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Cai, Vasco (e colleghi)

Contrasti in ottava rima improvvisati da Vasco Cai da Bientina


Indice




CONTRASTI IN OTTAVA RIMA IMPROVVISATI DA VASCO CAI E COLLEGHI




1. I Il Campagnolo e il Cittadino - Contrasto improvvisato da Vasco Cai e Alberto Neri a S. Croce sull'Arno (PI) nel 1961

Cittadino (Cai)
Esser non pò nella campagna un sordo
a il progresso che vige e che ci invita:
è questo che ci dà buono ricordo,
è il progresso che regola la vita;
5delle tue bon virtù non me ne scordo
ma vedi la cultur quanto è gradita,
è un'aquila sovrana, passa e vola,
è la virtù che partorì la scuola.
Campagnolo (Neri)
Se il progresso e il sapere l'uom consola
10(lo so la scienza molto ha camminato),
il campagnolo andava poco a scuola,
appen le elementari ha frequentato;

[p. 91]
ma vuol restar dove l'augello vola,
vuol falciare nel maggio il proprio prato,
15vuol raccogliere fiori e gelsomini,
dopo portalli in piazza ai cittadini.
Cittadino (Cai)
Hanno sempre bisogno i contadini
di un indirizzo per l'agricoltura,
questo gli partirà dai cittadini
20perché su tutto la città vi ha cura;
doman raggiungerem gli alti destini,
nelle distanze non c'è più misura:
attraverso gli spazi siderali
oggi spingonsi gli òmini geniali.
Campagnolo (Neri)
25 Veniamo a patti e siamo più sociali:
molte cose la scienza ha indovinate,
p'r esempio preparasti certi sali,
certe materie che dici azotate;
di beni invece raccogliemmo i mali,
30sono intere famiglie rovinate:
siccome son di prezzo un po' granite
ell'entrate son meno delle uscite.
Cittadino (Cai)
Forse cos'è cultura non capite,
guarda p'r esempio questa lampadina,
35pure nelle campagne l'avvertite,
par più che umana un'opera divina;
scientifiche scoperte preferite,
in oggi progredì la medicina,
un chirurgico poi del tutto attivo
40ti prende un morto e te lo rende vivo.

[p. 93]
Campagnolo (Neri)
Però ci hai più di un lato negativo:
l'ammalato l'è dentro all'ospedale
e viene esaminato nel suo arrivo
e tu pòi riscontrar qual è il suo male;
45egli è sfinito, ma ritorna vivo
e ci occorre del latte naturale,
e' vale poco la tua medicina,
ci vuole la braciola e la gallina.

risate

Cittadino (Cai)
Oggi il progresso rapido cammina,
50cotesta è roba che c'è sempre stata,
ma pur l'umanità fu più meschina
e menava una vita tribolata;
da quando si trovò l'alta dottrina
vedi la società si è trasformata,
55c'è gli apparecchi poi televisivi
che trasmetton gli accenti più espressivi.
Campagnolo (Neri)
Si annuncian le partenze con gli arrivi
ed è quasi un fenomeno ed è stato,
però, collega, i dati positivi
60gli è andare la mattina sul mercato,
comprar conigli morti e polli vivi
e bada' al latte che non sia annacquato,
e guai al cittadin se non ci trova
i polli 'oi piccion, l'agnelli e l'ova.
Cittadino (Cai)
65 Di quante cose ti potrei dar prova,
tutto si costruì, non te ne avvedi?
Tutto quanto in città, vieni, si trova,
e ti levò gli zoccoli dai piedi;
poiché verso il progresso oggi si muova
70
[p. 95]
forse tornare dove pria tu credi?
No, ti inganni, all'opposto oggi si avanza
perché si è dissipata l'ignoranza.
Campagnolo (Neri)
Ti prego, non aver troppa arroganza,
soltanto a ripensacci il cuor mi schianta,
75pria della guerra avéamo l'abbondanza
ma se ricordi poi venía il quaranta:
tutto è distrutto e nun c'è più sostanza,
ognuno come pò cerca ed agguanta,
venii a cercare la fetta del pane
80che non mangiavi da tre settimane.

risate

Cittadino (Cai)
Oggi da giudicar tutto rimane:
la cultura è del mondo la ricchezza,
non viviamo soltanto che di pane,
incontro andiamo a una maggior grandezza;
85se tu senti suonare le campane
lui che le costruì del tutto apprezza,
gli arnesi che tu ci hai sera e mattina
si sono costruiti all'officina.
Campagnolo (Neri)
Meglio per te se uniti si cammina,
90della città non chiudere il cancello
sennò sai che sarà la tua rovina,
non vedrai bovi macella' ar macello;
io cercherò imparar la tua dottrina
ma mi dei voler ben quale un fratello,
95perché a chi sta 'n campagna se vicino
non stai, tu mori 'om sa 'r Conte Ugolino.

[p. 97]
Cittadino (Cai)
Quando varca il suo lustro il tuo bambino,
per purgargli l'ingegno e la parola
non nutrirlo di solo pane e vino,
100anzi per carità mandalo a scuola,
può crescere erudito cittadino;
tel dissi, la cultura si erge e vola,
chi vive sol di pane e di ignoranza
più di bestia che d'uomo ha somiglianza.
Campagnolo (Neri)
105 Mi parve or ora ti diceo abbastanza,
oggi la scuola, è vero, anche è obbligata,
pria di rinchiudere il bimbo inella stanza
la sua borsa dev'esse' equipaggiata;
fallo anche te, mantieni un po' l'usanza,
110una fetta arrostita, un po' imburrata;
se dell'esame, poi, se ci ha la prova,
dagli pane imbottito e dagli l'ova.
Cittadino (Cai)
Quante bellezze al mondo oggi si trova!
Se p'r esempio al di là dell'oceàno
115un oratore per parlar si trova,
pòi sentirlo di qua se parla piano;
verso gli altri pianeti avvien che muova
questa scoperta, non si studia invano:
è lo studio che dà maggior fortuna,
120raggiungeremo il regno della luna.
Campagnolo (Neri)
Cerca le tue scoperte ad una ad una
ed io conuollo che ti dai da fare,
prendi i raggi del sol, vai nella luna,
ma ancor non camperai senza mangiare;
125finché il colono c'è gli è una fortuna

[p. 99]
e co' il colono, sai, non ti arrabbiare,
perché ora che sei pieno infino al gozzo
frusti la mano 'e t'ha dato il tozzo.
Cittadino (Cai)
Pietra siei tu che cascherai nel pozzo
130se la città non ti darà sostegno!
Sai che questi concetti non li strozzo,
d'ogni arnese necèssita il disegno;
altro che pane, altro che darci il tozzo,
la scuola è quella che erudisce il regno:
135un popol senza studio è inell'errore,
è come un gregge che non ha pastore.
Campagnolo (Neri)
Senza alimenti perderai il vigore!
Ci son tanti studiosi che la vita
passano tutta, è ver, sembra stupore,
140per aver la scoperta e la più ambita;
e chi è nei campi che versa il sudore
la qualifica sua gli è ormai sparita:
dice il colon ti sembra 'e viva invano
perché al mercato ci si trova il grano.
Cittadino (Cai)
145 L'uomo che ha solo i calli nella mano
mai non si avverte la stagion contraria,
ma lo studioso veramente sano
anche, vedi, ha trovato l'arte agraria:
t'insegna come seminarlo il grano,
150quante sostanze ti trovò nell'aria!
Ma via, lo studio, infine, non lo vedi,
è proprio quello che ti drizza i piedi.

[p. 100]
Campagnolo (Neri)
Ma fra le tue scoperte, non ti avvedi,
sulla base di rame tu ci hai data
155una polvere, e bada che sui piedi
o sulle mani non ti sia cascata:
all'ospedale quanti ce ne vedi,
la classe 'ontadina è rovinata,
oggi tutto è un concime artificiale,
160'nvece del bene ci fate der male.

applausi

Cittadino (Cai)
Dimmi p'r esempio come, un tempo, e quale
vantaggio avevi senza l'istruzione,
anche il raccolto ritiravi male
e il grano lo battevi co' il bastone;
165or per mezzo di un uso artificiale
ti si è messa una macchina in funzione,
e adesso le faccende del podere
può farle il contadino da sedere.

risate e applausi

Campagnolo (Neri)
E se da questo lato ebbi un piacere
170(seminatrice abbiamo, abbiam trattori
e in pochi giorni sistemai il podere),
questo è a vantaggio degli agricoltori:
segnano cifre 'e fan dispiacere
e da tutte le parti e' sortan fòri,
175la scienza è bella e è bene 'e s'impari
ma col padrone non si fa più pari.

risate


[p. 101]
Cittadino (Cai)
È ben se spendi bene i tuoi danari.
Campagnolo (Neri)
Mangia la lepre co' il fagiano e il tordo.
Cittadino (Cai)
Non restar tra i maiali e tra i somari.
Campagnolo (Neri)
180 Cerca coi contadin stacci d'accordo.
Cittadino (Cai)
Cerca d'aver pensieri un po' più chiari
Campagnolo (Neri)
Della crisi del pane avrai un ricordo.
Cittadino (Cai)
Al cittadino non lanciar la sfida
perché quello ha le redini che guida.

applausi

2. II Oriente e Occidente - Contrasto improvvisato da Vasco Cai e Alberto Neri a S. Croce sull'Arno (PI) nel 1961


[p. 102]
Oriente (Cai)
[Canto] con il permesso di chi ascolta
sebbene senta l'organo vocale,
dell'antica energia non ce n'ha molta,
certo per un disturbo influenzale;
5ma farem di concetti una raccolta,
siccome il tema già proposto è tale
che si può tratteggiar difficilmente:
io come tesi sosterrò l'Oriente.
Occidente (Neri)
Come da questo accenno sia evidente,
10qual lo vorrei, o amici, sarà il tema;
all'opposto si è messo un Occidente,
doventa un po' difficile il problema,
specie ché questa fede non lo sente;
ma se la voce e l'energia non trema,
15la discussion dev'essere equilibrata:
io sono la Repubblica stellata.

[p. 103]
Oriente (Cai)
Repubblica famosa ed apprezzata
grazie ad un Giorgio Washington potente,
(la discussione, vedi, l'è cessata
20e ritorna la calma nell'ambiente)
volevo dirti, alfine, è superata
perché spuntò la stella dell'Oriente,
e ad un nuovo progresso si incammina
e del mondo trasforma la dottrina.
Occidente (Neri)
25 Il progresso iner mondo, è ver, cammina
ma ricordiamo l'epoca passata:
nel diciassette una carneficina
ci fu in Europa, mai e mai registrata
fu nel passato, allora la latina
30America all'Europa e' si è affiancata,
all'Italia, Inghilterra ed alla Francia,
della vittoria il tratto è alla bilancia.
Oriente (Cai)
Del mondo allora impallidì la guancia,
proprio nel diciassette, lo saprai,
35l'Oriente dà lo scatto alla bilancia
a raccolta chiamando gli operai;
ad altri scopi lì si usò la lancia,
di certi abusi non finiti mai
fu il tracollo dovuto indubbiamente:
40è la rivoluzione dell'Oriente!
Occidente (Neri)
Basterebbe la storia a noi recente,
quel che fu buon di fare la Germania

[p. 104]
che invadeva gli Stati giornalmente,
d'essere grande ormai sente la smania!
45E dopo fé la guerra anche all'Oriente,
non crede' che sia stata tutta infamia;
se l'America, sai, non arrivava
la stella dell'Oriente era ma schiava.
Oriente (Cai)
Mitiga il tono di cotesta ottava
50per dividere i lupi dagli agnelli;
la Russia dall'Oriente ci pensava,
degli òmini vuol far tutti fratelli:
l'umanità del capitale schiava
soffre, e questa vergogna si cancelli!
55Soltanto a il grido di « Bandiera rossa »
un gelo all'Occidente va nell'ossa.
Occidente (Neri)
Bada che molti trovaron la fossa,
al tempo, è ver, di un crudo dittatore:
lo sai, dovreste far la faccia rossa
60tu avesse nel tuo seno un po' il pudore;
l'Occidente non ebbe una percossa;
in America il povero è il signore
e del proprio lavor godono i frutti
e c'è la vita e c'è il bene per tutti.
Oriente (Cai)
65 C'è sempre di sfruttati senza frutti
mentre questo in Oriente non avviene,
sorge il sole da Oriente ed è per tutti,
eliminando il male porta il bene;
oggi soltanto certi farabutti
70scagliano inutilmente accuse oscene,
però questo progresso è la speranza
ed ogni giorno intrepido si avanza.

[p. 105]
Occidente (Neri)
Un povero che cerca una sostanza
col suo lavor poter raggrumolare
75è verso dell'America 'e si avanza,
quanti italiani devono 'spatriare!
Della Russia, gli è ver, gli è più distanza
e nell'Oriente 'un ci si vuole andare:
ci dev'esser qualcosa di sospeso,
80io qual è il suo motivo e' non l'ho inteso.
Oriente (Cai)
Eppur palese a tutti quanti è reso:
esser più non ci deve gli emigranti,
ognuno a casa sua resti sospeso
e la patria dia pane a tutti quanti;
85dalle discordie il mondo è sempre offeso,
se i parassiti assieme coi Regnanti
piano piano saranno eliminati,
la patria abbraccerà tutti gli Stati.
Occidente (Neri)
I progetti li aveva preparati!
90Degli Italiani ti ricorderai,
furono dal fascismo imbavagliati
e la vittoria riportar vedrai;
perché i partiti come son formati
anche in Russia pe' certo lo saprai:
95mi par, per quanto ci hanno dimostrato,
che quello sia un fascismo arrovesciato.
Oriente (Cai)
È quello un socialismo organizzato!
Spesso la luce vien di un novo sole,
sole che il mondo ha tutto illuminato,
100il suo raggio oscurar nessun lo pòle,

[p. 106]
sole che dalle masse gli è sognato,
sole che illuminò coscienze e scuole,
e un popolo di ignoti e di ignoranti
in poco tempo ha messo a tutti avanti.
Occidente (Neri)
105 L'America, si sa, per tre abitanti
una macchina ci hanno in suo potere,
devi saper, i motori e' saran tanti
e in macchina il viaggiare è un bel piacere:
e in Russia hai detto 'e son molto avanti
110uno su cento la può possedere!
Mi pare sia un po' falso 'esto metro,
mi pare troppo ancora che sia indietro.
Oriente (Cai)
Bada, la scala tua di fragil vetro
infrangendosi sta sicuramente,
115il socialismo in mano ha già lo scetro,
placido e carmo avanza arditamente
e chi tentasse di mandarlo indietro
casca nel trabocchetto indubbiamente:
l'iniziativa d'una massa onesta
120a dispetto del mondo non si arresta.
Occidente (Neri)
Ma se acquistava <……
……………………………………………………….
………………………………………………………
……………………………………………………….
125……………………………………………………
……………………………………………………..
se gli ungheresi non istanno
buoni e tu li sopraffai coi tuoi cannoni.

[p. 107]
Oriente (Cai)
In quel popolo avanzano i padroni>
130onde riedificar la vecchia usanza,
e con tante studiate corruzioni
avean di riuscita la speranza;
ma i più coscienti, i più coscienti e buoni
spezzan gli artigli a questa padronanza:
135solo così, unificando il clima,
e' portan la giustizia più di prima.
Occidente (Neri)
Io dico invece perdeste la stima,
e mi rincresce di citar l'errore
che di malvagità toccò la cima
140quando ci avevi Stalin dittatore;
bene sarebbe ciò ch'io non esprima,
mi sento quasi uno strazio inel cuore:
di libertà s'è fatto una conquista
ma il bene 'e volevi, e' non s'acquista.
Oriente (Cai)
145 Sono il bene e l'azione socialista!
Troppo non ricamar sull'Ungheria,
tutta l'umanità, guarda, si è vista,
guarda p'r esempio i fatti d'Argeria:
una sentenza pessima, fascista
150il socialismo vuol cacciarlo via,
ma volta forse l'acqua come un pesce
e con tutto il suo far non ci riesce.
Occidente (Neri)
Confusione in tutto il mondo e' cresce,
i comunisti si sono infiltrati
155ma nell'intento, vedrai, non riesce,
ci sono dei fascismi arrovesciati;
all'America poco e' gli rincresce,

[p. 108]
è organizzata con tutti i suoi Stati
e gli è padrona ormai dell'Occidente,
160non dubita' che non gli manca niente.
Oriente (Cai)
Bada invece l'America sovente,
come fai tu non penserà nessuno:
su i satelliti guarda speciarmente,
ne lancia cento e nene parte uno,
165mentre la Russia più felicemente
nei lanci persuase ciascheduno;
e quel che avrà da fare è assai migliore,
questa di civiltà può dirsi il fiore.

Saluto al pubblico con richiesta del tema cantato da Vasco Cai, Nello Landi, Aldo Vannozzi, Edilio Romanelli a Fornacette (Calcinaia, PI) nel 1974

3. III


[p. 109]
Cai
Sebbene in condizioni non perfette
e già da molto abbandonai quest'arte,
quello che si organizza a Fornacette
fa che stasera vi riprenda parte;
5bella una festa in evidenza mette,
quindi non posso starmene in disparte:
si festeggia una stampa che ci scrive
il valor delle forze produttive.

applausi

Landi
Gentili ascoltator fornacettesi
10vi giunga del saluto l'espressione,

[p. 111]
il caro invito con piacere appresi,
di ciò ringrazio l'organizzazione:
ora, come cantai in altri paesi
di Toscana e del Lazio e in altre zone,
15stasera come l'estro mi permette
canto per tutti voi di Fornacette.

applausi

Vannozzi
Anch'io a voi, o nobili persone,
come per nobiltà del suo paese,
vi dirò a voi la mia opinione
20e nessuno avrà molte pretese:
questo dimostra compattezza e unione,
la vediamo in un popolo cortese
dal quale molto ci sentia' onorati:
mille ringraziamenti anticipati!

applausi

Romanelli
25 Dalla città eterna il mio saluto
a voi, compagni, con il cuore in mano!
Venni a darvi il modesto mio tributo
al valoroso popolo toscano:
anch'io in questa terra son cresciuto
30che un tempo ancor mi vide partigiano,
e ancora pronto nella Resistenza
per debella' la nuova delinguenza.

applausi

Landi
Noi chiediamo alle nobili persone
un argomento per poter cantare,
35il canto improvvisato qua si impone,
un bigliettino ci vorrete dare;

[p. 112]
siccome la poetica versione
ciò deve l'uditorio accontentare,
allora è d'uso e credo sia il sistema
40di porgerci qua a noi qualsiasi tema.

applausi

Vannozzi
E sia pure difficile il problema!
Or di nuovo l'udienza è che si prega,
com'è 'l vecchio sistema, avere un tema,
e come prima vi accennò il collega;
45poi nessuno ci terrà a un emblema,
nel migliore dei modi noi si spiega,
così presto sui tavoli sia messo
tanto sia a due o a quattro ed è lo stesso.

applausi

Romanelli
Libertà d'intenzioni vi è concesso
50in vario modo, in ogni varia guisa,
così, rimanga chiaro, al tempo stesso
daremo prova che noi s'improvvisa;
e all'intenzioni 'un si farà un processo,
tanto l'idea non verrà divisa
55se vi nascemmo da una stessa pianta:
dateci il tema che 'lor dunque canta.

applausi

Cai
Nessun come impeccabile si vanta,
nessun poi vanterà le frasi esatte,
ma quando s'improvvisa infin si canta
60perché noi non veniamo a cose fatte;
lo so, l'attesa veramente è tanta,
son le curiosità da questo attratte:
una coppia vi canta e l'altra tace
e potete chiamare chi vi piace.

applausi

4. IV Il Padrone e l'Operaio - Contrasto improvvisato da Vasco Cai e Aldo Vannozzi a Fornacette nel 1974


[p. 113]
Operaio (Vannozzi)
Il mi' collega il tema suo lo esalta
perciò torniamo insieme, altro collega;
noi saremo di nuovo alla ribalta,
è quasi il tema della stessa piega,
5sperando andare sulla strada asfalta
se il destino la sorte non ci nega:
io farò l'operaio e sono adatto
e poiché l'operaio l'ho sempre fatto.

applausi

Padrone (Cai)
Forse da qualche propaganda attratto
10quasi esageri un po' nelle richieste,
anche il padrone un sacrificio ha fatto
onde darti il lavor, non credereste?
Tu della realtà vieni a contatto,
parliamoci da vere anime oneste:
15se troppo l'ala, mio collega, stendi,
ti vorrei domandar cosa pretendi.
Operaio (Vannozzi)
Tu tutti i giorni una fiammella accendi,
vai dicendo che fai dei benefici,

[p. 115]
lo so che il mondo bene lo comprendi
20e sempre l'operaio tu maledici;
tu che siei esperto e te ne intendi
chi l'ha fatto del tutto i sacrifici,
e dirmi oggi tu, come impresario,
cosa siei in questo mondo necessario!

applausi

Padrone (Cai)
25 Puzza di ribellione il tuo frasario!
Parliamoci sinceri, gli operai
oggi l'abbiamo messi su il binario
che a mio parere vanno bene assai;
ogni addebito è fatto all'impresario,
30non vedi quanto esagerando vai?
Forse venir vorreste nel mio posto,
cosa che fare non sarei disposto.

applausi

Operaio (Vannozzi)
Io poi questo non ti aveo proposto,
io questo non lo voglio e non lo ammetto.
35io non voglio venire nel tu' posto
ma neppure di esserti soggetto;
tu il cattivo nel cuore ci hai nascosto,
guarda di usare un poco di rispetto
e una coscienza un po' più generosa
40al dipendente dalla man callosa.

applausi

Padrone (Cai)
Concesso abbiamo a te qualunque cosa,
ci sono per esempio i sindacati,
dice son contro della gente oziosa
e i salari per far li abbiam chiamati,
45c'è lo Statuto poi ch'è qualche cosa

[p. 116]
in cui sono i diritti regolati,
e tutto questo grava su di noi:
ma mi dici di più cosa tu vòi?

applausi

Operaio (Vannozzi)
Foste sempre bugiardo prima e poi:
50io sempre chinato sul lavoro
e giornalmente te di più ne vuoi,
cerca di usare un po' più di decoro;
via, son cose … diciamole tra noi,
non prendiamo un momento di ristoro,
55guadagno nove e lui me ne dà sette
e quello che ci manca lo promette.

applausi

Padrone (Cai)
D'accordo non sarà chi ben riflette:
vai con l'automobile a il lavoro,
qualunque cosa già ti si permette
60e vòi turbare l'ordine e il decoro;
ma se sei tu guadagni e spendi sette
questo è tuo danno ch'io giammai l'onoro,
perché sotto la veste del diritto
c'è l'inganno, l'abuso e l'approfitto
Operaio (Vannozzi)
65 Tu vorreste che io ci stesse zitto,
tu lo vorreste far cogli operai,
ma però te lo dice il sottoscritto
che io ciò non lo permetto mai;
ah via, senza uccider fai delitto
70ma verrà il dì che te ne pentirai,
ed anche inei riguardi della busta
io la feci veder, non è mai giusta.

applausi


[p. 117]
Padrone (Cai)
Poeta, il tuo frasario mi disgusta!
Se tu sapesse cosa ci ho di tasse,
75sareste più modesto nella busta
e un po' meno avverrebbe che tu urlasse;
che viva bene chi lavora è giusta,
però fomenta te l'odio di classe:
protesti e riprotesti ogni momento
80e il fatto sta che non siei mai contento.

applausi

Operaio (Vannozzi)
Tu novo hai fatto lo stabilimento
e poi faceste una nuova assunzione,
la famiglia l'hai sempre in movimento,
quand'è al mare e quando all'Abetone;

risate

85io lavorare 'un ti vedeo un momento,
hai aggiunto a casa un altro padiglione,
in mare ci hai la barca col motore:
questo tutto lo devi al mio sudore.

applausi e bravo

Padrone (Cai)
Oggi è il mondo del buon lavoratore,
90io ti vedo una casa ammobiliata
che non l'ha di lavoro il tuo datore,
sai, la sua proprietà se l'è sudata!
Sempre economizzando a tutte l'ore
e avendo ben la strada misurata
95mi son fatto un pochin di capitale,
ma non per regalarlo a chi fa male.
Operaio (Vannozzi)
Venni da te facevo il manovale,
pian piano poi facevo il muratore

[p. 118]
ma poco riposai sul capezzale:
100il giorno lavoravo anche dieci ore
e qualche dì, se mi sentivo male,
sentivo del padrone il malumore,
senza rimorso né coscienza in seno
perché vedeva che rendevo meno.
Padrone (Cai)
105 Vipera, smetti di sputar veleno!

applausi

A te piace la vita spensierata,
il più non vai ben calcolando e il meno
e ti basta che passi la giornata;
io resto sempre attivo il giorno pieno,
110poscia consumo mezza la nottata
a veder le mie cose nell'ufficio,
e tu non vòi saper di sacrificio.
Operaio (Vannozzi)
Già dissi che di tutto il beneficio
lo devi ringraziare l'operaio
115chi lavora l'ha fatto il sagrificio,
come finanze mi trovai in un guaio;
e tu pe' sta' a scrivere in ufficio
che di mancanze ne facei un migliaio…
Ma ti firrà Marina e Viareggio,
120per chi male li fé finiscan peggio!
Padrone (Cai)
Della mia barca il mio timone veggio
sempre stabile e fermo più di prima,
io ci vado se posso a Viareggio,
dell'illusione ne fo poca stima;
125tu siei sempre a gridar « none indietreggio »
e cerchi sempre di arrivare in cima,

[p. 119]
ma se guadagni cinque e spendi sei
resterai nell'eterno dove siei.

applausi

Operaio (Vannozzi)
Tu cerca darmi quei diritti miei,
130poi vedrai che so spendere il guadagno,
ché al mattino mi alzo alle sei,
fino alla sera di sudor mi bagno;
e' sarai tu che ignobile tu siei,
tessi la tela come il triste ragno:
135se poi non vanno bene le marchette
ritorni a raccontarlo a Fornacette.

risate e applausi

Padrone (Cai)
Sempre ovunque a chi merita si mette:
tu parli di diritti volentieri
e di assicurazioni e di marchette,
140però non parli mai dei tuoi doveri;
questo, domando a te, come si ammette,
dove pensi di andare e cosa speri?
Via, non pensare che campar si possa
solamente a cantar « Bandiera rossa ».

applausi

Operaio (Vannozzi)
145 Non fui mai l'elemento da sommossa,
ho sempre lavorato con coscienza,
credo fare di più che non si possa,
ma tu che ci hai la brutta discendenza
e' mi hai sempre una causa promossa:
150tu mi dici « lavora, abbi pazienza
che poi il tenore cambierai di vita »,
però siei sempre il vecchio parassita.
Padrone (Cai)
Dici così perché non l'hai capita.
Operaio (Vannozzi)
Purtroppo l'ho capita che l'è molto.
Padrone (Cai)
155 È il bisogno, è il dovere della vita.
Operaio (Vannozzi)
Ti devi vergogna' da chi è 'n ascolto
Padrone (Cai)
Io ti consiglio ormai farla finita.
Operaio (Vannozzi)
Cercherò ripensarci, esser raccolto.
Padrone (Cai)
In fondo poco di sudor ti bagni,
160mi devi ringrazia' perché guadagni.
Operaio (Vannozzi)
Ma non ti compatisco se ti lagni.
Padrone (Cai)
Tutto ti ho dato e più nulla ti manca.
Operaio (Vannozzi)
Quasi quasi mi dice anche « compagni » !
Padrone (Cai)
Metter ti debbo dei milioni in banca.
Operaio (Vannozzi)
165 Ti vorrei da' i miei miseri guadagni.
…………………………………………………….
Padrone (Cai)
[Questo sia da] osservare invece, allora:
io ti saprò pagare e te lavora!

applausi

5. V La Monachella e la Prostituta Contrasto improvvisato da Vasco Cai e Edilio Romanelli a Fornacette nel 1974


[p. 121]
Prostituta (Romanelli)
[Non so] io quale forza che m'aiuta:
cercherò in ogni modo e ogni maniera,
sebbene mi rivesto da prostituta,
è un disonore per la mia bandiera;
5ma sarò ben gentile e risoluta,
contro la monaca lotto stasera
che lei pregando vive assai felice:
sono in attesa di quanto mi dice.

applausi

Monachella (Cai)
Se noi portiamo il mondo alla radice
10ha tanti falli, ha ben tanti peccati,
però di prostituta se si dice
mi sembrano davvero imperdonati;
vivrà la suora molto più felice,
la suora ha dei propositi basati,
15la suora è casta ed è devota e pia,
è la vera seguace di Maria.

[p. 123]
Prostituta (Romanelli)
Mi rinchiuse in convento mamma mia,
mi voleva assai pura dagl'inganni
e alla preghiera allora presi il via
20un triste giorno, ohmè, dei sedici anni;
venni chiamata in una sacrestia
e lì subii quei miei primi affanni:
non dico il nome, ma già vi persuada,
da quel momento è che batto la strada.
Monachella (Cai)
25 Ma questo altrove a raccontar si vada!
Nella contemplazione del Signore
noi potremo trovar migliore strada,
all'opposto cadeste nell'errore:
una triste libidine ti aggrada,
30hai l'inferno nell'anima e nel cuore,
il buon senso ti osserva e fugge via,
siei la disperazion di casa mia.
Prostituta (Romanelli)
Certo è verità, non è bugia,
ma fai la somma e farlo il resultato,
35se da vent'anni data ebbi la via
domandati chi mi ci ebbe portato;
non ci ho mo' di pregar Gesù e Maria.
ero un fiore innocente e delicato,
e anche te se non starai attenta
40dentro il convento qualchedun ti tenta.

applausi

Monachella (Cai)
L'anima che del Cielo si rammenta,
questo contempla da mattina a sera;
questa contemplazion la fa contenta,
la richiama nell'ora di preghiera;
45
[p. 124]
mentre chi il vizio come te frequenta
pensa di veder sempre primavera,
si abbassa fino al punto che degrada
ad offrirsi ai passanti della strada.
Prostituta (Romanelli)
Lo so, è un mestier che 'un aggrada,
50certo davvero nun farò progresso:
almen conviene che ti persuada,
ragiona meglio come fu successo;
oggi un relitto so' in mezzo alla strada
e senza compassione al tempo stesso,
55voi avete chiuse imposte, nulla si vede,
non si sa cosa dentro vi succede.

applausi

Monachella (Cai)
Sempre domina noi la Santa Fede,
sempre ricerca il bene e fugge il male;
cos'é la suora, cara mia, si vede,
60basta entrare un pochin nell'ospedale:
a il moribondo là tutto provvede,
l'anima di colui pregando sale
verso il trono di Dio, ch'è il Bono eterno.
e tu siei ciondolona nell'Inferno.
Prostituta (Romanelli)
65 Io faccio il mio mestiere e mi governo,
presa a il momento forse del bisogno,
e a volte anche il rimorso sento interno
e spesse volte abbasso l'occhi e sogno:
sarò cascata al Pelago, all'Inferno
70ma rifarmi una vita bramo e agogno;
tu andeste all'ospedale ben convinta,
ci andeste sana e risortiste incinta.

risate e applausi


[p. 125]
Monachella (Cai)
Donna da marciapié bugiarda e finta,
infine mi fai poca maraviglia:
75anche la mamma tua mi fu dipinta
e dirò che di lei siei degna figlia;
da te su il precipizio ti siei spinta
ma torna indietro e un'altra strada piglia:
è sempre pronto a perdonare Iddio
80e a il tempo stesso ti perdono anch'io.
Prostituta (Romanelli)
Dunque mi assolvi qui dal fatto mio,
però tu m'hai destato meraviglia:
abbandonata ero nell'oblio,
andesti a ricercar la mia famiglia;
85diranno in tale mano avesse Dio,
allora tu lo vuoi il parapiglia:
la monaca di Monza e la Pagliuca,
con quelle dimmi il mondo come induca.

applausi

Monachella (Cai)
Questa prostituzione si riduca!
90Lascia andare la suora manzoniana,
il buon senso all'opposto ti conduca,
nutriti invece di coscienza sana;
l'alma dei Santi a meditar ti induca,
non alzare così la tua sottana,
95sul domani riflettere bisogna
e siei pien di rossore e di vergogna.
Prostituta (Romanelli)
Se lo negassi sarei una carogna,
ormai son prostituta di mestiere
che al domani gioioso sempre sogna,
100
[p. 126]
di base questa debbo mantenere;
e sempre pronta ad ogni mia bisogna
vestiti in nero passano le schiere,
e qualche prete ha susurato in viso
« fatti baciar, ti dono il paradiso ».

Risate

Monachella (Cai)
105 Parli a me con un senso mal deciso,
questo è tutto veleno che tu sputi,
ma come puoi parlar di Paradiso
se per salirci un giorno non ti aiuti?
È la vergogna che ti brucia il viso,
110tutti i punti migliori li hai perduti:
su qualunque peccato ci si chiassa
ma la prostituzione è la più bassa.
Prostituta (Romanelli)
Se al convento mettessero una tassa
e l'erario facesse un intervento,
115si potrebbe sonare una grancassa,
ché come me cinquanta c'è per cento;
e credereste di pigliarla grassa,
certo non vi faranno un monumento:
mentre a lor gli prende certa voglia
120una si veste e dieci se ne spoglia.

risate

Monachella (Cai)
Albero resterai senza una foglia,
povera prostituta, ti compiango
e di piangere quasi sento voglia,
ma non vorrei vederti in tanto fango;
125chi fa la strada che fai te si imbroglia,
se un pochettino a ripensar rimango,
domani che sarà sulla tua tomba?
Tu sentirai del diavolo la tromba.

[p. 127]
Prostituta (Romanelli)
Io mi auguro che presto non soccomba,
130vo' farli dei palazzi e delle ville
e prima poi di giungere alla tomba,
capace a ritrovar qualche imbecille;

risate

son pronta a far sonarla la mia tromba,
ancor son giovane, farò scintille:
135intanto vo tre mesi a Viareggio,
vedrai del tuo convento non sto peggio.
Monachella (Cai)
Vedi quanta divina luce albeggio!
Ma non ripensi a tante scuole, asilo
per educarci ed evitare il peggio,
140e le suore ci sono sempre a filo!
Come te non mi perdo e non vaneggio,
basta appena guardarti di profilo:
carne sfruttata, rifiutata e guasta,
e poi siei prostituta e questo basta.
Prostituta (Romanelli)
145 Ma anch'io provengo da la stessa casta,
potessi ragionar quant'ho da dire
forse il parlar m'è troppo, un po' si guasta,
quel che saprei non te lo voglio dire;
di soldi ormai n'ho fatti una catasta,
150alle mie colpe è che dovrò le lire,
alli 'stituti darò il portafoglio
però i frati ed ei preti 'un ce li voglio.

risate

Monachella (Cai)
Bugiardo è questo tuo sfrenato orgoglio!
Il piacer della vita dura poco,
155
[p. 128]
se di Satana un giorno varchi il soglio
sentirai quant'è triste il gelo e il fuoco;
il Cielo tutto contempla' lo voglio,
mi conquistò bambina a poco a poco:
mi par d'esserci proprio quasi in mezzo
160e tu resta nel fango e nel disprezzo.
Prostituta (Romanelli)
Ormai son fiore abituato e avvezzo,
non provo, credi, alcuno pentimento,
mi piace l'uomo, vedi, lo accarezzo,
lo vedo assai vivace e ben contento;
165e faccio questa vita ormai da un pezzo
ma, quando fermo, giunto gli è il momento:
nun ci ho bisogno metterti un avviso
perché in terra lo vivo il paradiso.

applausi

Monachella (Cai)
Tu siei là sulla terra un fior reciso.
Prostituta (Romanelli)
170 E tu fedele nella tua preghiera.
Monachella (Cai)
Come il buon senso, non ti avvedi, hai ucciso!
Prostituta (Romanelli)
E il Paradiso sempre sogna e spera!
Monachella (Cai)
Soltanto un come te ti guarda il viso.
Prostituta (Romanelli)
Non sono finta, ho un'anima sincera.
Monachella (Cai)
175 L'amore che commerci, tiriam via,
è una roba da bassa mercanzia.
Prostituta (Romanelli)
Così chiudiamo questa porcheria.
Monachella (Cai)
E pensiamo un momento alla morale.
Prostituta (Romanelli)
Dovei sostener la parte mia.

[p. 129]
Monachella (Cai)
180 Cerchiamo il bene ed evitiamo il male.
Prostituta (Romanelli)
Agurando per tutti che ci sia.
Monachella (Cai)
Abbiam cura dell'italo stivale!
Prostituta (Romanelli)
E al mal costume è che si muova guerra
ma un paradiso è che si faccia in terra.
Monachella (Cai)
185 Chi crede in questo indubbiamente erra.
Prostituta (Romanelli)
Orvia, 'un giochiamo più alle false scene.
Monachella (Cai)
Paradiso non c'è su questa terra.
Prostituta (Romanelli)
Ma c'è anche il modo poi di star più bene.
Monachella (Cai)
L'uomo sempre, da sé, con sé sta in guerra.
Prostituta (Romanelli)
190 Della paur tagliamo le catene.
Monachella (Cai)
Condannar ciò che merita conviene,
torniamo entrambi sulla via del bene.

applausi

6. VI La Forza, l'Astuzia e il Coraggio - Contrasto improvvisato da Vasco Cai, Edilio Romanelli e Nello Landi all'Andrei (Magliano in T., GR)


[p. 130]
Forza (Cai)
Colleghi, siamo a far l'ultimo passo
poiché pian piano la lancetta gira:
si pagherebbe, ritardando, il chiasso
perché a casa qualcuno ci sospira;
5in tono canterem sí mite e basso:
la forza che ci ha data la natura
stasera son chiamato a sostenere
e con la forza nun c'è da temere.
Astuzia (Romanelli)
Ognuno nei suoi modi e sue maniere
10cercherà poi di prenderlo vantaggio,
tu della forza che ce l'hai il potere
e tu che ancor sei pieno di coraggio;
l'astuzia mia vi farò vedere
appena in moto è messo l'ingranaggio:
15affronto il forte, affronto il risoluto
col mio valore di esse' un uomo astuto.

[p. 131]
Coraggio (Landi)
L'uomo che ha del coraggio è un uom temuto,
l'uomo che va mostrandosi alla gente
con il suo fare ardito e risoluto
20è senz'altro degli altri il più potente;
che importa d'esser forte e d'esse' astuto
se ti manca il coraggio certamente?
Quando si mette male la parata
allor fai presto a batte' in ritirata.
Forza (Cai)
25 Non citar le prodezze di un'armata,
è la forza la base principale,
questa forza dovunque è ricercata,
senza la forza si cammina male;
la terra è dalla forza equilibrata,
30contro la forza argomentar non vale,
l'astuzia ed il coraggio poco sono
quando che a mezza strada li abbandono.
Astuzia (Romanelli)
La forza è un materiale dono,
il coraggio ad un pazzo spesso vedi,
35ma io alla circostanza vi perdono
se tu la facoltà me la concedi;
hai detto « se domani vi abbandono » …
non sei con la tua forza che provvedi'
se un condottiero 'un fosse un uomo astuto
40un esercito, vedi, e' gli è perduto.
Coraggio (Landi)
Abbiamo di recente noi veduto
volare inelli spazi siderali,
lì 'n occorreva d'esse' un uomo astuto
e nemmeno aver forza nelle ali,
45occorreva un coraggio risoluto
per compiere quest'opere immortali:

[p. 132]
dunque se si vuol tanto vantaggio
bisogna aver nel cuor tanto coraggio.
Forza (Cai)
Cerca un dir più poetico e più saggio:
50se dei voli spaziali mi ragioni,
ben poco spazio qui tiene il coraggio,
se bene osserverai le sue funzioni;
la forza ci può dar vita e vantaggio,
gli strumenti saranno ottimi e buoni,
55se di terra la spinta non è forte
ti lanci solo per trovar la morte.
Astuzia (Romanelli)
Valor d'ingegno, di una astuzia a volte!
Perché l'uomo ch'è pieno di coscienza
studiando astutamente apre le porte,
60e colla astuzia é che si fa partenza;
unitamente all'omo ancor più forte
anche il coraggio fa la sua presenza,
ma a volte può cadere un risoluto
ed anche un forte poi inanzi a un astuto.
Coraggio (Landi)
65 Leggendo sulla storia ho ben veduto:
al tempo delle antiche caravelle
trovi un Colombo, si, ch'è un uomo astuto
e di cose sapea di molto belle;
ma se un viaggio tale ebbe compiuto
70ed affrontava i nembi e le procelle,
se affrontava l'oceano periglioso,
vol di' che quello è un uomo coraggioso.

applausi

Forza (Cai)
Cerca piuttosto un uomo valoroso,
sarà sempre la forza che lo impone:
75
[p. 133]
disse Cesare un giorno vittorioso
« il dado è tratto », e passa il Rubicone
forte della sua forza, ardimentoso;
la forza è necessaria nell'azione,
e come al mondo impallidì la fronte
80ce lo potrebbe dire Orazio al ponte.
Astuzia (Romanelli)
Con le sue astuzie ben precise e pronte
(e questa storia ormai tutti la sanno),
quando il nemico a loro era di fronte
concrea eroi dell'italico panno;
85anche Colombo avea l'idee ben pronte:
quando la ciurma presa è dall'affanno
d'astuzia te la forma una raccolta
e la ciurma si cheta e 'un si rivolta.
Coraggio (Landi)
Sento la tua eloquenza è molto sciolta;
90guarda, col mio coraggio non fo tardi
a contraddire qualche frase stolta:
ricorda un coraggioso Garibaldi.
Di mille soli fece una raccolta,
ma siccome non erano codardi,
95col coraggio che in cuore li spingeva
l'esercito borbonico vinceva.
Forza (Cai)
Se quest'uomo la forza non aveva,
mio collega, facea ben poco o niente,
se un esercito in campo discendeva
100e con molto ardimento, specialmente
perché la forza sua lo sosteneva;
è la forza la vita dell'ambiente:
se in campo brami di fuggir la morte,
bada non t'incontrar con il più forte.

[p. 134]
Astuzia (Romanelli)
105 Ma con l'astuto non avrai buon sorte,
la natura dà spazio e ben concede:
quel Garibaldi in quelle strade torte
lungimirante astutamente vede;
quando a Marsala giunge giù alle porte
110e quando i Mille ci hanno messo il piede,
li sparpaglia, li mette in varia fila
astutamente e sembran centoemmila.
Coraggio (Landi)
Ancora proseguiam sulla trafila,
la storia ricalcando ricordiamo:
115un Pietro Micca metti in prima fila,
un uomo coraggioso lo troviamo;
dei Francesi veniva un centomila
ma quest'uomo soletto è che troviamo,
colla miccia sua sbarrò le porte
120e col nemico suo trovò la morte.
Forza (Cai)
Pugnando trionfò l'uomo più forte:
se un Ariosto ci parla di un Gradasso,
di un Rodomonte incontra miglior sorte,
con la forza avanzò passo per passo;
125Torquato Tasso mentre stava a corte
ci parlò dell'intrepido [Circasso] ,
quando si tratta d'impugnar la spada
soltanto con la forza apre la strada.
Astuzia (Romanelli)
L'astuto, sappia ognun, si persuada
130perché forza maggiore è quella mia:
c'è un giovinetto, non adoprò la spada,
se ti ricordi Davide e Golia;

[p. 135]
il fatto solo qui vi persuada,
l'astuto affrontasi qualunque sia,
135nel mondo più oscuro e più tetro
chi è astuto, sappi, non ritorna indietro.
Coraggio (Landi)
Citando vai stasera un fatto tetro,
citandomi di Davide e Golia,
ma se ritorni col pensiero indietro
140questa tesi senz'altro gli è la mia:
un giovinetto che non ha uno scetro,
ma credo un pastorello che ne sia,
affronta un buon guerrier, forte e sì saggio.
Guarda che ci voleva del coraggio!
Forza (Cai)
145 La forza sta come del sole il raggio
mentre che scalda e illumina il creato
e che dà vigoria pure e coraggio:
ma questo, ti domando, dove è nato?
Con la forza prosegui il tuo viaggio
150quando e dovunque ci sarai chiamato,
con la forza il terreno si dissoda
che ci procura da mangiar per moda.
Astuzia (Romanelli)
L'astuto è che ti guarda da una proda
l'opera grande, oh, del tuo lavoro,
155e se germoglia bene anche lui goda
perché gli è 'l frutto poi del tuo tesoro;
lavori forte se la terra è soda,
quand'hai prodotto io mi unisco al coro
e vengo alla tua mensa astutamente,
160sempre a guardarti, a lavorar mai niente.
Coraggio (Landi)
Parlandoci altrettanto francamente,
specialmente 'n lavori campagnoli,

[p. 136]
nel cielo un rombo di tuonar si sente
e la grandine spacca e porta duoli:
165il lavoro è fuggito indubbiamente,
tu piangi con la moglie e i tuo' figlioli,
ma se ancora vuoi far nuovo tesoro
prendi ir coraggio e ritorni al lavoro.

applausi

Forza (Cai)
Che coraggio è cotesto, chiedo e imploro,
170se oggi vedi fiorir la bionda messe,
frutto di una fatica e di un lavoro,
paradiso di sogni e di promesse!
È il braccio del colon che ti offre d'oro,
è il braccio del colon che tutto intesse:
175bacia la mano ruvida e callosa
che oltre il coraggio dà ben altra cosa.
Astuzia (Romanelli)
Intanto nella gloria tu riposa
che io della mia astuzia non mi privo,
l'opera tua mi restò noiosa,
180astutamente resterò inattivo;
perch'é la forza che ti è vantaggiosa,
che ti conferma un senso positivo
e chiedi forza a quel supremo Iddio,
stanne sicuro che so vive' anch'io.
Coraggio (Landi)
185 Qua c'è una cosa che confermo io:
prendiamo una sventura familiare,
che tutto il bene ne vada in oblio,
quarche congiunto ci venga a mancare;
se questo, si suol dir, l'ha preso Iddio,
190
[p. 137]
se si vole qualcuno consolare,
si adotta per conforto un tal linguaggio:
gli si dice « suvvia, fatti coraggio ».
Forza (Cai)
Ma mi dovreste dir quale vantaggio
attinge da quel dire passeggero!
195Aprirci si potrà solo il passaggio
co' il braccio forte, ardimentoso e fiero.
Ho ben capito pure il tuo linguaggio,
l'astuzia è della volpe, questo è vero,
ma se dovesse mettersi in azione
200che può contro la forza di un leone?
Astuzia (Romanelli)
La favola d'Esopo mi dà ragione,
forse l'avrai letta e avrai veduto:
e specie alla foresta, dice, un leone
si confrontava con un topo astuto;
205astutamente in difesa pone
ed il leone che sentiva il fiuto:
la pena del leone restò vana,
gli fece « maramao » e entrò alla tana.

risate

Coraggio (Landi)
L'opera del coraggio non è vana.
Forza (Cai)
210L'opera del coraggio è quasi un niente.
Astuzia (Romanelli)
Mi lassi da una parte un po' lontana.

[p. 138]
Coraggio (Landi)
Abbi pazienza, sarò più coerente.
Forza (Cai)
È la fo<rza del mondo la sovrana.
Astuzia (Romanelli)
Pure l'astuzia tienila presente.
Coraggio (Landi)
215A questo punto credo sia opportuno
di prender la ragione un po' per uno.>


(revised 28-02-2000) Cai, Vasco (e colleghi).
Elena Pierazzo

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