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Filippi, Giulio

Genoveffa



GENOVEFFA

    PERSONAGGI

  • GENOVEFFA
    figlia del Duca di Brabante
  • SIGELFRIDO
    suo sposo
  • VUOLF
    capitano di corte
  • BERTA
    figlia del carceriere, confidente di Genoveffa
  • GOLO
    l'uomo più fidato di Sigelfrido, calunniatore di Genoveffa
  • DRAGO
    cuciniere di corte e fedele a Genoveffa
  • KENZ
    carnefice ordinato da Golo
  • KUNZ
    carnefice ordinato da Golo
  • SERVO
    che canta e altri servi o guardie
  • [ SCUDIERO
    (la parte dello Scudiero può essere inserita in quella del capitano Vuolf) ]
  • [ ENRICO
    piccolo figlio di Genoveffa ]
  • [ CORRIERE
    che canta l'Argomento ]

ARGOMENTO

Canterem, per dar sollievo
All'udienza circostante,
Della figlia di Brabante
Del lontano medioevo.
5Presso il Belgio e la Baviera
Dove scorre la Mosella
Cosa accadde a una donzella
Udirete in questa sera.
Sigelfrido fu suo sposo
10Un gran nobile guerriero
Che conobbe il mondo intero
Come amabile e grazioso.
Genoveffa sua consorte,
Di virtù sublimi e sante,
15Pria che darsi a un drudo amante
Accettò crudele morte.
E di Golo il traditore
Questa truce e immonda fiera
Lo distrusse la galera
20Dal rimorso e dal dolore.
Genoveffa ebbe il destino,
Per non perdere la testa,
Di nascondersi in foresta
Col suo tenero bambino.
25Ma una cerva affezionata
Con affetto il più sereno,
Lo allattò col proprio seno,
Dentro un masso rinserrata.
Sigelfrido, ritornato
30Dalla guerra contro i mori,
Per placare i suoi dolori
Alla caccia s'era dato.
Un bel giorno nel deserto
Ritrovò la sposa amata,
35Verità gli fu narrata
E il tiranno fu scoperto.

Indice

1. ATTO I

Sigelfrido e Genoveffa in un salotto del castello, all'alzarsi del sipario.

SIGELFRIDO
Mia consorte, in questo giorno
Sento in me tanta allegria:
Esser teco in compagnia!
Non mi sento alcun frastorno.
GENOVEFFA
5 Sposo, anch'io sento il mio cuore
Che conforta la mia vita:
Ritrovandomi a te unita,
Passo lieti giorni e l'ore.
Voglia il ciel che tal contento
10Non ci venga a noi cambiato!
SIGELFRIDO
Se un bambino verrà nato,
Avrem più consolamento.
GENOVEFFA
Taci! Parmi udir rumore...

suona una tromba

Il mio udito ne rimbomba...
SIGELFRIDO
15 Sì, gli è suono di una tromba.
GENOVEFFA
Sarà forse il servitore?...
SIGELFRIDO
Questo squillo il cuor mi serra:
Della guerra gli è segnale.
Sento alcun salire le scale.
GENOVEFFA
20 Che sarà su questa terra?

Si presenta lo scudiero col messaggio del Re

SIGELFRIDO
Cosa accadde, mio guerriero?
SCUDIERO
Signor mio, la guerra, in piedi!
Se ai miei detti tu non credi,
Leggi il foglio e trovi il vero.
SIGELFRIDO
25 Apri pure il tal mandato:
Io sto intento ad ascoltare
Quanto il Re venne a inviare
Ciò che accade al nostro stato.
SCUDIERO

(legge)

30« Mando a te mio buon guerriero
Generale dello stato,
Questo annunzio improvvisato
Che sia armato il regno intero.
Si armi ognun di spada e lancia,
35Il mio detto non si ignori:
Dei saper gli audaci mori
Hanno invaso Spagna e Francia.
Sono giunti sul confino
Tra il Fiammingo e la Baviera:
40Dunque parti con la schiera,
Fai sollecito il cammino.
Se ritorni vincitore,
Alla fin delle battaglie
Sarà pieno di medaglie
45Il tuo petto a gran valore... »
SIGELFRIDO
Tutto intendo e parti pure
E raduna ogni guerriero:
Con quest'ordine severo
Armi in pugno e bardature.
50Eseguisci i miei comandi
Poi ne avrai la ricompenza
Dallo stato a mia presenza.
SCUDIERO
Giuro far cosa comandi.
GENOVEFFA
Ci dovremmo separare?...
55Amatissimo consorte?
SIGELFRIDO
Al comando della corte,
C'è pochissimo da fare.
Parti, sposa mia diletta,
Dai quest'ordine ai serventi:
60L'arme sian pronte e lucenti
Perché il mio partir s'affretta.

Genoveffa parte da destra

Io partendo, qua mi resta
Tutto quanto abbandonato:
Golo l'uomo più fidato
65Lasciar voglio alla mia testa.

Giunge un servo che parte subito da sinistra

Tu, mio fido, fai partenza
E dirai al custode Golo
Che da me ne venga a volo:
Mi abbisogna sua presenza.

giunge Golo da destra

GOLO
70 Mio signore, ai cenni tuoi.
SIGELFRIDO
Ah!... Mio fido, ben venuto
Di cercare te ho creduto
Per servirmi, se tu vuoi.
GOLO
Io farò quello che chiedi
75E per te darei la vita...
SIGELFRIDO
Ho bisogno di tua aita,
Ritrovandomi in tai piedi.
Sai che devo far partenza,
Tutto debbo abbandonare:
80Solo tu potresti fare,
Se tu stai alla mia obbedienza.
GOLO
Sono pronto a fare tutto
Quel che a me vien comandato:
Il comando a me sia dato
85O sia bello, oppur sia brutto.
SIGELFRIDO
Mi si levan tante doglie
Aver teco in mia fidanza...
E ti dò piena possanza

sottovoce accostandosi all'orecchio di Golo

Tieni d'occhio anche mia moglie.
90E se manca, scrivi pure
Non aver di lei temenza...
GOLO
Mio signor farò obbedienza
Se accadran delle avventure.

partono da sinistra. Entrano Berta e Genoveffa da destra

GENOVEFFA
Cara mia diletta Berta,
95Sento in me tanto dolore...
BERTA
Pregheremo il buon Signore
Che ne dia vittoria certa.
GENOVEFFA
Dici il ver; ma non ci pensi
Ai disagi della guerra?!
BERTA
100 Tra i viventi sulla terra
Chi fa ciò li ha persi i sensi.
Non dovrebbe esser confino
Né fra bianchi, né fra neri
Bensì amarci volentieri
105Nell'alterno uman destino
GENOVEFFA
Il tuo detto è veritiero;
Non facciam tal discussione
In tal giorno di passione...
BERTA
Mia signora, dici il vero.
GENOVEFFA
110 Ora andiam senza indugiare;
Prenderemo arme e bagaglio...
Prendi tutto e non far sbaglio,
A lui in man vo' consegnare.

partono da sinistra; Sigelfrido entra da destra, lo scudiero da sinistra

SCUDIERO
Generale, i tuoi guerrieri
115Sono già tutti inquadrati,
Tutti pronti e preparati,
E combatton volentieri.
L'ordin tuo stanno aspettando
Per far poi di qui partenza...
SIGELFRIDO
120 Un momento di pazienza
Darò subito il comando.
Vai, rivarca quelle soglie;
Giungerò subito anch'io:
Debbo dar l'ultimo addio
125Alla mia diletta moglie.

parte lo scudiero da sinistra. Entra Genoveffa da destra

GENOVEFFA
Ecco le armi a te, consorte,
Ben lucenti, a taglio acuto;
Ti faranno esser temuto
Da chi tenta la tua morte.
130Vai, difendi il nostro regno
Da quei barbari invasori!
Voglia Iddio che, pien d'onori,
Tu ritorni a mio convegno!
SIGELFRIDO
Genoveffa, non temere!
135Io saprò ben vendicarmi;
Quando in pugno avrò queste armi,
Saprò fare il mio dovere.
GENOVEFFA
E se tu più non ritorni?...
SIGELFRIDO
Non nutrir tristi pensieri!
140Quando son coi miei guerrieri,
Caccio i mori come storni.
Se così volesse Iddio
Che finisse la mia vita,
In battaglia come in gita.
145Ne potrei perir ben io.
Se alla luce verrà dato
Ciò che il seno tuo già serra
Pria che torni dalla guerra, ...
GENOVEFFA
Non temer: sarai informato.
SIGELFRIDO
150 Per il resto prevedei:
Lascio Golo facitore
Che sorvegli a tutte le ore
Serve e servi e beni miei.
Credo l'uomo più fidato
155Da poterlo incaricare:
Lui promise a me di fare
Quanto a lui vien comandato.
Dunque, addio! Fatti coraggio
Presto spero ritornare;
160Stai contenta e non pensare...
GENOVEFFA
Sigelfrido, buon viaggio!

partono da destra.Entrano da sinistra Golo e servitori

GOLO
« Vi rimetto e leggo il bando
Che a me il Conte mi ha lasciato;
Da me tutto sia guardato,
165E sarete al mio comando.
Se volete informazione,
Ne verrete a mia presenza;
Fin che il Conte avrà l'assenza,
Io sarò come padrone.»
DRAGO
170 Noi farem come il passato
Il tuo detto non si ignora;
Tanto a te che alla signora
Gran rispetto sarà usato.

partono i servitori da sinistra

GENOVEFFA

(entrando da destra)

175Dimmi, Golo, l'andamento:
Come vanno i dipendenti?
GOLO
Tutti attivi e ben contenti
Del mio buono trattamento.
Tu, Signora, hai da dir niente?...
180Parla pur senza temenza.
GENOVEFFA
Anzi troppo all'obbedienza
Stanno a me sinceramente.
GOLO
Se non hai altro da dire,
Io ritorno al mio lavoro.
GENOVEFFA
185 Grazie tante! Te ne onoro
Verso me del bene agire.

parte Golo da sinistra. Entra Berta da destra

Cara Berta...
BERTA
O... Mia signora...
Son venuta un po' a passeggio
190Per veder se meglio o peggio
Ne passavo qualche ora.
GENOVEFFA
Che t'accadde,dimmi, o Berta?
BERTA
Mi ritrovo un po' ammalata
GENOVEFFA
Per pietà, stai riguardata.
195Non andare all'aria aperta.
Sai che a volte poco male
Può venire assai copioso;
Perciò, vattene a riposo:
Io verrò al tuo capezzale.

parte Berta da sinistra

GOLO
200

(entrando da destra)

O... Signora, mi è permesso
Di poterti palesare
Ciò che il cuor non sa occultare?.
GENOVEFFA
Parla pure a me dappresso.
GOLO
205

(turbato)

Come?! Tu non ti sei accorta
Di che debbo riferire?
GENOVEFFA

(seria)

Non capisco, fai capire,
210Torna a dirlo un'altra volta.
GOLO

(tirando un forte sospiro)

Tu sentissi questo cuore
Come batte ardentemente!
Per calmarlo, certamente,
215Ho bisogno del tuo amore.
Quell'amor che noi felici
Passeremo una mezz'ora
Non negarmelo, Signora;
Mi fai l'uom fra i più infelici.
GENOVEFFA
220

(arrabbiata)

Fuggi via da mia presenza;
Io non voglio più sentire
Ciò che a me venisti a dire:
Il tuo dir mi fa temenza.
GOLO
225 Genoveffa, pensa bene;
Se non cedi al mio volere,
Sai che l'ho pieno potere;
Tu Potresti aver gran pene.
GENOVEFFA
Io del Conte fui consorte,
230Solo a lui giurai l'amore;
Pria di togliergli l'onore
La desidero la morte.
GOLO
Via, non far tal resistenza!

rifacendo la faccia gioiale

Fai promessa a me di un bacio!
GENOVEFFA
235 Vai, serpente, a te non tacio;

digrignando i denti

Vanne via da mia presenza.
GOLO

(con brutto ceffo)

Me ne vado; ma ricorda
Che l'amor che ti ho portato
Presto in odio vien cambiato.
GENOVEFFA
240 Pria che cedere, alla corda!

parte Golo da sinistra

Deh! Salvatemi, o Signore,
Da quel mostro inorridito:
Che ritorni mio marito
Per punir quel traditore!
245Chi sa adesso il mal vivente
Cosa pensa a me di fare?!
Per potermi discolpare,
Scrivo al Conte la presente.

siede e si mette a scrivere

Mio carissimo consorte,
250Golo è un uomo disonesto;
Dunque, tu farai ben presto
A decider la sua sorte.
Per saziar sue turpi voglie,
Volea togliermi l'onore;
255Lo respinsi con furore.
Genoveffa, la tua moglie.

Entra Drago da sinistra. Genoveffa gli confida tutto l'arcano

Caro Drago mi ritrovo
A una brutta condizione
Al mio dir presta attenzione
260Di tal pelago a me nuovo.
Giuri a me non favellare
Ciò che a te ne vengo a dire?.
DRAGO
Anche a costo di morire,
Giuro a te di non parlare.
GENOVEFFA
265 Vedi tu questo messaggio?
Al padron lo dei portare:
Proprio a lui da consegnare,
E fulmineo sia il viaggio.
Sai che Golo il disumano
270Sul mio onore mi si scaglia?
DRAGO
Brutta perfida canaglia!
GENOVEFFA
Per pietà, parla più piano.
Guai se lui potesse udire
Ciò che a te sto a favellare!
DRAGO
275 Mia signora, non tremare:
Penserò farlo fuggire.
GENOVEFFA
Tu di lui non ti occupare:
Solo a me fai tal missione;
Poi vedrai che il tuo padrone
280Pensa tutto a sistemare.
Il cavallo più veloce
Prendi e parti a spron battuto.
DRAGO
Pronto: dammi il contenuto,
Che nessun rischio a me nuoce.

Entra Golo da sinistra risoluto e afferra Drago uccidendolo con un colpo di pugnale impadronitosi del documento

GOLO
285 Alto là! Vil traditore
Finalmente ti ho trovato;
Per mia man sarai ammazzato
Per punir sì tetro errore.
Qua correte nell'istante

entrano le guardie

290Constatate questo fatto:
Li ho sorpresi entrambi all'atto
Lui rivale e lei l'amante.
GENOVEFFA
Tu calunni un'innocente.
Pensa bene chi son io;
295Ti saprà punire Iddio
Quando a lui sarai presente.
GOLO
Tu ti sei resa infedele
Al tuo sposo, alla mia vista;
E per questo tu sei trista,
300Donna perfida e crudele!
Lei sia presa e sia portata
Nella più scura prigione:
Poi se avrai qualche ragione,
Sarai dopo interrogata.

Le guardie portano via Genoveffa. Golo scrive la lettera al Conte calunniando Genoveffa

GOLO
305 'Mio carissimo padrone,
Sono a darti triste nuova:
Tua consorte si ritrova,
Per mio ordine, in prigione.
La trovai con Drago stretta
310Nella stanza tua adornata;
A lui in braccio si era data.
Di punirla a te ne spetta.
Al rivale la sua sorte
L'ho decisa da me stesso;
315Anche senza il tuo permesso,
Lì sull'atto ebbe la morte.
Mi perdona il mio furore
Della vittima che feci;
Già ne avrei ammazzati dieci,
320Per difendere il tuo onore.
Ora attendo la risposta
Per sentir la tua intenzione:
Se la deo tener prigione,
Oppur farne altra proposta.'

FINE dell'ATTO I

2. ATTO II

La prigione: entra Genoveffa e si inginocchia

GENOVEFFA
Sommo Iddio, a te mi volto...
Son da tutti abbandonata,
Innocente imprigionata:
Non sia lungi un tuo conforto...
5Qua nessuno orecchio umano
Sente i miei tristi lamenti;
Se soccorri gl'innocenti,
Deh! Mi porgi la tua mano..
VOCE SCONOSCIUTA

(dietro le scene)

10Genoveffa, fai coraggio;
Tu dovrai patire ancora.
L'innocenza tua vien fuora,
Come vien del sole il raggio.

Golo entra nel carcere di nuovo a lusingare Genoveffa

GOLO
Dunque, sei sempre ostinata
15Come fosti nel passato?
Il pensiero avrai cambiato
A trovarti imprigionata...
GENOVEFFA
Il pensiero coll'onore
Non si può paragonare;
20Epperciò lasciami stare
Nel penoso mio dolore.
GOLO
L'onestà lasciala andare:
Sei nell'atto sprigionata
E del tutto discolpata.
25So ben io come parlare.
GENOVEFFA
Se colpevole alla gente
Ne risulta l'onor mio,
Sono giusta col buon Dio:
Chè Lui tutto vede e sente.
GOLO
30 Se desideri soffrire,
Qui starai fino alla morte.
GENOVEFFA
Te l'ho detto tante volte:
Pria che cedere, morire!
GOLO
Tuo marito, sai,è alla guerra
35E potrebbe esser già morto;
Nessun rigo di conforto
Lui mandò su questa terra.
E se vedova ne sei,
Perché fai appassir quel fiore?
40Io ti porto tanto amore
E felice ti farei...
Sai che Dio ci diè la vita
E la forza per godere;
Perché tu vuoi sostenere
45Questa tua triste partita?
Se prometti essere mia,
Io proclamo tua innocenza;
Chiamo Iddio alla mia presenza,
Se ti dico una bugia!
GENOVEFFA
50

(irata)

Vanne, Satana infernale,
Con quei detti ributtanti;
Dico adesso e dissi avanti:
La tua brama a me non vale.
GOLO
55 Me ne vado; ma ritorno.
Pensa bene ai casi tuoi,
Ne sei in tempo, se tu vuoi,
Pria che venga il fatal giorno.
GENOVEFFA
Guarda come quel brigante
60Mi perseguita e m'incita;
Io che detti a te la vita,

prendendo in braccio il suo figlioletto

Bambinel mio caro infante.
Ah! Tu, dunque, vedi? esisti
In quest'orrida prigione;
65Senza colpa, né cagione
Passi in vita i giorni tristi
O mio caro bel bambino,
Vieni sopra del mio seno;
Ti riscaldo un poco almeno,
70Privo sei di un pannolino.
E neppure una bevanda ...
Quelle man benefattrici
Per bagnar le tue narici
Non mi fecero domanda.
75Oh se avessi un materasso
Per poterti fare un nido!
Sulla paglia, ecco ti affido,
Sopra questo duro sasso.
O mio Dio che gli hai donato
80Il gran dono della vita,
Una madre deperita
Vuol che a te sia consacrato.
Io non posso nel tuo tempio
Battezzare l'innocente
85Per cagion di quel pezzente
Uomo ingrato, tristo ed empio.
Per doverti battezzare
Far dovrò da sacerdote
Mi arrossiscono le gote
90Nel pensar quel che ho da fare.
Tutto io sola ho da eseguire
Qui da madre e da padrino;
Grazie a te, Padre divino,
Che m'inciti a proseguire.
95Del Celeste Padre in nome
E del Figlio e ancor del Santo
Spirto, o Enrico amato tanto,
Ti battezzo... Io non so come.

battezza il bambino versando sopra la sua testa poche gocce

Difettandomi ogni plico
100Io che fui sì calunniata
E in prigione segregata
Registrar ti possa, o Enrico.
GOLO

(rientrando nel carcere)

Questa volta è la finale:
105Brami vita o vuoi la morte?
GENOVEFFA
Pria che offender mio consorte
Sto alla legge tua marziale.
GOLO
Se all'onor sei scrupolosa,
Ma pietà del tuo bambino!
110Che se a me non fai l'inchino,
Ti fo priva di ogni cosa.
GENOVEFFA
Pria che a te venire amante,
Io non temo la mia sorte.
GOLO
Te e tuo figlio avrete morte:
115Dio mi fulmini all'istante!

parte irato da sinistra

Entrando Berta da destra, informa Genoveffa della sua triste sentenza

BERTA
O Signora...
GENOVEFFA
Chi mi chiama?
BERTA
Sono io, l'amica Berta.
GENOVEFFA
Mi sembravi: ma ero incerta...
120Svela pure la tua brama.
BERTA
Reco a te triste avventura
Che ben presto hai da soffrire:
Con certezza intesi dire
La terribile sciagura.
125Credi, a me manca il coraggio
A doverti palesare...
GENOVEFFA
Parla pur, non esitare:
Io non temo alcun oltraggio
BERTA
Credi, in me sento gran duolo
130A doverti riferire
'Questa notte hai da morire'!
GENOVEFFA
Per cagion del tetro Golo!...
BERTA
Non è lui che ha stabilito
Che sia data a te la morte:
135Sigelfrido tuo consorte!
GENOVEFFA
E' tornato mio marito?...
BERTA
No!... Al sopromo egli ha inviato
Una lettera chiarita
Che sia tolta a te la vita
140Per il tuo male operato.
Sai che Golo ha scritto al Conte
Che con Drago avei contatto
E ti prese lui sull'atto
Stretti stretti a fronte a fronte.
145E lui venne nella stanza
Per difendere il suo onore...
GENOVEFFA
Ascoltò un calunniatore
Senza aver testimonianza...
BERTA
Sì... Perché l'ordine ha dato
150Verso te non sia pietoso:
Anche il figlio generoso
A te insieme trucidato.
GENOVEFFA
Oh! Qual fu di lui l'errore
Da subir tale periglio?
BERTA
155 Lo rifiuta per suo figlio
Perché nacque in disonore.
GENOVEFFA
Questa poi è la più pesa
Della mia triste avventura
L'innocente creatura
160A morir senza difesa.

Berta porta in braccio una borsa che la dona a Genoveffa

BERTA
Genoveffa, ti abbisogna
Qualche incarico lasciarmi?
Se i segreti vuoi affidarmi
Parla pur senza vergogna.
165Io scolpito nel tuo volto
Vedo ben che sei innocente
Non è giusta certamente
Sia colà tutto sepolto.
Forse un giorno può venire
170Tua innocenza proclamata;
Chi te, o donna, ha calunniata
Peggior duolo ha da subire.
GENOVEFFA
Sento che sei ben disposta
Per far teste a questo imbroglio
175Penna, inchiostro, quarche foglio
Ne saria la mia proposta.
Se possibile ti resta
Procurarmi un lumicino...
BERTA
Dentro a questo borsellino
180C'è ogni cosa che hai richiesta.
Già l'avevo preveduto
Che ti fosse necessario
Per descrivere in diario
Tutto quanto ti è accaduto.
GENOVEFFA
185 Ti ringrazio dell'affetto
Che per me tu esponi fuora;
Qua ritorna fra mezz'ora;
Sarà pronto il mio ricetto.

Berta si avvicina al carcere chiamando, al di fuori delle quinte Genoveffa, e poi entra nel carcere

BERTA
O signora, è ancora pronto
190Quel che a me vuoi consegnare?
GENOVEFFA
Tieni e non dimenticare
Che ne dei tener di conto.

consegna la lettera a Berta

Come a te fosse un tesoro
Più geloso e più prezioso:
195Se ritornerà il mio sposo,
Dallo a lui per mio decoro.
BERTA
Io ti giuro conservare
Questo pegno di buon cuore!

odesi un rumore di passi

C'è di passi un tal rumore...
200Te deo subito lasciare.

parte frettolosamente da destra. Entrano nel carcere due carnefici da sinistra

KUNZ
Genoveffa, alzati in piedi
Non istare più a capo chino
Via, con te prendi il bambino
Segui noi dove andar vedi.
GENOVEFFA
205 Il buon Dio mi aiuti almeno!
Abbandono totalmente
Alla sua mano possente
Me e mio figlio al punto estremo.

partono tutti

FINE dell'ATTO II

3. ATTO III

Il bosco

KENZ
Genoveffa, ferma il passo
E ti poni inginocchiata.
Quella donna sia bendata!
Dài a me il figlio e non far chiasso.
GENOVEFFA
5

(alzando in alto il bambino)

Date pure a me la morte.
L'innocente voi salvate!
Ve lo cedo e lo allattate:
Sarà un dì la vostra sorte.
KENZ
10 Noi dobbiamo fare quello
Che ci viene comandato:
Questo a noi ci fu ordinato
Dal padrone del castello.
GENOVEFFA
Dove a voi viene il coraggio
15Di compir tale sciagura?
L'innocente creatura
Non commise alcuno oltraggio.
Me uccidete: son disposta
A subir morte e dolori,
20Fate a me, benefattori,
Del mio figlio altra proposta.
KENZ
O sentiamo il tuo concetto:
Cosa noi dobbiamo fare?
GENOVEFFA
Ai miei cari consegnare
25L'innocente pargoletto.
KENZ
Se per noi fosse la stessa
Si starebbe al tuo comando
Ma tuo figlio consegnando
Che dir noi di te, contessa?...
GENOVEFFA
30 Ma se ciò non è segreto,
Anche me lasciate in vita
Che gli possa dare aita:
Così tutto resta cheto.
Io e mio figlio in tal foresta;
35E vi giuro non sortire
Anche a costo di morire.
Non c'è via miglior di questa.
Io per tutta la mia vita,
E mio figlio in compagnia,
40Giuro a voi con fede mia
Di non far di qui sortita.
Io del Duca di Brabante
Figlia sono e a voi mi prostro,
Moglie ancor del padron vostro
45Che ingannato è a questo istante.
Voi, però, bene sapete
Che innocente fui accusata:
Se la vita a me vien data,
Ricompensa un dì ne avrete.
50Per volere esser fedele,
Or mi trovo a tal periglio
Con il piccolo mio figlio:
Ascoltate mie querele!
Il buon Dio, sappiate, è giusto
55Al suo eterno tribunale,
Là si avvera il bene e il male
Per il giusto e per l'ingiusto.
Di versare questo sangue
Vostra man non sia capace!
60Troverete al mondo pace
Da una madre che or ne langue.
KENZ
Questo a noi vien comandato;
Non ho pena da scontare.
Golo e il Conte han da pensare
65Del gran male a te operato.
Se lassù nel regno eterno
Ci si scontano i peccati,
Certo, lor saran segnati
Ed andranno nell'inferno.
GENOVEFFA
70 Dunque, tu Padre Supremo
Delle vedove e orfanelli
Rasserena il cuore a quelli,
Me soccorri al punto estremo!
Pure voi moglie e bambini
75So che sempre avete amati:
Se venissero ammazzati
Senza colpa, piccolini?!
Se sentite ripugnanza,
Mi lasciate ancora in vita!
80La mia prece gli è finita:
Metto in voi la mia speranza.
KENZ

(rivolto al compagno)

Mi si spezza il cuore in petto
Nel sentir le sue parole:
85Kunz noi se far si vuole
Si può fare altro concetto.
Se del sangue sia versato
Dalla tua lucente spada,
La vendetta, dunque, cada
90Sopra Golo scellerato.
Lui colpevole assoluto,
La contessa gli è innocente
Ti assicuro certamente:
Tu che dici di quel bruto?
KUNZ
95 Caro Kenz, anch'io prevedo
Che così sia questo fatto;
Ma, se il conto non è esatto,
Per noi male me la vedo.
KENZ
Ma non pensi la signora
100Quanto fece nel passato?!
Quando te fosti ammalato
Fu frequente in tua dimora.
E l'intera tua famiglia
La fornì di vitto e spoglie;
105Or la vita le vuoi toglie'?
Viva pur sì degna figlia!
KUNZ
La contessa ha da morire!
Non c'è in me pietà, né grazia:
Col suo pianto ella ti sazia
110E non pensi all'avvenire?...
Anche a me dispiace tanto
A doverle dare morte;
Ma, sai? Golo e il suo consorte
Fan tremare averli accanto.
115E se noi lasciamo in vita
La contessa e il suo bambino
Prenderemo il suo destino:
Non c'è altra via d'uscita.
Golo iniquo saprà, certo,
120Farla ad altri ricercare,
Se venisse a sospettare
Che abbiam fatto altro concetto.
Poi da altri men pietosi
Lei farebbe trucidare
125E noi pur tosto ammazzare:
Questi son punti gelosi.
Poi c'è un'altra circostanza:
Vuol di morte un contrassegno.
KENZ
Troveremo altro disegno
130Che farà testimonianza.
Si può al mondo rimediare
Tutto fuori che la morte.
KUNZ
O sentiamo quale sorte
Tu ne pensi di pigliare...
KENZ
135 La signora nuovamente
La faremo rigiurare
Che in foresta ha da restare
Fin che lei sarà vivente.
E noi a Golo in contrassegno
140Gli daremo occhi di cani;
Gli parrà che siano umani...
Bello è fatto altro disegno!
Ma lo vedo che a te spiace
Ad uccidere il tuo cane;
145Ma salvar due vite umane
Resta un fatto più efficace.
Quella poi della padrona
E del suo innocente figlio!
Caro Kunz, muta consiglio
150E faremo opera buona.
Fosti sempre buono assai...
Via non farti adesso belva:
Li lasciamo in questa selva
Ed un premio un dì ne avrai.
KUNZ
155 Io non son niente feroce,
È un mestiere che m'annoia;
Però Golo è più che boia...
Ho temenza di sua voce.
KENZ
Tieni sempre nella bocca,
160Tu, quel nome ormai aborrito;
Quando un uomo ha bene agito
La condanna non lo tocca.
Ammettiam che tal facendo
Ci venisse un rischio addosso
165Non sarebbe un fallo grosso
Come il ben che andiam compiendo.
Se faremo opere buone,
Ne sarem ricompensati
Su la terra o in altri lati
170Se osserviam la religione.

Kunz scoscende alle suppliche del compagno

KUNZ
Anche a costo di mia vita
La lor vita vo' salvare:
Tu, signora, dei giurare
Che di qui non fai sortita.
GENOVEFFA
175 Ve lo giuro in faccia a Dio
Che per tutta la mia vita
Non farem di qui sortita
Tanto io che il figlio mio.
KUNZ

(sfoderando la sciabola)

180Giuro anch'io - per quanto dici -
Sulla mia lucente spada
Di non far più questa strada
A cercar questi infelici.
KENZ
Dunque, addio - cara signora!
KUNZ
185 Fa' che baci il tuo bambino.
GENOVEFFA
Cari addio! Per mio destino,
Lieta son far qui dimora.

Altra scena. Alla Reggia: Kenz e Kunz presentano a Golo gli occhi delle vittime

GOLO

(rabbiosamente)

Cosa c'è? Cosa cercate?
190Di qua dentro andate via!
KUNZ
Ecco gli occhi in mano mia
Delle vittime ordinate.
GOLO
Vi ripeto: andate via!
Io non voglio più sapere;
195Altrimenti fa vedere
Morte a voi la mano mia.
Un di voi, se mi favella
Della misera infelice,
La sua morte mi ridice...
200Morte a voi non si cancella.

Kenz e Kunz partono a capo chino da sinistra

(tra sé)

La vendetta che ho ordinato
Mi sembrava dolcemente;
Or mi resta amaramente:
In eterno son dannato!

parte con furore da destra

FINE DELL'ATTO III

4. ATTO IV

Vuolf visita il Conte ferito

VUOLF
Come va la tua salute
Per riguardo alla ferita?
SIGELFRIDO
Quella è quasi risarcita
Altre son cose accadute.
VUOLF
5 Che ti accadde? Svela pure,
Se tu puoi a me palesare...
SIGELFRIDO
Venni a morte a condannare
Due appressanti creature.
VUOLF
E chi son questi vassalli?
SIGELFRIDO
10 La mia moglie e il mio bambino.
VUOLF
Ah! Crudele e rio destino...
Che commisero di falli?
SIGELFRIDO
Una lettera chiarita
Fu da Golo a me inviata
15Che con Drago l'ha trovata:
Golo a lui levò la vita.
L'infedele mia consorte
Fu nell'atto imprigionata
Perché adultera trovata:
20Ordinai le desse morte.
VUOLF
E del figlio appena nato
Quale fu il commesso errore?
SIGELFRIDO
Perché nacque in disonore,
L'ebbi a morte condannato.
VUOLF
25 Cosa hai fatto... mio signore?
La tua sposa ell'è innocente:
A me resta chiaramente
Che sia Golo il traditore.
SIGELFRIDO
Io ferito gravemente
30Mi trovai sotto la tenda:
Quando seppi tal faccenda,
Condannai spietatamente.
VUOLF
Fai di loro altro disegno,
Se fai in tempo, mio signore!
SIGELFRIDO
35 Vuolf, mi hai commosso il cuore...
Esser teco al mio convegno.
VUOLF
Non punire con la ciancia
Di un sì reo calunniatore;
Che gli è Golo traditore
40A me pende la bilancia.
SIGELFRIDO
Tu, mio caro, mi hai convinto;
Vo' eseguire il tuo consiglio:
La mia sposa ed il mio figlio
Salverò se non estinto.
45Tu, mio fido, fai partenza
Col miglior dei miei cavalli;
Se fai in tempo di salvarli
Hai da me riconoscenza.

Sigelfrido scrive la lettera a Golo

« Caro Golo, avrai pazienza!
50Ora vengo a rismentire
Quel che pria ti venni a dire
Contro i miei, cruda sentenza.
Lei terrai nella sua stanza,
Fin ch'io torni, ben nutrita,
55Non dar pena alla sua vita:
Sigelfrido dà ordinanza.»

Vuolf parte col messaggio (solo)

Son fra il dubbio e la certezza
Che mia moglie sia innocente:
Rispecchiando la mia mente,
60Golo è reo con sicurezza.
Voglia il Ciel che il messaggero
L'abbia ancor trovata in vita:
Per chiarir questa partita
Chi di lor sarà sincero?

Si presenta Sigelfrido da destra e una guardia da sinistra

SERVO
65 Mio signore, arriva il messo...
SIGELFRIDO
E non viene a mia presenza?
SERVO
Sì, non abbia alcun temenza,
Da cavallo scende adesso.

parte da sinistra. Entra Vuolf

SIGELFRIDO
Quale nuova stai portando
70Di mia moglie e mio bambino?
VUOLF
Fu eseguito il suo destino
Che propose il tuo comando.
Quando là giunsi da Golo,
Domandai della Contessa;
75Disse: il figlio unito ad essa
Da cinque anni giace al suolo.
SIGELFRIDO
Presa fu da due scherani
E portata alla balìa
80Con tuo figlio in compagnia
A morir per quelle mani.
Mi si spezza il cuore in petto
Nel sentir la triste sorte...
VUOLF
Se innocente è tua consorte,
85Vendicarla ti prometto.

A questo punto si presenta una guardia consegnando a Sigelfrido una busta, contenendo il loro congedamento; Sigelfrido legge e poi:

SIGELFRIDO
Caro Vuolf, in questo giorno
Al comando siam chiamati:
Noi saremo congedati,
Al castel farem ritorno.
VUOLF
90 Nel mio cuor sento letizia
Ritornar a nostra terra...
Tanto ormai vinta è la guerra...
È venuta la notizia.

partono

FINE dell'ATTO IV

5. ATTO V

A questo punto si odono dei suoni dietro le scene; indica che Golo ha fatto una festa da ballo.

SERVO
Se gli è ver, come si dice
Dalla bocca di persone,
Che sia morto il buon padrone,
Golo è l'uomo più felice.
SERVO I
5 Se gli è morto, hai ben ragione;
Ma lo vedo in molti affanni:
Non mi metterei suoi panni,
Se mi dessero un milione.
Vedi, ad onta della festa
10Come gli è triste nel volto;
A vederlo sembra stolto:
La calunnia lo molesta.
SERVO
Dici il ver, caro cugino;
Io lo stavo a rimirare
15Quando stavano a mangiare
Pochi cibi o niente vino.

partono. A questo punto si sentono delle voci che gridano. Arriva il Conte e si presenta accompaqnato da Vuolf. Entra Golo e si calmano le grida e i suoni.

SIGELFRIDO

(irato)

Che vuol dir quest'allegria
Questa sera nel castello?
GOLO
20 Ho invitato questo e quello,
tutta questa signoria.

turbato dalla presenza del Conte

SIGELFRIDO
Cedi a me tutte le chiavi
Che appartengono al castello;
Tu, mio fido, vai al cancello:
25A chi sorte pene gravi.

Vuolf parte da destra. Golo da sinistra

SERVO

(entrando da destra)

Mio signor, voglio avvisare:
Nella stanza qui vicina
C'è un'afflitta signorina
30Che con te vuol ragionare.
SIGELFRIDO
Io desidero ascoltare;
Di' che venga a mia presenza.

Berta entrando da destra,consegnando la lettera di Genoveffa a Sigelfrido

BERTA
Mio signor, con riverenza.
Tengo un pegno a te da dare.
35Mi lasciò la tua consorte
Questa busta sigillata
Perché a te l'avessi data,
Se a tornare avei la sorte.
SIGELFRIDO
Al presente ti ringrazio
40Del portato a lei rispetto;
Gran ricchezza ti prometto
E il cuor tuo resterà sazio.

Sigelfrido, strappando frettolosamente la busta, legge la lettera di Genoveffa

'Amatissimo consorte,
A te scrivo questa mia;
45Credo grata a te ne sia
Benché me condanni a morte.
In quest'orrida prigione,
Questo foglio steso a terra,
L'innocenza mia si serra:
50Scrivo a te di ginocchione...
Fra poche ore mi presento
Alla corte del buon Dio...
Non resulta il fallo mio
Adulterio, tradimento!
55E tu me condanni a morte
E mi accusi malfattrice?!
Desti retta a un infelice
Che respinse tua consorte.
Nonostante, ti perdono
60Perché tu fosti ingannato
Da quel Golo che hai lasciato
Alle veci di patrono.
Altrimenti non potresti
Far morire due innocenti
65Il tuo figlio... Ah! Questo, senti,
A punire mal facesti.
Altra volta non punire
Senza avere interrogato
La ragion dell'accusato...
70E dovertene pentire.
Come noi morì innocente
Il buon Drago cuciniere;
Te lo chiedo per piacere:
Dai soccorso a quella gente...
75Chi mi uccide è suo dovere;
Non ha pena da scontare...
Mal contenti stanno a fare
Quel che intima il tuo volere.
Anche a Golo dai perdono...
80Io di già gli ho perdonato...
Lui gliè cieco forsennato...
Non lasciarlo in abbandono.
Chi conserva e a te consegna
Questa lettera, mio sposo,
85Ricompensa assai copioso,
Che di ciò gliè molto degna.
Ne fu a me fida e gentile
Quando fui da tutti odiata
Perché adultera accusata
90Da quel Golo infame e vile.
Dilettissimo mio sposo,
Questo è l'ultimo saluto;
Il destin così ha voluto
All'eterno mio riposo.
95Son da tutti presa a beffa...
Sia pur tolta a me la vita:
Vieni, o morte a me gradita!
Son tua sposa Genoveffa.'

fine della lettera

Genoveffa me perdona
100Come già tuo scritto dice...
Sono l'uomo più infelice...
Come me non c'è persona.
Io più pace sulla terra
Non avrò per la mia vita...
105Vieni, o morte a me gradita:
In tue braccia me rinserra.

Fra il pianto e la rabbia

Golo infame scellerato
Pria di me dovrà morire.
VUOLF

(interviene e ferma l'ira di Sigelfrido)

110Ferma amico e non ferire
Senza averlo interrogato.
SIGELFRIDO
Mio buon Vuolf, hai tu ragione
Io depongo la mia spada.
A pigliar Golo si vada
115E portatelo in prigione.

parte Vuolf da destra. Entrano due guardie

E da lui ne sia occupato
Quella cella ove mia moglie
Molti dì soffrì gran doglie
E mio figlio venne nato.
120Fidi miei, sostate un poco
Golo andatemi a cercare:
Io lo voglio interrogare,
Sia portato in questo loco.

Entra Golo e le due guardie

Dimmi Golo, che ti ho fatto...
125Da potermi meritare
Mia consorte calunniare
Ché il suo onore gliera esatto.
GOLO

(tremante)

Si gliè ver che gliè innocente!
130Preso fui da una passione...
Dissi a lei la mia intenzione...
Mi respinse brutalmente.
In quel punto assai geloso
Che le venni a domandare
135Certo te volea avvisare:
Io perciò venni furioso.
Per salvare la mia vita,
Venni a te calunniatore:
Preso fui da un cieco amore
140La mia mente era impazzita.
Drago pur morì innocente
Perché lui tutto sapeva...
Tua consorte gli diceva
Quel che a te faccio presente.
145Io, caduto in tal cimento,
Non sapea più cosa fare
Perché a te stavo a pensare,
Al tentato tradimento...
Io del tutto l'accaduto
150Fatta ti ho la confessione:
Sono a tua disposizione
A pagare il contributo.

Sigelfrido mette la sciabola sopra la testa di Golo

SIGELFRIDO
Per punire il tuo reato
Io non so di te che fare:
155Morte è poca per pagare
Questo tuo male operato.
Sia levato a me davanti
Riportatelo in prigione...
Prenderò la decisione
160De' tuoi detti calunnianti.

Golo con le due guardie e Vuolf partono da destra. Rientrano le due quardie da sinistra; mentre che Sigelfrido passeggia franco, si rivolge alle guardie e gli dice

Fidi, a voi chiedo un favore...
Se sentite a me di fare...
Moglie e figlio ritrovare...
Di quell'ossa le dimore.
SERVO
165 Siamo pronti all'obbedienza...
Quanto hai detto noi faremo...
Quelle salme troveremo
Dove sia loro esistenza.
SIGELFRIDO
Se i due corpi ritrovare
170Voi saprete, ai luoghi ameni
Una parte dei miei beni
Giuro a voi di regalare.

partono le due guardie da destra. Vuolf, entrando da sinistra, invitando il Conte di andare a caccia per distrarlo dai suoi brutti pensieri

VUOLF
Mio signor, doman mattina
Se con me vuoi far sortita,
175Una caccia ho stabilita
Alla grossa selvaggina.
Nelle selve di Germania
Ci son lupi, e molti cervi...
Son già pronti cani e servi
180Che alla caccia han grande smania.
SIGELFRIDO
Per far teco compagnia,
Ti prometto di venire:
Non ti voglio mai disdire
Se ti è presa tal mania.

partono. Altra scena. Nel bosco. All'alzarsi del sipario trovasi una cerva e Genoveffa. Entra Sigelfrido con in mano una fionda

SIGELFRIDO
185 Se tu sei una creatura,
Vieni fuora e vieni al giorno.
GENOVEFFA

(riconoscendo Sigelfrido)

Ah! Chi vedo far ritorno?
Non aver di me paura...

fa cenno di muoversi, vestita selvaggiamente

SIGELFRIDO
190

(insospettito)

Chi sei tu? Come ti chiami,
Spettro giunto a me davante?
GENOVEFFA
Genoveffa di Brabante,
La tua sposa, se tu brami...
195Ordinasti a me la morte
E innocente fui accusata;
Ora qua l'hai ritrovata
La fedele tua consorte.
SIGELFRIDO

(fuor di sé)

200Ma son desto, o nel letargo?!
Il passato sto a sognare?!
GENOVEFFA
Fatti avanti e non tremare.
SIGELFRIDO
Vieni qua dov'è più largo!
Tu lo spirito sarai
205Dell'estinta mia consorte?!.
Forse qui ti dieder morte?!.
Parla pur se dir potrai...
GENOVEFFA
Sigelfrido amato sposo,
Non son ombra, ma vivente
210Genoveffa veramente...
Non restar più pensieroso...
Quei carnefici ordinati
Di levare a me la vita,
La mia prece acconsentita,
215Mi lasciaro in questi lati.
E, scampato tal periglio,
Quella cerva ci ha nutrito
Col suo latte a noi gradito
Tanto a me come a tuo figlio.

Sigelfrido, rimasto privo di sensi, viene accarezzato da Genoveffa

220Rasserena la tua mente...
Torna in te, non vacillare...
Se puoi un verbo palesare,
Tua consorte hai qui presente...
SIGELFRIDO
Sento i sensi e la favella
225Ritornare a poco a poco:
Nel trovarti in questo loco
Io restai privo di quella...
Or ti vedo qui davante
In cotesta condizione
230Senza colpa, né cagione...
Genoveffa di Brabante!
Io colpevole ne sono;
Me condanna, mia consorte!
Che sia data a me la morte,
235Non son degno del perdono...
GENOVEFFA
Del perdono non languire...
Io di già ti ho perdonato
Perché tu fosti ingannato
Da chi te volea tradire.
SIGELFRIDO
240 Nel sentire il tuo perdono
Senza me rimproverare,
Poco è certo il ringraziare
Il tuo cor gentile e buono.
E del figlio cosa è stato?
GENOVEFFA
245 E' sortito per la selva
A cercar cibi alla cerva
Cui è tanto affezionato.

Enrico, entrando, resta sorpreso dalla presenza di Sigelfrido e lascia cadere il fardello dell'erba che teneva sotto il braccio e corre verso la mamma

ENRICO
Mamma! Mamma!
GENOVEFFA

(andando incontro al figlio)

250Enrico caro
Non aver di lui timore;
Questo è nostro salvatore,
Prenderà di noi riparo.
ENRICO
Qual sarà la nostra sorte
255Spiega a me, mammina mia,
Se di qua ci porta via,
Dopo a noi darà la morte?...
GENOVEFFA
No, mio caro figlio amato,
E' tuo babbo,... quel signore
260Che ne piange dal dolore
Nel vederci in questo stato.
Bacia, Enrico, a lui la mano...
Sigelfrido, tergi il pianto...
Il tuo figlio hai teco accanto
265Che fu troppo a te lontano...

Sigelfrido prende in braccio suo figlio

SIGELFRIDO
Son fra il pianto e l'allegrezza...
Vieni, figlio, alle mie braccia...
E ch'io baci la tua faccia...
GENOVEFFA
Falla a babbo una carezza...

FINE



(revised 28-02-2002) Filippi, Giulio.
Elena Pierazzo

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