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Soldani, Serafino

La discesa dei barbari





LA DISCESA DEI BARBARI




1° CORO
Spunta l'alba nel patrio celo,
sfolgorante il sole l'indora:
cittadini svegliate ch'è l'ora,
una lode al poeta cantiam.
5Con l'idioma sì dolce creato
delle rime il Bruscello cantiamo,
quando i Barbari un tempo lontano
qui venivano per saccheggiar.
TAZIO

(imp.)

Rosalba mia adorata sò in partenza
10con la mia barca in largo verso il mare,
per sol tre lune devi aver pazienza
e dopo mi vedrai a te tornare.
Conservami l'affetto ed ogni cosa,
al mio ritorno tu sarai mia sposa.
ROSALBA

(dolente)

15O Tazio amore mio,
vai in mare a notte fonda,
io temo che quell'onda
possa il mio amor rubar.
Con fede verso il celo
20all'alba d'ogni giorno
io scruterò d'intorno
per vederti arrivar.
GILDA

(dol.)

Mia Signora le vostre campagne
stan calando le barbare genti
25e le mandrie e i vostri armenti
è un saccheggio e un depredar.
Con il vento che viene dal norde
brutti ceffi invadono il piano,
li ho intravisti però da lontano
30riparateci a protezion.
CASTELLANA

(imperioso)

Tutto sia rifugiato nel Castello,
le porte tutte sian ben sprangate,

[p. 209]
di guardia resterà un buon drappello
perché le mura non sian violate.
35Se se ne vanno li lasciamo andare
se vengon li dobbiamo contrastare.
ROSALBA

(dol.)

Mentre i Barbari stanno calando
il mio Tazio è andato lontano,
40cinque lune ho atteso ma invano:
infido mare lo sai tu dov'è?
CELIO

(corale)

Torno ancora a parlarti Rosalba,
lascia perde chi gira sul mare,
sul mio amore puoi invece contare
45e difesa da ogni avversità.
ROSALBA

(dol.)

Lascia almen che finisca la luna,
che fedele gli voglio restare;
se poi proprio non può più tornare
solo allora io tua sarò.
GRIDA
50I Barbari!! I Barbari!!!
GILDA

(dol.)

O Padre invocate il Signore
che dai barbari farci salvare
e clemenza si possa sperare
per la vita e la distruzion.
FRATE

(corale)

55Con la Croce del Cristo morente
contro andremo all'infedele,
che di sangue, di aceto e di fiele
ricordiamo la Santa Passion.
Venite adoremus, venite adoremus.
CORO DI DONNE
60Miserere nostri Domini, miserere nostri.
FRATE

(corale)


[p. 210]
Déi fermarti, o uomo infedele,
questo è il volto del Cristo morente,
per sarvarla tutta la gente
sulla croce accettò di morir.
65Torna indietro e i tuoi passi misura,
lascia stare che sián tuoi fratelli,
le nostre carni hai ridotte a brandelli:
temi l'ira del nostro Signor.
TÀGORO Re Barbaro

(imp.)

O uomo che tu intralci la mia strada,
70cos'è 'sto Cristo che mi stai parlando?
Davanti alla forza della spada
tutti quanti a me stanno scappando:
se vuoi aver vita buona e restar sano
dalla mia spada cerca star lontano.
FRATE

(imp.)

75Tu insulti il Re dei Re senza premura
ma prendi la tua gente e te ne vai,
altrimenti su te sarà sventura,
il tuo futuro ancor pieno di guai.
Inoltre io ti dico e ti confermo:
80per sempre brucerai nel fuoco eterno.
ATTILIA
moglie di Tàgoro

(corale)

Ciò che dice quello che chiaman frate
mio marito vi prego ascoltare:
se il suo Dio può farci del male
85forse è meglio non farlo irritar.
TAZIO

(imp.)

Al mio ritorno ho avuto informazione
che vuoi portarmi via la mia Rosalba,
pertanto contro te, empio fellone,
ti sfido a morte e tu mettiti in guardia.
90Questo duello, lo dico a priori,
è la fine che s'aspetta a traditori.
CELIO

(imp.)

Tu credi di aver tanta ragione
ma lei ha atteso per sei piene lune,
accetto volentieri la tenzone
95
[p. 211]
e di rimorso 'un ho ragioni alcune.
Quel ch'è successo lo devi accettare
perché sei stato a zonzo per il mare.

DUELLO

OLINDO di Colleforte

(imp.)

Cosa state facendo, o scellerati,
invece di difendere il contado!
100i Barbari si sono ritirati
ma tante cose a noi hanno raziato.
Sono partiti stamattina all'alba,
si son portati via anche Rosalba.
CELIO

(imp.)

Di contro questi infami masnadieri
105faccián valere le nostre ragioni,
se accetti noi ci batteremo insiemi
e insiemi qui faccián le condizioni.
Il primo che sarà a liberarla
avrà diritto di poter sposarla.
TAZIO

(imp.)

110Quello che importa è di fare presto,
accetto tutto ma a condizione:
non voglio che poi nasca altro pretesto
a Lei spetterà la decisione.
Intanto andiamo i Barbari a scovare,
115perdiana questa me la fò pagare.
GISULFO
figlia di Tàgoro

(imp.)

Vuoi prendere da solo la pulsella,
invece guarda anch'io la voglio avere:
senza parlare e senza far favella
120vai a prende i dadi, ci si può giocare.
Se vinci tu la prendi tutta tua,
se vinco io allor sarà la mia.
SIGINFRIDO suo fratello

(imp.)

Fratello mio accetto la scommessa
a i dadi sarò il vincitore,
125avanti però faccio una premessa:
per vincere non ti provà a barare.
Se non ti basta i dadi, allora bada,
decideremo invece con la spada.

[p. 212]
TAZIO

(imp.)

130Empi felloni, ricusate il brando,
che tutti e due vi voglio infilzare
per quel che avete fatto depredando
e saccheggiando al vostro passare!
Rapisti poi la Rosalba mia,
135col ferro sbarrerò la vostra via.

(DUELLO, SCAPPA GISULFO)

ROSALBA

(dol.)

Gran desío degli occhi miei,
il mio amore mi viene a salvare,
ormai nulla più osavo sperare:
vieni caro ti voglio abbracciar.
GISULFO

(corale)

140Padre mio, vi prego ascoltare:
mio fratello ho visto morire,
appena in tempo ho fatto a fuggire,
due latini ci han sorpreso là.
ATTILIA

(dol.)

A mio figlio la morte hanno dato,
145il suo sangue già grida vendetta:
o mio Sire, il comando a voi spetta
di uccidere senza pietà.
TÀGORO

(imp.)

Tutti tornate indietro i vostri passi,
bruciate e saccheggiate il mondo intero,
150il fuoco deve fondere anche i massi,
temere devon tutti lo straniero.
Il figlio mio voglio vendicare,
nessuno qui lo deve più scordare.
SILVIA di Montalto

(cor.)

Nuovamente ritorna il nemico,
155sta bruciando, uccide, distrugge:
suvvia gente, ormai più non si fugge
e cruenta battaglia sarà.
Grondan sangue le vostre ferite,
padre mio non avete pensieri:
160sarò io a guidare i guerrieri,
da voi aspetto la benedizion.
LISA di Montalto

(dol.)

Babbo, mamma, la mia sorella
vedo parte, va incontro alla morte:
quale mai sarà la sua sorte?
165Gran dolore, si spezza il mio cuor.
Tutto quanto mi sembra svanirsi,
il profumo di valli e di monti
e l'incanto di rossi tramonti
e le fonti non più dissetar.
CASTELLANA di Montalto

(dol.)

170Figlia mia non devi tu andare,
lascia ad altri l'ardita missione:
io mi struggo di grande passione,
cosa mai ti succederà.
CAESAR di Moltalto

(imp.)

Il cuor mio vorrebbe qui fermarti
175ma sento anche che il dover ci chiama:
con la grazia mia, figlia, tu parti,
sìi forte e non cadere nella trama.
La forza e lo sprono del tuo ardore
far sí che il popol torni vincitore.
OLINDO

(imp.)

180Gentil Donzella di sí grande ardore
che vi troviamo a guida degli armati,
tutto il contado parla con favore
e tutti quanti son mobilitati.
Noi sián venuti per darvi man forte,
185porto la guarnigion di Colleforte.
SILVIA

(imp.)

I benvenuti siete nell'impresa,
porgo gli omaggi a gentil signora;
tutto quanto s'appresti alla difesa,
della riscossa sta scattando l'ora.
190Madama, lei entri nella magione
intanto noi prendiamo posizione.
DILVA di Colleforte

(corale)

Vi ringrazio gagliarda fanciulla
ma son venuta per dare battaglia,

[p. 214]
se non scacciamo via questa canaglia
195per noi tutti vorrà dir la fin.
Una masnada di barbara gente
dove passa incendia e distrugge,
tutto è un pianger, chi scappa e chi fugge:
tanto vale morir con ardor.
SILVIA

(imp.)

200Allor sia data alla Signor la spada
che sia di sprono al debol vil che piange:
ognun s'appresti e al suo posto vada,
faremo certo una difesa grande.
Se non si vince non resta fortuna,
205di vivere non v'è speranza alcuna.
ATTILIA

(corale)

Nel guardare gli spalti al castello
vedo donne vestite ed armate:
o marito, anche a me consegnate
una spada, voglio guerreggiar.
CAESAR di Montalto

(imp.)

210Il cuore mi si spezza dal dolore
per non poter con voi guerreggiare,
vedo che l'alba ormai cambia colore,
alla lotta dovete preparare.
Qual sorte mai sarà fruga il pensiero,
215quando il sol sarà alto nel celo.
OLINDO

(imp.)

Voi presiedete il corpo degli armati,
date il segnale per poter attaccare,
ormai i nemici sono già arrivati,
le mura stan tentando scavalcare.
220Se non scendiamo in lotta in pieno campo
temo che poi per noi non sia più scampo.
SILVIA

(imp.)

Tutti alla lotta senza reticenza,
scacciate via il barbaro invasore!
Che ogni uomo faccia resistenza,
225si copra con il segno del valore!
Se il nostro sguardo ancor vedrà la sera
per noi sarà una nuova primavera.
FRATE

(corale)

Il celo si tinge di scuro,
peccatori pregate il Signore:
230tanto pianto e tanto dolore
scaturisce all'umano furor.
Possa Iddio usare clemenza,
ci protegga nel triste periglio,
per la croce e il dolor di suo figlio
235possa ancora usare pietà.
TAGORO

(solenne)

Squillino le trombe,
date il segno alla battaglia;
esci fuori, o gentaglia,
vi dobbiamo sterminar.

BATTAGLIA (TÀGORO È VINTO)

SILVIA

(solenne)

240Io ti salverò la vita
ma tu te ne dovrai andare,
se tu sei uomo d'onore
devi dir la verità.
TÀGORO

(corale)

Ti prometto di esser sincero
245e domani mi metto in cammino
ma stai attenta che il nostro destino
ci potrebbe ancor farci incontrar.
DILVA

(corale)

Se il luogo ove ci incontrerai
questo fosse nella tua terra,
250certo allora di farci la guerra
tu potresti anche avere ragion.
CAESAR di Montalto

(corale)

Figlia mia ti fa un grande onore,
credo ormai spetti a te a comandare,
le nostre terre farai prosperare
255e le genti saprai governar.
SILVIA

(corale)


[p. 216]
Padre mio questo non l'accetto,
molto serve la vostra saggezza:
lasciate viver la mia giovinezza,
vi auguro pronta guarigion.
CASTELLANA di Montalto

(dol.)

260Salutiamo quest'alba radiosa,
il barbaro è andato lontano
e nei colli, sui monti e nel piano
una musica di libertà.
Con il cuor che trabocca d'affetto
265tutti quanti v'abbraccio sí forte,
voi ci avete scampata la morte,
com'è bello tornare a sognar.
OLINDO di Colleforte

(cor.)

Noi dobbiamo tornare sul Colle
pria che il sole lasci l'orizzonte,
270fra gli impegni che abbiamo di fronte
riparare le distruzion.
Se ancora il Vandal tornasse
nuovamente impegnati saremo,
con voi tutti divideremo
275ogni sorta di tribolazion.
DILVA di Colleforte

(dol.)

Questa notte ho visto nel sogno
a Montalto giunger un Cavaliere;
sposa Silvia gli è andata ad aprire,
questo sogno verrà realtà.
280Oltre i colli, oltre i monti si parla
di un'eroica e leggiadra fanciulla,
tanti prodi verranno a vederla
ed un giorno una fiaba sarà.
CORO FINALE
Concludiamo il nostro Bruscello
285su brandelli di storia lontana,
forse un tempo la nostra Toscana
molestata e distrutta ne fu.
Noi cantiamo le lodi a gli eroi
come fecero i nostri avi,
290che di noi certo furon più bravi,
nelle veglie dei casolar.

[p. 217]


(revised 28/02/2000 ) Soldani, Serafino.
Elena Pierazzo

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