)

È sol priva di favella,
Il cuor batte, sta svenuta.
UGO
Molto preme, o Padre Anselmo,
35Che la giovane rinvenga.
GUGLIELMO
Paola!… Ahimè!… Fate che venga!
Padre, e tu?
GIOVANNI
Son qui, Guglielmo.

Paola rinvenuta sorretta da Ugo e dagli altri viene condotta dal fratello morente.


[p. 150]
PAOLA
Cosa fu, perché son desta?
ARMIDA
40 Venir devi dal fratello.
UGO
Io raggiungere il drappello
Devo subito alla lesta.

(mentre Ugo da destra parte così dice)

Non mi sento di più stare
Oltre in mezzo a tal famiglia,
45Mi si bagnano le ciglia:
Addio tutti, io debbo andare.
PAOLA
Fratel mio, Guglielmo amato,
Qui ti assiste un confessore.
P. ANTONIO
Già l'assolsi nel Signore.
GUGLIELMO
50 Paola!
PAOLA
O Cielo, mi ha chiamato!
GUGLIELMO
Io con te voglio sfogarmi,
Proprio all'ultimo momento:
Ti vo' dir che malcontento
55Mòro, senza vendicarmi.
Non sai tu che qual saetta
Il Paese guasi tutto
Il nemico ci ha distrutto?
Ah! Vendetta! Sl vendetta!
PAOLA
60 O fratel, qual gioia feroce
Balenar ti vedo in viso!
GUGLIELMO
Paola, in me già ti ravviso,
grave;i pur anco la mia voce!

[p. 151]
PAOLA
No, Guglielmo, in te perdona
65Il nemico in questo stato:
Benché ci abbia devastato,
Del suo male lo condona.
Tutti a Dio dobbiamo andare,
Perciò cessa l'odio atroce,
70Perché Lui di sulla croce
Volle a tutti perdonare.
GUGLIELMO
Dici bene, e ancor Guglielmo
Li perdona nel Signore;
Ma chi prende il mio vigore,
75La mia spada unita all'elmo?
PAOLA
Io li prendo! A giuramento
Vestirò la tua divisa
Difendendo sempre Pisa
In tuo nome…
GUGLIELMO
80 O qual contento!
PAOLA
Se non altro per sedare
L'ingiustizia e la rapina
E l'emblema fiorentina
Giunger poscia a calpestare.
GUGLIELMO

(con un filo di voce udibile, morente)

85Del tuo slancio franco, audace
Ti ringrazia un impotente,
Donna invitta solprendente
Ti ringrazio e spiro in pace.
PAOLA
Ciel, Guglielmo se ne mòre,
90Si abbandona sul mio seno!
GIOVANNI
Figlio! …
ARMIDA
Sposo! Un detto almeno…
PAOLA
Più non parla, è fermo il cuore.

FINE DELL'ATTO II CALA LA TELA

3. ATTO III


[p. 153]
La scena è il bosco con delle grotte, le quali indicano in uno dei suoi maggiori incavi il luogo dove, per cause delle guerre, fu nascosto il santo simulacro della Madonna del Rosario di Buti.

3.1. SCENA PRIMA

Maria la piccola montanara [con una contadina] viene alle grotte a pronunciare la sua consueta preghiera. E poi inoltra Paola vestita a guerriera.

MARIA

(rivolta alle grotte)

Madonnina mia adorata,
Proteggete il babbo mio
Che periglio triste e rio
Corre forse in tal giornata.
CONTADINA
5 Colla guerra che sconvolge
Tutto Buti crudelmente
Madre, ascolta un'innocente
Che al cuore tuo si rivolge.

(colla mano le manda un bacio)

MARIA
Ciel, chi giunge alla mia volta,
10Chi s'inoltra in questa via?
Gran guerriero par che sia.
PAOLA
Tal son io, ma ti conforta.

(e rimane sorpresa di Paola, che giunge da sinistra)

Sembrerebbe che a me nulla
Mi mancasse sulla terra,
15Ma con questa orrenda guerra
Soffro tanto, o mia fanciulla.

[p. 154]
A invocare con dolore
Son venuta a bella posta
Quella Vergine nascosta,
20Coll'accento dell'amore.
grave;i tu fede, mia bambina,
Colla santa devozione
D'ottener la protezione
Di Maria del Ciel Regina?
MARIA
25 Sl gran fede, o mio guerriero,
Pongo in Lei d'amor che brucia,
Sempr'è in me di gran fiducia
Che mi calma un gran pensiero.
PAOLA
Che pensiero ti divora
30Nell'etade tua fiorente?
MARIA
Per la guerra il babbo è assente
E la mamma si addolora.
PAOLA
Pria d'andarmene vorreste
Meco fare un'orazione?
MARIA
35 Si, ma è poco, e l'intenzione
Appagata non vedreste.
Di che nome vi chiamate?
PAOLA
Paola son…
MARIA
Santa Madonna!
40Cosa dite? Voi, una donna,
In tal veste? E dove andate?
CONTADINA
Paola, dunque non temete
A inoltrarvi in tal mistero?
Per mia parte un gran guerriero
45Mi parevi, e donna siete.
PAOLA
Temer no, ma sento pena
Per l'avversa situazione…
Via, facci. quest'orazione.
MARIA
Far dovreste una novena:
50Stando qui con meco unita
Pregherén con tal fervore…
Non mancate, e del favore
Voi sarete esaudita.
PAOLA
Ciel, non posso acconsentire
55chè dimani, a giuramento,
Anderò in combattimento
Sol per vincere o morire.
Mi prometti, o mia bambina,
A me fare tal novena,
60Tu che sei di grazia piena
E che sei di qui vicina ?
MARIA
Lo prometto, e state certa
Che per nove dì precisi
Pregherò come promisi.
PAOLA
65 Bene, allor prendi un'offerta.

(gli da una borsa di denaro)


[p. 156]
Se andò in guerra ancor tuo padre
E nessun per te lavora,
Questa borsa almen per ora
Può servire alla tua madre.
MARIA
70 Dolce è qui con voi lo stare!
PAOLA
Cara, quanto ti vo' bene:
In gran parte le mie pene
Fatto mi ài dimenticare.

(l'abbraccia e la bacia)

PAOLA
La preghiera tua innocente
75Giunger possa al Ciel diretta
Alla Vergin Benedetta!
Addio, parto finalmente.

(si danno la mano e Paola parte da destra)

3.2. SCENA SECONDA

Maria, la bambina, rimasta sola, dispone due bei mazzi di fiori al piè della grotta adornandola poi con due rami e tralci di rose. Paola poco dopo ritorna pian piano non vista dalla bambina, che forse in quel momento crede di già Paola lontana. Da destra.

PAOLA

(rivolta al pubblico)

Della gente misteriosa
Da non lungi qui nell'atto
Retrocedere mi ha fatto
E tornai, chi sa per cosa.
5La bambina qui presente,
Questo giglio immacolato
Senza l'ombra di peccato,
Si balocca e non mi sente.

[p. 157]
Nel lavoro tuo giocondo
10Non sarai da me interrotta:
Mentre adorni quella grotta
Io ti vigilo e m'ascondo.

(si nasconde fra una quinta di sinistra)

3.3. SCENA TERZA

Matanno e Melosso. Questi due nemici contrarii alla parte che difende Paola entrano da destra andando con cattive idee verso la bambina vegliata già da Paola nascosta.

MATANNO

(al suo amico)

Una bimba in questo loco
Non ti sembra a te sospetta?
Tiene in mano una borsetta
Darla qua, parliamo un poco!

(gli strappano di mano la borsetta)

MELOSSO
5 Chi ti diede tal monete?
Parla, su, non far la muta!

(viene malmenata)

MARIA
Madonnina, son perduta:
Deh, pietà, mi soccorrete!

(Paola fa un atto di impazienza)

MATANNO
Ti ridno volentieri
10Il denaro, se ci dici
Se di qui di noi nemici
Mai passarono guerrieri.
MARIA
Per non dirvi una bugia
È passato qui soltanto
15Una donna e non è tanto,
Dirvi poi non so chi sia.

3.4. SCENA QUARTA

Alle parole della seguente quartina «A noi niente dir non vòi» un colpo di luce solo fa per un attimo vedere nella nicchia della grotta l'immagine della nostra Madonna, segnale quello perché Paola insorgesse a spada tratta a difendere la piccola Maria, la montanara.

MELOSSO

(minaccioso estraendo la spada)

A noi niente dir non vòi?
E di noi non dirai niente!…
Tieni, prendi tal fendente!
PAOLA

(scattando colla spada ferisce Melosso)

Scellerato, ferma e muoi!

(Maria scappa da sinistra) FINE ATTO III

4. ATTO IV

4.1. SCENA PRIMA

In questo momento giungono, o meglio si incontrano i due drappelli di soldati da destra e da sinistra; i Fiorentini comandati da Matanno e il drappello pisano comandato da Ugo, i quali subito si azzuffano, e Paola unendosi ai Pisani combatte valorosamente fino al punto di strappare di mano al nemico la bandiera fiorentina. Ma in tale sforzo inaudito Paola cade sotto la detta bandiera ferita. Ugo saetta ovunque la sua spada tremenda, cercando di salvaguardare la bandiera, o chi la custodisce col suo corpo, che è la sconosciuta Paola stesa al suolo. Finché Ugo disperdendo tutto e tutti, solo rimane, ritto, padrone di quella situazione orrenda. Nello svolgersi di questa scena di battaglia, fra lo strepito, i due capi drappello Ugo e Matanno inveiscono con le seguenti parole.

UGO
Scellerati Fiorentini!
MATANNO
E voi barbari Pisani!
UGO
Vi uccidiamo come cani!
MATANNO
Traditori ed assassini!
5State attenti alla bandiera,
Che al nemico par che ondeggi.
UGO

(a Paola che non conosce)

Strappa, strappa…
MATANNO
Reggi, reggi,
Che deciman la mia schiera!
UGO
10 Il vessillo è già ghermito,
Quel guerrier lo tenga stretto!
PAOLA
Mi . piagato in mezzo al petto…
UGO
Farò scudo a quel ferito.
Arrendetevi o vi uccido,
15Tanto ognun vi tengo a bada,
Vi saetto colla spada,
Già vittoria forte grido.


[p. 158]
I tre o quattro superstiti nemici si arrendono a Ugo, il quale ai suoi ordina di impossessarsi dei prigionieri.

Giù le spade, e farem pace!…
Resistete…
MATANNO
20 Ci arrendiamo,
A te l'arme consegnamo,
Fai di noi cosa ti piace.
UGO
Fidi miei, vi impadronite
Dei supestiti nemici
25E trattati come amici
Io li voglio, e voi ubbidite.

4.2. SCENA SECONDA

Ugo circondato dai prigionieri, dai suoi, fra morti e feriti alsando gli occhi al Cielo.

Ai caduti, o mio Signore,
Dona pace, e benedici
Tanto i miei che quei nemici,
Egualissimi al Tuo Cuore.
5Voi guerrier partite tosto
Verso il nostro accampamento,
Io restar per un momento
Ancor voglio ad ogni costo.

(i soldati e i prigionieri partono da destra)

Fra l'uman carneficina

(Ugo che cerca tra morti e feriti)

10Stare ancor desideravo
Per vedere se ritrovavo
La bandiera fiorentina.

[p. 161]
Con tal segno s`distinto
Quando andrò di Paola al lato
15Dir potrò: «Per te ho pugnato,
Per te cara in guerra ho vinto».
Sl ricordo che partendo
Paola mia, possente amore,
«Va - dicesti - e con valore
20Qui ritorna, che ti attendo».
Al presente ove sarai?
Forse chiusa in qualche ostello
Col dolore del fratello
E di me che penserai?
25Angiol caro, stai contenta
Che ti vengo a confortare.
PAOLA
Ugo aimè! Vieni a salvare
Un dei tuoi…
UGO
Chi si lamenta?
30Ei vivea, per quanto sento.
PAOLA
Ugo, presto, dammi aita!…
UGO
Sto cercando la ferita.
PAOLA
Perdo sangue…
UGO
Un sol momento.
35Non mi sembri in brutto stato
Nella mischia sei svenuto
Poco sangue ài qui perduto,
L'altro ben t'ho ristagnato.

[p. 162]
Certo è che dalla morte
40T'ho salvato non volendo,
T'alza pur, la mano ti prendo.
PAOLA

(alzandosi la visiera calata)

Grazie, o Ciel, mi sento forte.
UGO
Ma chi siei che la visiera
Tieni ancor così calata?
45Paola sono, la tua amata.
Dio chi vedo, in qual maniera!
Tu con me, gran Dio che sento!
Non mi posso persuadere:
Paola, o Ciel! Fammi vedere
50Il tuo dolce portamento!
PAOLA

(si china e prende la bandiera)

Il vessillo fiorentino
Lo strappai colla mia mano.
UGO
Tu, gran donna, caso strano!
Al valore tuo m'inchino.
55Dunque, o donna mia adorata,
Come andò che ti sei messa
Tal divisa?
PAOLA
Una promessa
A Guglielmo aveo giurata.
60Nel morire a me dicea
Che lasciava invendicata
Quella Patria sua adorata
E di ciò con me piangea;

[p. 163]
Gli promisi che lottavo
65La nequizia e la rapina,
E l'emblema fiorentina
Crudelmente calpestavo.
Or l'ho in mano ed al cospetto
Dell'orribile Vitelli
70In tantissimi brandelli
La vo' far, per suo dispetto.
UGO
Quale fu la tua opinione
Quando in lotta mi vedesti?
PAOLA
Io non so come facesti,
75A spacciar tante persone.
UGO
Eri tu che mi spronavi
A lottar così furente,
Perché t'amo immensamente.
PAOLA
E lontana mi pensavi.
UGO
80 Sl lontana, che giammai
Qui con me non ti credevo,
Paola! O Ciel! Se lo sapevo!…
PAOLA
Cosa avresti fatto mai?
UGO
A tornare al genitore
85T'avrei certo persuasa:
Or però ritorni a casa
Coll'insegna del valore.
PAOLA
Dividiamoci e partiamo:
Fa che stringa con affetto
90La tua mano, o mio diletto.
UGO
Cara, addio, ci rivediamo.

FINE DELL'ATTO IV

5. ATTO V

La scena è il bosco.

5.1. SCENA PRIMA

Vitelli e Paola

VITELLI

(entrando da sinistra)

Mi fu detto che a Verruca
C'è una lunga galleria;
Dentro terra par che sia
E che a Pisa ne conduca.
5Chi sa mai che sotto i vani,
Nel lunghissimo percorso,
Come àn fatto l'anno scorso
Non si ascondino i Pisani?
Ma se a caso ce li trovo,
10Con del fumo soffocante,
Denso, nero, avvelenante,
Tutti uccido nel suo covo.
Vado io stesso, e se li becco
Tutti in cenere li mando
15E di Buti do il comando
Al crudel Francesco Secco.
Vidi un dì pur la ragazza
Da guerriera ben vestita;
Ma, sia pure franca e ardita,
20Donna tal mi sembra pazza.
Ma che vedo? O mio stupore,
Quella appunto a me si appressa,
Quella appunto? Cielo, è dessa!
E non teme il mio furore?

(con sorpresa grande guardando verso destra)

25Senza scorta la guerriera
A me inoltra franca, audace;
Parlerà, saper mi piace,
Forse viene messaggera!

(da destra mentre entra disinvolta Vitelli la ferma e le dice)

Alto là, fanciulla altera,
30Come sei qui penetrata?
E perché non ti àn fermata
Nel valcare la frontiera?
PAOLA
Mio carissimo signore,
A te innanzi ambasciatrice
35Me mandò Malvezzi, e dice
Di esser mite nel rigore;
Che se dentro la dimane
Non si cerca aver rimedio
Di levare un tale assedio,
40La tua vita non permane.
VITELLI
Questo assedio io pur potrei
Di levare nel momento
Per un detto e un giuramento,
Sol per te che bella sei.
PAOLA
45 Siàn nemici, e tal disgrazia
Si frappone a ciò che brami.
VITELLI
Ma se dici che tu m'ami,
Chieder pòi qualunque grazia.
PAOLA
Già saprai che ti richiedo
50Cosa grande a te gelosa.
VITELLI
Chiedi a me qualunque cosa,
Che potendo ti concedo.
PAOLA
Bene, allor da Panicale
E sull'alto di Solaio
55Dei soldati il paretaio
Togli fino allo Spedale.
VITELLI
Ciel, che cosa vieni a dire,
Questa è grande veramente!
PAOLA
T'amo allora e tanta gente
60Ti potrebbe benedire.
VITELLI
Poca cosa, ricompenza
Del grandioso mio favore,
Tu disponi nel tuo cuore…
PAOLA
Allor parto…

(Vitelli un po'sopra pensiero e poi risolutissimo)

VITELLI
65 Attendi udienza.
Teco stare io troppo bramo
E mi rendo traditore
E l'assedio ed il mio amore
Levo e t'offro perché t'amo.
70Di' che m'ami, e noi ribelli
Fuggiremo al tempo stesso,
E mai più ci sia concesso
Riveder questi castelli.
PAOLA
E che cosa dici mai!
75I miei luoghi non mi sento
Di lasciare in tal momento,
Forse un dì con te mi avrai.
O castelli e monti amati,
Non sia vero che io vi scordi,
80Luoghi ameni di ricordi,
Ubertosi e soleggiati!
Poi che dissi, io te seguire?
Non sia mai, se quel che ho detto
Non adempi…
VITELLI
85 Io tel prometto,
Anzi andiamo ad eseguire.

(Avviandosi tutti e due verso destra, soffermandosi ancora con Paola)

Se seguirmi a te non cale…
PAOLA
Bene, andiàn, ti faccio scorta.
VITELLI
Non tradir, perché sei morta
90Se qualcun dei tuoi mi assale.
PAOLA
Basta un cenno alle tue genti
Per levare un tale assedio.
VITELLI

(a scatti indietreggiando)

Donna… ài vinto… Aimè rimedio
Più non v'è…
PAOLA
95 Di che paventi ?
VITELLI
Che mai vedo, e come e quando
Una turba di assediati
Fa fuggire i miei soldati
Senza attendere il comando?

(rumori lontani a intervalli)

100Guarda là con che coraggio
I Pisani ànno potuto
Dare un colpo risoluto,
Senza attendere il messaggio.
Io vaneggio e mi vergogno,
105Presentarmi non ardisco,
Di fuggire preferisco
Ma con te, che tanto agogno.
PAOLA
Aspettiam che sia calmata
La terribile bufera.
VITELLI
110 Sono i miei senza bandiera:
Chi la perse, e come è andata?
Ah! Perduto, e non è molto,
Tal vessillo fu dai miei;
Ben ricordo, or tu mi déi
115Tosto dir chi me lo à torto.
Io non c'ero e non mi accorsi;
Parla su, non esitare.
PAOLA

(ridendo)

Io fui quella, che ti pare?,
Senza avere dei rimorsi.
VITELLI
120 Cielo, tu? Che vieni a dire!
Troppo, infami, è ciò che ascolto!
Mi si insulta proprio in volto,
E vedere i miei fuggire!
Donna, adunque qui legato
125Come automa son tenuto
Perché t'amo, ed ho perduto
Tanto posto conquistato.

(eccitatissimo)

E dov'è quel mio furore
Di una volta, che non sento?
130Quel livore?…
PAOLA
Io te l'ho spento
Col mio fiato incantatore!
VITELLI
Donna, o Cielo, m'ài annientato,
L'ira più nel cuor mi sento;
135Maledetto quel momento
Che m'hai tanto innamorato!
Il pensiero più tremendo
È che non mi corrispondi,
Qui mi tieni e mi confondi…
PAOLA
140 Gastigarti solo intendo.
VITELLI

(inginocchiato davanti a Paola)

Dunque, o donna, a me non vale
La preghiera, inginocchiarmi?
Perché tanto affascinarmi?
PAOLA

(levandoli la spada)

Io punisco uno sleale;
145
[p. 170]
E la spada ancor ti toglio
Che del mal potreste farmi.
VITELLI
Donna, e ancora mi disarmi?
PAOLA
Ti vo' mite e senza orgoglio.

(Vitelli si rialsa macchinalmente)

Ti rialza, che spiegarti
150Voglio qui la tua iniquizia
E la tua grande malizia,
Scellerato, rinfacciarti.
Per quei modi snaturati,
Per l'incendio e la rapina,
155La Giustizia in Ciel Divina
Ti condanna tal peccati.
E da donna qual son io,
Che l'infamia tua combatto
Dal veder cosa t'ho fatto
160Credi in ciò la man di Dio.
Si combatte, se non sai
Nelle regole concesse:
Tu peccasti, il Ciel non resse
E qual donna t'annientai.
VITELLI
165 Ó perduto la ragione,
Più non so che cosa fare:
Donna, dunque, a quanto pare,
Mi condanni a dannazione.
PAOLA
Ver non sia che disperare
170Tu ti devi al Sommo Bene
Ma lo invoca, che interviene
I tuoi falli a perdonare.

Vitelli mortificato e contrito se ne va in fondo allla scena col volto fra le mani mentre che Paola s'inginocchia e prega.

PAOLA

(rivolta coll'occhi al Cielo)

Riconosco in tal momento,
Debol donna qual son io,
175Che per battere quel rio
Di me il Ciel si fe' strumento.
Grazie dunque, o mio Signore,
Pace a Te per tutti chiedo
Pace a Ugo, che non vedo
180Ritornato a questo cuore.

(Vitelli fugge da destra)

5.2. SCENA SECONDA

UGO

(entrando da sinistra)

Alto là! Che scena è questa,
Cielo! Paola inginocchiata!
Piangi forse, o mia adorata?
PAOLA
No, pregava!…
UGO
5 E sei s`mesta?
T'alza, amore, che qui appunto
A premiar Malvezzi viene
I soldati, e legge e tiene
Sul valore un breve sunto.
10E tu, spece, che sei stata,
Come donna, l'eroina
Scaltra, audace, la più fina,
Sarai meglio decorata.
PAOLA
Ugo grazie, so che brami
15Il mio bene, e salvatore
Già mi sei, che questo cuore
Non pòi creder quanto t'ami.
UGO
Paola, narra! Che sgomento
Nel saperti solitaria
20Messaggera volontaria
Ad un uom così cruento!
PAOLA
Venne a me dunque l'idea,
Nel trovarmi in triste assedio,
Di cercar qualche rimedio
25E indugiar più non potea.
Varco il fronte ben munita
Della carta di passaggio,
Senza tema e con coraggio
Misi a rischio la mia vita.
30E Vitelli comparire
Tosto vidi a me adirato,
Poi talmente innamorato
Fu di me da non lo dire.

[p. 173]
E perciò, da donna astuta,
35Me lo seppi accalappiare
Tanto che lo fei indugiare
Fino a perder la battuta.
Or, venendo il comandante,
Farén s`che l'esponiamo
40Che da tempo noi ci amiamo.
UGO
Forse giunge in questo istante.

(si odono dei rumori al di fuori a destra e squillo di tromba)

PAOLA

(guarda fra le quinte)

Cielo, o Dio, che vedo mai,
Giunge a noi la detta schiera,
Recan pur quella bandiera
45Che al nemico conquistai!

5.3. SCENA TERZA

Da destra entra un nucleo di soldati (fra i quali Vitelli capitano prigioniero), un portabandiera che porta il vessillo di Pisa e lo cala al bacio di Paola. Un comando di attenti dato da una tromba a squillo tiene tutti quanti irrigiditi. Lucio Malvezzi capitano delle forse pisane entra dando un comando di riposo; dopo il quale va a decorare alcuni soldati. Di poi va leggendo la motivazione circa l'eroismo compiuto da Paola da Buti, che per il suo bel modo di fare fece scomparire l'assedio in cui erano stretti i Pisani e dopo di ciò riportarono grande vittoria qui sulla nostra patria valle.

LUCIO MALVEZZI

(leggendo un foglio)

Della Patria la colonna,
Miei carissimi guerrieri,
Io vi addito volentieri:
L'eroismo di una donna.
5
[p. 175]
Essa è Paola, e conoscente
E il suo nobil portamento,
Quale stella in firmamento
Sta fra noi s`risplendente.
D'amor patrio affascinata,
10Travestita a noi ne venne:
Combattè, non si contenne,
Gloria grande ha meritata.
Bello è il gesto, onde salvasti

(rivolto a Paola)

Dall'assedio i tuoi fratelli,
15E fingendo amar Vitelli
Di beltade lo incantasti.
E la truppa di Fiorenza,
Senza guida rimanendo
Si scompose, e noi insorgendo
20Li cacciammo con violenza.
Paola, dunque, tu che sai
L'uso mio, che volentieri
Ricompenso i miei guerreri,
Premio grande da me avrai.
PAOLA
25 Io vorrei, sor comandante,
Che presente a questo rito
Il futuro mio marito
Fosse meco nell'istante.
MALVEZZI
E chi è il tuo fido amante?
30Spiega tosto questo arcano.
UGO
Ugo io son, sor capitano,
Che per lei sono smaniante.
Troppo, aimè, già troppo ressi,
Ché la Patria, nel mio cuore
35Stando al sommo dell'amore,
È la più che m'interessi;
E giungendo a tal momento
Che la Patria abbi. salvato
E per essa abbi. lottato,
40Sono al colmo del contento.
MALVEZZI
Nella posa tua marziale,
Nobil donna di valore,
Abbi il segno dell'onore
Con quest'ordine reale.

(Malvezzi le infila al collo una collana d'onore)

45Vi congedo e vi rammento

[p. 176]


(revised 28-02-2000) Livio Cosci.
Elena Pierazzo

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