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Gianni, Francesco Maria

Per la dimostrazione della situazione economica della Provincia pisana





Per la dimostrazione della situazione economica della provincia pisana (1758)




1) Si distingua e separi la città dalla campagna. 2) La campagna si divida in comunità, secondo la sua attuale distinzione. 3) Le comunità della campagna, che contengono qualche castello, si notino con distinguere gli articoli del calcolo che apparterranno al dentro delli castelli et al di fuori. 4 ) Si faccia poi ristretto a parte, dimostrante la situazione economica delli castelli, con denominarli tutti. 5 ) Per tutta la Provincia Pisana, adunque, si ricerchi la popolazione di popolo per popolo. 6 ) Si classi questa in maschi e femmine, suddividendo questi due articoli in maritati e maritate, adulti liberi, maschi et idem femmine, religiosi e religiose, caustrali, preti, impuberi dell'uno e dell'altro sesso; e si faccia articolo a parte delli soldati et ebrei. 7 ) Si aggiunga anche la numerazione delle famiglie e case. 8 ) I giusdicenti dieno nota delle famiglie che sono allogate a podere, comprendendovi anche i contadini che lavorano sulle proprie terre. 9 ) Parlato che avremo della popolazione, base fondamentale di tutta l'economia pubblica, passeremo a dimostrare lo stato delle produzioni del paese, che sono l'effetto della popolazione et il sostegno di essa. 10 ) Si farà perciò una tabella che dimostri la raccolta annuale delli grani, biade, vino et olio, fieni e strami del contado pisano. 11 ) Per formarla si averà ricorso alle portate di grano et olio, che devono conservarsi nelli tribunali di campagna, ciascuno per la sua giurisdizione. 12 ) E quanto al vino e biade, non avendosi tali portate, potrà regolarsene la speculazione in parte dalle gabellazioni di detti generi ed in altra parte dalla sementa del territorio che, in materia di biade, sul produrre un numero di staia simile a quello dei grani, osservando però, nel combinare questi due metodi, di valutare la consumazione del contado quale, in materia di vino, si può calcolare la metà di ciò che resulterà la consumazione di esso in città, e servirsi così di tali lumi per speculare l'oggetto di questi prodotti. 13 ) Per avere un dato da rilevare la produzione dei fieni, non vi sarà mezzo più proprio che ordinare alli messi delle Comunità di fare nota distinta di tutti i terreni
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prativi a fieno delle loro respettive giurisdizioni con l'indicazione della loro estensione, lo che servirà a dedurre la quantità delle carrate di fieno che vi si possono raccogliere, essendo comunissimo il fare un simile ragguaglio quasi con sicurezza. 14 ) L'oggetto poi delle paglie e strami si ragguaglierà con tutta la probabilità di non ingannarsi dal resultato delle raccolte dei grani della Maremma, dove le paglie e strami, pero lo più, non si raccolgono. 15 ) Sarà parimente a proposito il computare nel calcolo della situazione economica del Pisano il bestiame che in quella provincia si produce. 16 ) Di questo se ne farà una tabella a parte che dimostri separatamente il bestiame vaccino e bufalino da giogo e da macello, quello da sona cavallino, mulino et asinino, il porsino e finalmente quello da cacio e lana. 17 ) Per il bestiame suddetto sarà miglior mezzo commettere circolarmente alli governatori delle comunità il fare la portata di tutto il bestiame delle loro rispettive giurisdizioni, secondo la classazione sopra indicata. 18 ) E da queste portate se ne potrà fomare la tabella suddetta. 19 ) Dimostrati così i frutti di terra et il bestiame, si speculerà il prodotto ed estimazione dei frutti d'industria rurale, cioè pomi et ortaggi. 20 ) E per a vere qualche dato da formare il calcolo di questi oggetti, il commette alli stimatori delle comunità di stimare d'accordo, secondo la loro perizia, la valuta dei frutti suddetti prendendogli podere per podere sopra a tutti li poderi e tenute della loro respettiva giurisdizione, con l'assistenza del messo delle respettive corti, che formerà le note. Sarà il mezzo meno incerto. 21 ) Dallo spoglio delle note suddette se ne potrà formare una partita della tavola dimostrante la produzione dell'agro pisano. 22 ) Calcolata in tal forma la produzione del terreno quanto alli frutti che si raccolgono, si darà una valuta alle pasture con cui si nustriscono tanto i propri bestiami, quanto i forestieri che vengono nel contado e Maremma a svernare, e questo ragguaglio si potrà fare agevolmente con desumere il primo dato dalle fattorie dello Scrittoio che posseggono vaste pasture, onde da ciò, all'incirca, si può valutare le pasture delli altri possidenti con la combinazione dei bestiami che averanno pasturato sugli effetti dello Scrittoio, per cui, vedendosi che tanto bestiame ha dato un tanto utile di pastura, ne potrà risultare che tant'altro rimanente abbia tanto più per la pastura fatta nell'altre possessioni particolari della Provincia Pisana.
[p. 422]



(revised 28/02/2000 ) Gianni, Francesco Maria.
Elena Pierazzo

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