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Soldani, Serafino

La battaglia di Marti





La battaglia di Marti




FRASCA

(Imperioso)

Noi della frasca siamo i portatori
e renderén gli onori a tutti quanti,
la pace regnerà nei nostri cuori,
questo è l'augurio dei Bruscellanti:
5sedetevi e ascoltate volentieri,
vi scacceremo via i brutti pensieri.

Pausa Musicale

FRASCA

(Dolente)

Noi veniamo da Casteldelbosco
per cantarvi l'antico Bruscello,
10come allora con il ramoscello
che voleva dire pace e prosperità.
Tanti secoli sono passati,
degli antichi portiamo il saluto
e speriamo di dare un tributo
15perché questo vada lontano.
1° CORO
Buona sera cari signori
del Val d'Arno cantiamo la storia
di lotte, di guerre e di gloria,
20di vendetta e di libertà.
Di Marti narriam le battaglie
con Casteldelbosco glorioso Comune
furono per secoli l'enorme bastione
sul confine dell'area pisan.
25Ambedue con grande castello,
con cintura di torri merlate,
e per Pisa le strade sbarrate
a i nemici che a est operan.
Al di là della Chiècina sponda
30poco avea l'area ghibellina
ma la guelfa Firenze regina
con Montopoli l'eterno rival.
Per i Castelli dell'area pisana
ormai la storia segnava il declino
35prima il Bosco e poi di Marti il destino
di Castelli la distruzion.
Potestà di Montopoli
Prudentes Viri: Populi di Montopoli, Eccellentissimo Consiglio degli anziani, Messeri Capitani d'armi e di fortezza. Oggi 11 luglio 1349 io Gherardo di Francesco degli Adimari, Potestà di Montopoli dinanzi a voi qui convenuti nella piazza della Cancelleria, preso atto delle volontà più volte espresse et riflettute, dopo che Messer Stoldo De Rossi cavalcando intorno a le mura de li Castelli del Val d'Arno invitava populi et autorità a tornare alla primiera alleanza con la Repubblica di Firenze. Visto lo comune desiderio di pace e di amistà, visto lo grande disagio che la peste ha infuriato ne lo nostro territorio, constatata la nicessità di difesa contro li tanti nimici, specie di Marti, accettate le condizioni di trattare la sudditanza alla repubblica di Firenze, i consiglieri nostri da me nominati come ambasciatori presso la repubblica nelle persone di Ser Pieraccio Degli Obizi da Lucca e Ser Baldinotto Di Buonaccorso da Montopoli, a noi riportano copia di detto trattato.
[p. 196]
Su mandato dell'Eccellentissimo Potestà di Firenze, messere Pietro da Spello, del gran Gonfaloniere di Giustizia messere Luigi Di Filippo Aldobrandi e dei messeri priori delle arte, furono incaricati alla stesura di detto Trattato: Messere Niccolò Di Ventura Del Monaco e Ser Griffo Di Paolo da Montalcino che come a seguito vi leggiamo: 1. Che per 10 anni il Comune di Montopoli debba andare esente da qualsivoglia gravezza o gabella. 2. Che il Podestà di Montopoli (da elleggersi, rinnovarsi e confermarsi dal Comune di Firenze) eserciti nel castello il mero e misto imperio nelle cause s`civili che criminali secondo la forma degli statuti approvati dallo stesso Comune di Firenze, con che però non possa assolvere né condannare verun cittadino fiorentino, e che alla fine del suo ufficio debba stare per 3 giorni continui a sindacato sotto uno dei Notari dell'Esecutore di giustizia di Firenze. 3. Che il Comune di Montopoli abbia autorità di farsi li statuti e regolarsi secondo quelli; di poterli mutare e correggere ogni 3 anni, salvo l'approvazione dei Priori e del Gonfaloniere di Firenze sí per la compilazione che per la conferma di quelli. 4. Che il Comune di Montopoli in segno di sudditanza debba ogni anno nel dì di S. Giovanni, offrire alla città un onorevole cero. 5. Che i popolani di Montopoli si abbiano a tutti gli effetti per popolani della città di Firenze. 6. Che quelle persone che esercitano in Montopoli qualche arte maggiore, possono, entro 6 mesi, farsi descrivere alla matricola senza pagare alcuna tassa, da valere questa disposizione anche per qualsiasi altra arte. 7. Che il Comune di Montopoli possa avere un Notaro per far rogare tutte le deliberazioni e atti che si faranno dal Comune medesimo. 8. Che non debba essere ricettato in Montopoli verun bandito del Comune di Firenze sotto la pena determinata negli statuti, e che detti banditi possano essere molestati da qualsiasi montopolese sí nella persona che nei beni. 9. Che nessun Ghibellino bandito dal Comune di Montopoli possa essere ricettato dal Comune di Firenze sotto la pena fissata dalli statuti. 10. Che nessun magnate, ancorché spurio e bastardo, possa acquistare in compra o per qualsivoglia altro titolo di alienazione beni in Montopoli (eccettuati gli acquisti per causa di dote o di atti d'ultima volontà) sotto la pena di mille fiorini.

Pausa Musicale

CASTELLANA DI MONTOPOLI

(Dol.)

È rinata la speranza,
sián tornati fiorentini
40e che i nostri terrezani
possano i campi lavorar.
Troppe volte i Martigiani
han tagliato viti e ulivi
e su i colli nostri giulivi
45c'è tanta desolazion.
CASTELLANA DI MONTOPOLI

(Dol.)

Dell'Arno una gran piena
che sommerse la pianura,
su di noi con gran miseria
50con il morbo e le calamità.
UFFIZIALE DI FORTEZZA

(Imp.)

Il vescovo di Lucca fa annunziare
che sta venendo qua, in forma solenne:
tutto quanto ha fatto preparare
55perché sia ricevuto come si conviene.
Se poi dobbiamo fare restrizioni
basta che diate a noi disposizioni.
PODESTÀ DI MONTOPOLI

(Imp.)

Tutto quello che avete ordinato,
60che sia eseguito alla perfezione;
appena giunto qui sarà il Prelato
vi metterete a sua disposizione.
Conviene mantenere le relazioni,
i tempi cambiano spesso le opinioni
65Pausa Musicale
CASTELLANA DI MONTOPOLI

(Dol.)

Che voi siate il benvenuto,
eccellentissimo monsignore,
e la pace del signore
70su di noi a dispensar.
Un grandissimo flagello,
fra la peste e l'alluvione:
or la santa benedizione
può i cuori ristorar.
VESCOVO DI LUCCA
75

(Corale)

Dove un giorno portammo il vangelo
sián venuti con la benedizione:
su Montopoli e le sue persone
dell'Eterno la sua protezion.
80Tanta gente al nostro passaggio
implora pace fraterna ed amore,
noi di questo invochiamo il Signore
ma a gli uomini la volontà.
PODESTÀ DI MONTOPOLI

(Corale)

85Da Fucecchio a S. Maria,
Da Montopoli a S. Croce
fra le genti si leva la voce:
con Firenze sia fatta unità.
Impegnandosi a non dare offesa
90ringraziamo la buona novella
e né dazio né gabella
la vostra via non più troverà.
VESCOVO DI LUCCA

(Corale)

Ritornando alla mensa di Lucca
95per voi pregheremo il Signore
che vi degni d'ogni suo favore
e la pace su di voi conservar.
Pausa Musicale
UFF. FORTEZZA MONTOPOLI

(Imp.)

100Dalla Maremma e giù per la Val d'Era
vi stanno scorrazzando i mercenari
il loro passaggio crea una gran miseria,
che risparmin qualcosa èn casi rari.
Sembra che siano giunti a noi vicini,
105dobbiamo mettere all'erta i fiorentini.
PODESTÀ DI MONTOPOLI

(Imperioso)

C'è giunta nuova ora da un terrazzano
che Malatesta è giunto in nostro aiuto.
S'è posto sulla via di S. Romano
110ma i mercenari sembra prender fiuto.
Li sta portando ad oste il conte Lando,
con scalpitio si stanno allontanando.
Pausa Musicale
DAMA MARTI

(Corale o Dol.)

115Sul confine del nostro Comune
soldataglie passanti giù al piano
han ferito un terrazzano
che ha impedito una brutalità.
Questi volevano usare violenza
120di Montopoli a una pastorella,
è scappata la giovin donzella
ma il nostro una spada ferì.
CASTELLANA MARTI

(Corale)

Che sia data a questo assistenza,
125il suo gesto che venga premiato
per aver con questo salvato
un tal atto di meschinità.
MESSERE C. BOSCO

(Imperioso)

Alto messere non avete a sdegno
130se vi reco una nova di dolore:
da Firenze s'è mosso a brutto segno
Capitan Farnese, con furore;
da quel che ci racconta un postiglione,
tende al saccheggio e alla distruzione.
MARCO RONCIONI PODEST?MARTI
135

(Imperioso)

O capitano addetto alla difesa
assieme a gli uffiziali di fortezza,
i fiorentini stan venendo a offesa,
impedirlo si dovrà con speditezza!
140Con gli armati usciremo dal Castello
prima che ci tirino un brutto tranello.
CAPITANO MARTI

(Corale)

O gran sommo Podestà,
o consiglio degli anziani,
145fra stasera e domani
tutti pronti noi sarem.
A i confini del Comune
noi farén le sentinelle,
sia con l'alba e con le stelle
150sempre all'erta noi starem.
PIETRO CAPITAN FARNESE

(Imp.)

Soldati miei non riponete il brando,
i pisani sián venuti a molestare:
Peccioli è caduta e anche Ponsacco,
155però non ci dobbiamo qui fermare.
A Marti... a demolir torri e bastioni,
per vincere a farla da padroni!

Pausa Musicale

CAPITANO MARTI

(Imperioso)

Straniero che con l'armi passi il confine
160di quello che è un Comune sovrano,
alla tua impresa tosto metti fine
pena il terrore della mia mano.
Se non ti fermi e darai spiegazione
preparati ad aver aspra tenzone.
CAPITAN FARNESE
165

(Corale)

Lascia il passo, o brutto stralcione,
tu non sai con chi hai a che fare:
sol la fama del mio guiderdone
al mio passo tremar ti farà.
170BATTAGLIA!!
PODESTÀ MARTI

(Solenne)

Che sia fatta, una gran festa
nella piazza del Comune
delle donne martigiane
175il valore suo esaltar.
Che sia issato il gonfalone
sulla cima del Bastione
e da sud a settentrione
il vessillo alla libertà.
DAMA MARTI
180

(Dolente)

Per voi gentil Madonna
è giunta una delegazione,
un gruppo di persone
che vi vuole salutar.
185Dal Castello giù del Bosco
son venute a farvi onori
e già sostano di fuori,
credo di farle passar.
CASTELLANA MARTI

(Dolente)

190Che sia data a i nostri amici
la più nobile accoglienza
e si svolga una gran danza
con canti e suoni ancor.
Si canti l'esultanza
195per i boschi e per i prati,
con i bugni delle api
noi scacciammo l'invasor.
CASTELLANA C. BOSCO

(Dolente)

Sián venute con dolce missiva,
200gran Madonna, a portarvi il saluto
con la stima del grande tributo
e il gran giorno con voi a festeggiar.
Un dolce vento spirava alla valle
portandoci il suono delle campane,
205tutte le ancelle e le popolane
il vostro ardore han fatto gioir.
CASTELLANA MARTI

(Dolente)

Vi ringrazio con grande emozione,
a Casteldebosco il mio augurio più caro,
210a voi tutte con affetto sincero
che nel dolore ci foste vicin.
Tutti quanti esultate alla gioia,
le bellezze alla vita mostrate.
Oh, poeti, le rime cantate
215e voi ancelle il dolce tepor!
ANCELLA PRIMAVERA

(Dolente)

Com'è azzurro questo nostro celo,
che profumo dai colli fioriti,
ora il canto di bimbi felici,
220l'augelletto a cinguettar.
ANCELLA ESTATE
Dall'ondeggiante pendio dei colli
vedo un gregge che torna all'ovile,
con il canto delle cicale
225e del sole il dolce tepor.
ANCELLA AUTUNNO
Sullo sfondo dell'orizzonte
con il profumo della rugiada
e la vita felice s'inebria
230una musica di libertà.
ANCELLA INVERNO
E d'inverno col sole calante
tutti i bimbi intorno al focolare
a sentir le novelle narrare
235che un soldataccio il nonno ferì.
Pausa Musicale
UFFICIALE DI FORTEZZA MONTOPOLI

(Imp.)

O sommo Potestà che governate,
da Firenze è giunto un Commissario,
240la tassa delle lance rinnoviate
assieme a i Comuni del circondario
a Castelfranco intanto corre voce,
così pure a Fucecchio e S. Croce.
POTESTÀ MONTOPOLI

(Solenne)

245Dalle nuove che noi sappiamo,
e la cosa sembra fatta,
dei pisani la disfatta
ormai sta per avvenir.

[p. 204]
Si forniscon vettuaglie
250e gli eserciti alleati
e su Marti, bene armati,
noi andremo a saccheggiar.
UFFICIALE DI FORTEZZA MONTOPOLI

(Corale)

21 castrati e 60 pani
255e tre fiaschi di trebbiano,
3 staie orzo e 5 asini col fieno,
6 cavalli e 4 cappon.
Inoltre ancora fieno e paglia
con degli asini di scorta,
260tutti pronti giù alla porta
in attesa di partir.

Pausa Musicale

CASTELLANA C. BOSCO

(Dolente)

Con le lacrime che cadon sul viso,
il cuore gonfio dal dolore,
265noi veniamo in vostro favore
una supplica a domandar.
Di Pescia con l'empio trattato
che del Bosco distrusse il Castello
ma per noi che viviamo su quello
270sián soggette ad ogni mercé.
DAMA C. BOSCO

(Dolente)

Ogni giorno delle scorrerie
di soldati di ventura,
questi sono la nostra sventura
275con saccheggi ed azioni brutal.
Se da Pisa si leva la voce
a Firenze di fare l'appello
ed il Bosco riavere il Castello
per un rifugio di sicurtà.
CASTELLANA MARTI
280

(Dolente)

Quel che dite mi dà turbamento,
dense nubi sono all'orizzonte:
ormai sembra trovarsi di fronte
della storia ad una svolta brutal.
285Anche a Pisa, agli amici nostri,
pare un triste destino segnato,
per quanto tutti abbiamo lottato
tristi giorni ha il nostro avvenir.
CORO FINALE
290Ringraziando la vostra attenzione
per la storia che abbiamo cantato,
gioie e dolori di un tempo passato
che ormai non torneran più,
sulle rime del vecchio Bruscello
295giunge a noi il nostro saluto
e così noi paghiam un tributo
ad un'antica tradizion.

[p. 206]


(revised 28/02/2000 ) Soldani, Serafino.
Elena Pierazzo

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