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Anonimo

Rocta facta per Duca die ferrara ala bastia





Rotta facta per il Duca de ferrara ala bastia.




Senza il tuo adiuto re celestialle
Non fia nesun che facia buon disegno
perché la gratia tua troppo a noi valle
però ricorro a te signor benegno
5che tu me cavi fuor de questa valle
col tuo favor alumina il mio ingegno
ch'io scriva questa rocta acerba e ria
qual fece alphonso duca ala bastia

Coreva l'anno mille e cinquecento
10e l'undecimo anchora a farti notto
avintitre febrar si ben ramento
che 'l campo del pastor si fu ridotto
giù alla bastia per voler dar tromento
a feraresi e metergli a disotto
15et eran forsi sei milia in compagna
de gente poderosa forte e magna

Da l'altro canto li venetiani
mandata ave una forte e grossa armata
homin potenti da menar [l] e mani
20e a sancto alberto già era arivata
quando che al duca con gravosi affanni
un messo agiunse e contò l'ambasiata
habuto che hebbe il duca tal novella
deliberato fu montar in sella

25Subito fece fare comandamento
da parte de sua eccelsa signoria
a mastri de legname in un momento
fia de cui forte [...]oglia esser [...]
fia in termine de un'hora e non sia lento
30anticha chunte lor se metta in via
quilli da nave e da legnami inseme
a torli p [o] nti e soldati a bondeno

Sentito il b [an] do ognun presto camina
per far del sire il suo comandamento
35ognun si studia il passo e non refina
e giunto furno al ponte in un momento
e quel desfece con molta ruina
tutta la fantaria fu saltà drento
e giù a ferrara vene con furore
40e giunti furno ale vinte due hore

In questo il duca fuora del castello
de molta artelaria fece cavare
a po' menate fano in quello hostello
poi molte nave fece aparechiare
45e messe furno drento in un drapello
con polacre e ballotte asai da [...]are
de facolneti e meze colombrine
eran da circa vinte ornate e fine

Un messo presto a lui fece venire
50e disse fa che vadi presto e rato
al conte giulio baron pien d'ardire
e da mia parte l'habi salutato
da poi di questo li dei proferire
che in pocho d'hora lì serò arivato
55e che comandi a tutte le sue schiere
che in punto stian sotto sue bandiere

E de molti corieri e cavalari
subitamente a sé fece venire
e furno certo più de quatro pari
60tutti disposti al suo signor servire
el magno duca con parlar preclari
a tutti in cotai modi prese a dire
a li mei passi vi metteti in via
ditili cusì da parte mia

65Che a tutti quanti fo comandamento
sotto la pena de m [i] a potestade
che non fia alchuno di tanto ardimento
che contrafacia la mia voluntade
viandanti nesun del tenimento
70nescire il lassi né de altre contrade
ancor ch'avessen il suo salvo conduto
per zorni tri il passo fia tenuto

Tutti li messi alhor furno inviati
far la imbassiata già non fun stranieri
75e tutti i passi per lor fu advisati
in val pescanti anchor tutti li hostieri
a pena de la vita non lassati
homo passar paesan né stranieri
per giorni tre questo vi fia palese
80da parte del mio duca sir cortese

Hora costoro qui vo' lassar stare
e tornar voglio un pocho alla bastia
dal conte giulio che stava aspetare
el magno duca che venir dovia
85et ogni dì facea scaramuzare
le gente sue con quella fantaria
li quali ala roseta un bastione
fatto se havean per sua defensione

E un ponte facto havean in quel loco
90da passar l'aqua quando a lor piacea
e quatro boche havean poste di foco
che tutto quel paese di coprea
cusì stando aspectavanno in quel loco
un gran socorso che venir dovea
95per terra et aqua con molta travaglia
per dare ala bastia crudiel bataglia

Dentro a ravena il papa radunato
havea de molta gente su l'arcione
per dare a ferraresi mal mercato
100et in punto rea ciaschadun barone
e molta arteraria havea cavato
de citadella e sotto havea il ronzone
in questo il duca una spia apresentosse
e dil papa contoe tutte sue mosse

105Poi li narò come il giorno seguente
in ponto se metea per cavalcare
e che l'armata anchora di presente
con sieco se dovia venire al pare
quel ch'io dico non mancha de niente
110un poco il duca pensoso fe' stare
e fra sé disse se piar la lasso
a ferrara vers [...]n più che di passo

E prestamente fe' comandamento
a tutta quanta la sua fantaria
115quilli a ferrara in barcha ognun sta atento
aspectar quel che 'l sir suo far volia
e che argenta vada a salvamento
che richi tu [t] ti quanti li faria
poi quella nocte il ponte fece fare
120su po [nt] e deliberò di cavalchare

Poi il magno duca ponderoso e franco
desideroso de voler l'honore
soi capitani fe' venire intanto
a parlar comenciò cotal tenore
125dicendo baron mei scoltati alquanto
quel ch'io vi dico a voi con bono amore
nanti che 'l ponte qui fornito sia
andarò giù a ordinare la fantaria

A tutti piace molto questo deto
130in pie' levosse tutti ad un volere
andative signor che io v'inprometo
che imponto metterense a più potere
subitamente che 'l ponte è finito
nui veneren a far nostro dovere
135tutti sta notte noi cavalcharemo
inanti che sia giorno a voi saremo

Il duca alhora con la faza ridente
tutti rengratia e poi se partì via
subito a po' andò inmantinente
140e sopra un bragantin presto salia
con molta fretta giù per il corente
con secho pocha gente in compagnia
nesun del navicar non se sparagna
che a segenta furno agiunti de romagna

145Subitamente in terra fu smontato
poi sopra un dest [r] ier presto salia
tutta la terra incontra li fu andato
picoli e grandi per ciascuna via
altro che duca e alphonso fia cridato
150che fina al cielle voce si sentia
de sua venuta eben tanta alegreza
che molti se piangea per tenereza

Vedendo il duca tanta caritate
che 'l popul li dimostra qui al presente
155e cognoscendo la sua fideltade
a parlar comenciò subitamente
in verso loro con gran libertate
con un parlar benigno alto e clemente
pregati idio per nui popul soprano
160che in la bataglia la victoria ha [b] iamo

De molte nave poi fece trovare
e molti mastri ponderosi e prompti
poi comandò che dovessen fare
in un instante sopra quelli ponti
165non domandar de mastri a lavorare
se asai vi era in un instant [e] gionti
tanti gli n'era in una compagnia
non un ma dodece facti ne haveria

Il duca fe' chiamar sabastiano
170barbaza da moncelere presente
e disse presto fa menar le mano
chi ponti sian finiti incontinente
e di questo a te lasso l'affanno
ché io scio che sempre fusti obediente
175fa che stanotte finiti li fia
avanti giorno siano ala bastia

Rispose bastian con mente arguta
il desiderio mio e tu comanda
la intention tua serà compiuta
180quel che a te piace d'ogni tua domanda
la mia persona sempre sia tenuta
a te servir signor in ogni banda
pur che sia grato ala tua signoria
io non finirò mai notte né dia

185Il duca il rengratiò cortesemente
e cavalcando via se ne fu andato
giù ala bastia dove l'altra gente
lui trovò ch [e] anchora era inbarcata
come arivato fu incontinente
190per ogni capit [a] n hebbe mandato
e del venir niun già fu tardo
dicendo che comandi sir gagliardo

Rispose il duca fati inmantinente
de barcha n'escan tutte le persone
195in terra venga qui depresente
che la mostra se fa [c] ia con ragione
ch'io veda il conto de tutta mia gente
e se dobati son de guarnisone
e se lor [s] on contenti far contesa
200contra nemici che vol farne offesa

Subitamente i capitan pregiati
in terra se salir ciascun tostano
in su un pocho de piano radunati
insieme tutti quanti fermi stanno
205come l'usanza de tutti i soldati
con li tamburi gran rumor si fanno
da tutti i canti spagnoli e guasconi
e in megio lì s'ode chi compagnoni

E il duca a piedi da tutte le parte
210intorno gira remirando quelli
che amici sono de la militare arte
e de tristitia son tutti ribelli
ben ricognose che 'l favor di marte
era redotto dentro al cor di quelli
215e de speranza armato fu il signore
che in sta bataglia serà vincitore

Li capitani a sé hebbe chiamato
e comandò che in ponto debba stare
ognun sotto sua insegna radunato
220in sin che 'l torna lho deba aspetare
subito argenta si fu ritornato
hor mi convien de lui qui lassar stare
e ritornar con le mie voie pronte
a ferrara a maestri che fan il ponte

225Un altro ponte a inscontro di quello
da l'altro canto presto fece fare
tutto di nave postizo era ello
dove in san luca si potea passare
e fornito si fu ornato e bello
230a hore vinte senza altro tardare
in questo tempo la franzoxa gente
mesessi imponto con l'arm [e] lucente

Finito il ponte ognun sue arme prende
per ritrovarse presto alla bataglia
235via fora di ferrara se distende
ognun coperto ben de piastra e maglia
non dimandar se a cavalcar se atende
tutta la notte con molta travaglia
a hore vinte de ferrara fuore
240usciner e fu [r] no argenta ale tre hore

Subito gionti presto apresentosse
inanti al duca tutt [i] i capitani
dicendo eccone qua con nostre posse
imponto tutti per menar le mani
245e dare ai nemici crude angosse
in la bataglia sopra de li piani
a questo trato trar da fantasia
voglian la vostra excelsa signoria

Il duca alhor con molta leticia
250tutti rengratiò benignamente
dicendo alti signor vostra militia
e vostro proferir mi fa gaudente
e fra de voi non nasce già tristitia
anci mostra ciascun d'esser valente
255anch'io per questo de nulla non temo
che senza dubio la victoria haremo

Poi comandò che se dovesse fare
subitamente aparechiar le schiere
e la trombeta poi fece sonare
260e a caval fu montà senza pensiere
disposto li nimici castigare
e fu spiegate stendardi e bandiere
e cavalcando van con molta furia
disposti in tutto vendicar sua ingiuria

265Hor chi vedesse andar qui fier leoni
serati insieme in una schiera folta
e sopra veste soe e fier ronzoni
hareben dicto certo in quella volta
che suscitato fussen i fier baroni
270che a greci a troia deten pena molta
e chi con spada e lanza e 'ceta in mano
quanto più pono tutti via ne vano

E gionti furno apresso la bastia
a circa mezo mio o più o meno
275quando l'alba in oriente si scopria
comandò il duca che ognun stia fermo
subitamente si fu partì via
dove lassati i fanti già noi havemo
a san biasio che 'l stava aspectare
280da là de la bastia li fe' passare

De li spagnoli il colonel cortese
il primo fui che 'l guanto insanguinato
acettò con iniimici ale contese
in terra il primo si fu dismontato
285e carastia haria habuto del paese
se da guaschoni non era 'giutato
anchor todeschi la gentil conpagna
che de venir nesun non se sparagna

Hor ritorniamo un pocho a l'altra parte
290che ala roseta sta senza paura
chi beve e mangia e chi gioca ale carte
e chi biastema idio e la madre pura
quando che adoso il gran furor di marte
li sopra gionse con mala ventura
295e che cridando un fante venia stancho
alarme alarme che salito è il campo

Albarado possente capitano
ch [e] audito havea il rumor subitamente
i tambur fe' sonar amano amano
300e presto in ponto mese la sua gente
don galeazo ponderoso e altano
anchora lui si fece similmente
con albarese francho campione
poi drieto a lui bernardin macarone

305E da cirom quel franco comparino
se messe imponto con sua compagnia
e similmente fece marcozino
e il roso de carlin con voglia ria
berto da rimen francho paladino
310ben che fortuna li fusse cruda e ria
niente di mancho ponderosamente
ognun di questi si fen da valente

Guido vain con brunoro da furlì
in compagnia col fier marco pisan
315megliagro anchora già non era lì
contra l'armata andato andato era lontan
la sira inanti tutti se partì
come il vescho qual da suo capitan
lassato havean già forte in quelli cali
320per far la scorta sexanta cavalli

Tanto folta la nebia è per il piano
che scorgere non poteano le nemice
più de trexento erano per cert [a] no
già passà l'aqua su la sua pendice
325e l'un da l'altro era poco lontano
inanti ognun si fa la istoria dice
de cridi e de tamburi e tanto il sonò
che audito non se harebe a pena il tono

Il duca alphonso quel sir militante
330il primo fu de la bataglia scura
che 'l ponte si passò e intrò inante
per dimostrar che in lui non n' [e] be paura
e se ben fusse quatro volte tante
disposto e di provar la sua ventura
335e dietro a lui coperto a piastra e maglia
passò il possente sir de sfontanaglia

A scaramuza è già pizati i fanti
e l'uno e l'altro de nulla non teme
spagnoli con spagnoli tutti inanti
340urtandosi con furia questa seme
dandosi con lanzoni e spade a i fianchi
che 'l sangue giù ala terra già si preme
e se 'l soccorso presto non venia
queli del papa la victoria havia

345De san blancardo quel fier campione
in ponto con sua magna compagnia
tutti serati in un gran bataglione
adosso de nemici se ne gia
e fatto havean tutti i cor de leone
350cridando franza e duca tutta via
dopoi potens e cozens fu arivato
cridando carne carne in ogni lato

Da l'altra parte valorosamente
inanti si facea senza paura
355e non temean li nemici niente
ben che la impresa fusse acerba e dura
e tutti i fanti havean cor di serpente
menando colpi for d'ogni misura
tanto francamente lor feria
360che indrieto reculò sta fantaria

Hor q [ui] si sforza la crudiel bataglia
da l'una parte e l'altra è ucisione
qui prova ognun se sua spada taglia
da nesun canto non si fa pregione
365anci quanto più pon se dio mi vaglia
colpi si dano for d'ogni ragione
né l'uno e l'altro si stimano un lupino
menando colpi ognun da paladino

Non è nesun che qui se mostri stancho
370in la bataglia anci diven più fieri
de sue prodeze già non viene amancho
ben che bagnato è già tutti i sentieri
de sangue: anci ognun ognor più franco
facevan prove da buon bataglieri
375quando che in campo federico valente
in lo stormo s'intrò con la sua gente

Tutti serati sotto una bandiera
venia cridando ala morte ala morte
et eran cinqzcento in una schiera
380gente todescha ponderosa e forte
el capitan rosi con sieco era
con quel purcheto che no stima morte
e tante prove fe' sua persona
che ogn'omo il fuge e l'impresa abandona

385Del papa tutta quella fantaria
a fugere comenciò senza intervallo
che tolta era già l'artelaria
e già passava quelli da cavallo
qui non valea cridar virgo maria
390che adosso li colpian senza fallo
tutti con furia menando tempesta
tagliando gambe: braze: coli e testa

Ordinò il duca che nesun pregione
in la bataglia se dovesse fare
395poi inanti se caciò come un leone
come una cetta in man senza tardare
quanti ne gionge manda sul sabione
mai non fu visto un sir di tal afare
gli altri cavalli poi seguen la trazza
400cridando carne carne amazza amazza

El ponderoso sir de sfontanaglia
faceva cose for d'ogni misura
come i [l] suo brando che ogni ferro smalia
a molti fe sentir la morte scura
405a li inimici non valea scrimaglia
anci fugendo van per la pianura
iazo possente drieto lo seguia
gitando hor questo hor quelo per la via

Il sir bagliardo ponderoso e francho
410sopra i nemici va con mal pensieri
et il suo stocho se trasse dal fiancho
parendo ne la vista un leon fieri
era sopra un destrier galiardo e franco
giva occidendo tutti quij stranieri
415e il capitan fa [i] m con la sua possa
a molti di color fia cavà l'ossa

Era il possente mon signor de luda
drieto ai nimici con sua lanza in resta
e molti per affano de lor suda
420perché li seguitava con tempesta
passando le lor arme e carne nuda
hor questo hor quel mandando ala campestra
in compagnia con questo piero ponte
e bataglier che a nemici fa onte

425Del montoson gianoto el capitano
ben si dimostra baron naturalle
ferendo con sua spada adambe mano
sopra nemici che parea cengialle
o quanti morti fa cadere al piano
430la bataglia parea de roncisvalle
hanibal da la sega sir cortese
drieto ai nemici faceva gran contese

Chi havesse visto que [l] i de la clera
ferir sopra i nemici adambe mano
435tristo color che li soi colpi aspecta
non fece tante prove hector troiano
ma come rape li nemici affetta
beati quelli son da lor lontano
et altri capitan di forza orribile
440facevan cose che quasi e 'mpossibille

Ma se io volesse qui tutti narare
li gravi colpi che facean costoro
troppo prolisse a me seria il cantare
e tenerebbe ognun troppo a dimoro
445né mai fortuna e gran tempesta in mare
a i navicanti non de' tal martoro
come franzoxi e todeschi e l'yspani
in gran sconfita messe sti romani

Qui non valeva alcun far pianto e luto
450qui non valeva mercede adimandare
qui non giovava dimandare aiuto
qui non valeva con man croce fare
qui non giovava promettere tributo
qui non valeva anchor diffesa fare
455che li todeschi franzoxi e guaschoni
de lor faceanno grande occisioni

Era coperta già tutta la terra
de corpi morti e il sangue già scoria
giù pel corrente e se 'l mio dir non erra
460che l'aqua propria sangue si somia
mai non fu visto più stupenda guerra
ch [e] proprio un orso ognun certo paria
e sempre con furor cridando amaza
infina a lugo li dete la caza

465Tutti i spagnoli a pezi fun tagliati
i capitani morti con furore
e tanti pochi gli furno restati
de trenta parte gli era la minore
molti in le cane se furno invallati
470fina alla golla in l'aqua per terrore
li quali dapoi che indreto tornò il campo
se resen per preson per fare il scampo

Dapoi l'armata si pose a seguire
il magno duca con l'artelaria
475la qual de prender haveva gran desire
ciò che compita la victoria sia
come i galioti lo vide aparire
giù pel corente presto ognun fugia
e come funo un pocho dilungati
480l'argen del po' tagliò quei selerati

Vedendo il duca la gente nemica
il po' tagliato havean per fare il scampo
indriè tornosi che dala faticha
era asedato ogn'omo aflito e stanco
485se la bastia fa festa idio te 'l dica
l'artelaria trasea per ogni canto
fuor de argenta con leticia e canti
in contra andor [n] o quasi tutti quanti

E compagnato fu con grande hono [re]
490dentro de argenta con trionpho asai
in questo un cavallar a gran furore
a ferrara corendo se [m] pre mai
e in piaza si fu giunto a desdocto hore
il popul li domanda che nove hai
495bone rispose e al palazo smontato
e alla duchessa si fu apresentato

Et una littera li porse e si dicia
bone novelle porto a te signora
fa che 'l corier ricomandà te sia
500qual son venuto a te senza dimora
in man la tolse e presto si l'apria
a leger comenciò dentro e di fora
e la victoria sì gli fe' palese
qual hava habuto il suo signor cortese

505Subito [h] a [c] alefato ogni persona
fu la victoria tutta ala cità
e per leticia ogni campana sona
e il castel quanto può bombarde tra'
e il popul per le strade se abandona
510cridando franza e duca sempre [...]na
e fallo fen tri giorni a gran divitia
senza rispeto con molta leticia

Ora rengratio il mio signor iocondo
che forza [h] a data a mia pocha loquentia
515et ami tratto de sto mar profondo
donde già posto era in absentia
e vui muse pollite al circul tondo
non me imputati de pocha sapientia
acceptati la bona voluntade
520ch'io l' [h] o composta sol per povertade.



Anonimo.

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