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Cieco da Ferrara, Francesco

Comedia di Malpratico


Indice


[p. 1r]



Comedia di Malpratico








Personaggi




La festa di Malpratico.

    Interlocutori:

  • Camilla,
  • Malpratico,
  • maistro Zordano,
  • maistro Bonhomo et
  • uno nochiero.

1. ANNONTIO

Bonhomo, da barette mercadante,
giva a Lanzano, e a casa la sua moglie
Camilla lassa, giovine e galante.
Finge costei haver rotto le spoglie,
5manda per un sartor ditto Zordano,
che fa altro che veste alle sue voglie.
Malpratico, un garzon, era ruffiano.
Torna el marito pel carniere havere,
trova el sarto e la moglie in piacer stanno.
10Se con silentio voi state a vedere
Malpratico, la festa vederete,
che vi seran d'un benigno piacere
et poi ridendo a casa andar potrete.

2. Atto unico

Camilla
Malpratico!
Malpratico
Madonna?
Camilla
Ov'è il patrone?
Malpratico
L'è gito in piazza quasi pur adesso.

[p. 1v]
Camilla
Tornarà 'l tosto?
Malpratico
Io non ne so ragione.
Camilla
Hor fate in qua, che vo' sentarti appresso.
Malpratico
5Che vi bisogna madonna mia bella?
Camilla
Io tel dirò poi che 'l dir m'è concesso:
io vo' che noi cantiam la scaramella,
acciò, s'oltra passasse quel amico,
che ci conosca al canto e alla favella.
Malpratico
10Madonna, tutto el giorno me affatico
facendo hor questo, hor quell'altra facenda,
e mai con voi puote avanzare un fico.
Camilla
Malpratico, fa' sì che non contenda.
Canta, se vòi!
Malpratico
Madonna, io cantarò,
15con questo che poi habbia da merenda.
Camilla
Non dubitar ch'io ti contentarò:
tu dei saper pur ch'io non vo' che stenti
et molte volte già diffeso t'ho.
Malpratico
Horsù, lasciam questi ragionamenti
20et la voce inalciamo in tal maniera
che, se lo amico passa, che ci senti.
S'el si parte Scaramella,
questa fia buona novella.
Scaramella va a Lanzano,
25vegna pur mastro Zordano.
Zordano
Ben possi star questa maestra vera!
El canto vostro tanto me diletta
che fermato mi sono alla primera.
Po' che bisogno io ho d'una baretta,
30disposto sono comprarla da voi:
datemene una in qua che me la meta.
Malpratico
Fati che vegni dentro qui da noi.
Camilla
Venite dentro e cernetivene una,
quala vi piace, e pagatila poi.
Zordano
35Molte ne havete, ma non veggio alcuna
che satisfaccia allo appetito mio:
la vorrei di scarlato e non di bruna.
Camilla
El ce n'è ben, per la gratia di Dio.
Malpratico, va' presto e tòne un mazzo,
40acciò che s'adimpisca el suo desio.
Malpratico
Sono in l'armario, over sotto el piumazzo?
Camilla
Va' guarda nello armaro, in tua malhora,
che sempremai fusti un balordo e pazzo.
Zordano
Poi che Malpratico è partito fuora,
45qualche ordine daremo al fatto nostro,
perché 'l fuoco di dentro ognhor lavora.
Camilla
Io ti voglio servir d'un buon inchiostro,
ma non t'incresca un poco l'aspettare
tanto che 'l mio marito esca del chiostro.
50Tu sai ben che a Lanzan lui vuole andare,
alla qual fiera starà molti giorni
et noi potremo insieme triomphare.
Zordano
Ma quanto credi che farà soggiorni
el tuo marito a far la dipartanza?
55Dimi pur quando vòi che a te ritorni.
Camilla
Non dubitar che ti farò certanza
pel mio garzone chiamato Malpratico,
qual ha di te perfetta conosanza.
Zordano
Guarda se tu mi mandi quel lunatico,
60avisal che mi parli pianamente,
sì come fusse un forestier selvatico.
Malpratico
Madonna mia non dite più niente,
mandate via costui che 'l mastro viene
turbato in faccia a guisa di serpente.
65Qualche suo debitor gli ha dato pene,
o qualche stran pensier sì lo molesta,
come alle volte agli huomini interviene.
Camilla
Poi che costui si ha il diavolo in testa,
usciti fuora per l'uscio di drieto
70acciò che l'opra non si manifesta.
Che havete voi?
Bonhomo
Io non sarò mai lieto
per sino a tanto ch'io non sia tornato,
tanti pensier mi stanno nel secreto.
Che guardi tu, babbion, huomo insensato?
75Lavora via, che Dio te dia el mal anno,
con cento male pasque accompagnato.
Camilla
O car marito, non li date affanno:
son già tre giorni che non ha dormito,
che con fatica gli occhi aperti stanno.
Malpratico
80Ditemi un poco, o patron mio gradito:
domenica è la festa comandata
che por mi voglio el mio novo vestito?
Nochiero
Mastro Bonhomo, in nave è la brigata.
Se volete venir, venite tosto,
85acciò che noi faciam buona giornata.
Bonhomo
Va' là, ch'io vengo.
Camilla, hai tu posto
quel ch'io ti dissi dentro al mio carnieri?
Malpratico
Patron, fatevi fare un lombo arrosto!

[p. 2v]
Bonhomo
90O tu te poni in capo el stran pensieri!
Malpratico
Mo non volete voi far colatione?
Io resto, e pur la farei volontieri.
Bonhomo
Tu fusti sempre un gaglioffo e poltrone,
altro non studi, sol mangiare e bere.
95Guarda ch'io lasso ne la mia magione!
Camilla
Marito mio, io metto qui el carniere.
Ahi come sconsolata me rimango!
Che maladetto sia sto andare a fiere!
Io resto sola, mi lamento e piango.
100L'andata è certa e lo tornare incerto,
così, pensando questo, el cor m'infrango.
Bomhomo
Moglie mia cara, tu n'harai buon merto:
se a modo usato me osservi la fede,
el nome tuo d'honor sarà coperto.
105Malpratico, fa' quel che si richiede
et non disubidir la moglie mia,
se da me speri mai premio o mercede.
Malpratico
Patron, io resto e voi n'andate via.
Che Dio vi mantenghi salvo et sano,
110e non tornati senza malvagia.
Bonhomo
Adio Camilla, toccami la mano,
non pianger, matta, ch'io tornarò presto,
non guardar che 'l vïaggio sia lontano.
Malpratico
Patron, dategli un baso che sia honesto,
115e voi, madonna, fate el simigliante,
mastro Zordan sì compirà puo' el resto.
Camilla
Che va' tu zordanando, huomo ignorante?
Lavora e farai ben, se non hai voglia
ch'io ti refrusti dal capo alle piante.
Bonhomo
120Camilla, to' un ramengo d'alta foglia
e toccal, se non vol fare a tuo modo,
rompegli el dosso con tutta la spoglia.
Camilla
Marito mio, di due cose mi rodo,
l'una è sto pazzo, l'altra è 'l tuo partire,
125ma di quel ch'a Dio piace al fin mi lodo.
Bonhomo
Stati con Dio, caro el mio desire,
attendi ben di casa e di botega,
che scandol non glie possa intravenire.
Malpratico
Horsù madonna, se 'l patron se anniega,
130che Dio gliene dia gratia, odite un poco,
chi dormirà con voi sotto la piega?
Camilla
Rimedio trovaremo a cotal gioco,
va' pur chiama lo amico che tu sai
e guidal pianamente in questo luoco.
135S'el, è tra gente, tu lo chiamerai;
da parte mia diràgli ne l'orecchia
che può venire a me sicuro hormai,
ché tuo maestro ne l'acqua si specchia
e di verso Lanzan el se ne va,
140tal che per lui buon tempo s'apparechia.
Malpratico
Lassate far, madonna, a chi far sa;
subitamente el vederete qui
perché so dov'el usa e dove sta.
Mastro Zordano, Dio ve dia el buon dì;
145la mia patrona manda qui da vu,
sappiate che 'l patron mio si partì,
tosto venite et non tardate più,
le cesure portate e il brazolaro
e tutto quel che vi bisogna a vu.
Zordano
150Taci huomo stolto, viso di bizaro!
Non mi sapevi tu chiamar da parte
et ne l'orecchia dirmi el fatto chiaro?
Malpratico
Mastro Zordano, el non fu mai mia arte
el parlar pian: però cridai sì forte,
155per esser meglio inteso in ogni parte.
Zordano
Horsù va' là, dapoi che la mia sorte
m'a destinato haver sì fatta guida
nanti che giunga alle bramate porte.
Malpratico
Madonna, è qui colui in cui se annida
160tutta vostra speranza et vostra pace,
alla amorosa giostra el ve disfida.
Camilla
Malpratico, el tuo dir molto mi piace.
Malpratico
Madonna, vi ricordo la promessa,
che non doviate esser ver me fallace.
Camilla
165Aspetta un poco che a l'hora s'appressa,
attendi di botega, e s'alcun viene,
fa' che l'entrata non li sia concessa.
Malpratico
Io farò tutto quel che s'appartiene.
Entrate dentro, maestro Zordano,
170con mia madonna e servitela bene.
Ecco come son fatto guardiano
di la botega, in luoco del maestro,
e lui se affanna per gire a Lanzano.
Meglio è ch'io seda, che starò più destro,
175e se vender potesse qualche cosa,
di frutte fornirei el mio canestro.
Ché tanto lavorar? Vita nogliosa
è quella di colui che s'affatica
continuamente e mai non si riposa.
180La mia patrona è di riposso amica.
però intendo anch'io di riposarmi,
veggiendo che 'l riposo mi nutrica.
Io sarei bene un pazzo a tormentarmi
e star di mala voglia tutto el giorno,
185havendo il modo di buon tempo darmi.
Forsi, se 'l mio patron farà ritorno,
non mi toccarà più di questa robba,
anzi ogni dì qualche rebuffo o scorno,
over pugni o mazzate in su la gobba.
Bonhomo
190Amò sì (an), Camilla, tu m'inganni!
Prima parevi una anima infilzata
et hor ti trovo un sarto sopra e' panni!
Io te ne impagarò, vaccha sfrenata,
e tu non fuggirai, brutto ribaldo
195che in pezzi io ti farò con sta mia spata.
Camilla
Non far, marito mio, sta' un poco saldo!
Qual fatto, qual destino, o qual sciagura
ti move contra me sì irato e caldo?
Mai hebbi in vita mia simil paura.
200Non ti turbar marito per costui,
quantunque misurasse mia statura.
Tu mi chiami puttana, e mai non fui!
El sarto per tagliarmi una rossetta
è qui, ma sappi che mandai per lui.
Bonhomo
205Vuo'mi tu cavar gli occhi? Aspetta, aspetta!
S'io ti perdono, che Iove me occida!
Iustitia in tutto vuol facci vendetta.
Camilla
Malpratico, fratel, balena e crida,
fa' correr qui tutta la vicinanza,
210se tu non vòi che costui me divida.
Malpratico
Patron, ove imparasti tal usanza
di volere occider la tua moglie?
Che maladetta sia tanta arroganza!
Non è ragion. s'el'ha rotto le spoglie,
215chiamar el sarto e farle rinovare?
Qual bizarria nel capo si t'accoglie?
Bonhomo
Ahi ruffianazo, tu la vòi scusare!
Per la mia fe', tu coglierai di meggio,
ché tal fallo non è da perdonare!
Malpratico
220Ahimè, patron, perdonanza vi chieggio!
Non me ne date più, ch'io n'ho pur troppo!
Sempre i miei fatti van di mal in peggio.
Mi è intervenuto a me come fa al toppo,
quando el travarga per qualche andavino,
225che, andando, ne la gatta dà d'intoppo.
Io non mi posso avanzare un lupino;
mal pasciuto mi trovo e mal vestito
et anchor bevo più acqua che vino.
Camilla
Hor che pensier è 'l tuo, dimel, marito?
230Vuo' tu dar fede alle parole mie,
o vuo' tu pur ch'io pigli altro partito?
Se tu non lassi star ste tue pazzie,
io me n'anderò a casa di mio patre
e in vita mia non tornarò più quie.
235Se tal novella intendesse mia matre,
subito manderia pei soi parenti
e sopra te verriano in frotte e squadre.
Bonhomo
Deh, non sparger tal cosa fra le genti,
teniamola tra noi celata e chiusa,
240ché mal ch'è grande piccolo doventi!
Camilla
Marito, tu vòi pur far la tua scusa
con onta et vituperio del mio honore,
credendo havermi col cridar confusa.
Se tu non mandi prima pel sartore,
245non creder che la pace mai si faccia,
né che Camilla più ti porti amore.
Bonhomo
Moglie mia, per tornar teco in bonaccia,
manda per lui, puo' che non ha fallato,
et odio e mai voler da te si caccia.
Camilla
250Malpratico, va' via, se' tu tornato!
Trova mastro Zordano e di' che vegna,
che 'l tempestoso mar s'è abonazato.
Malpratico
Io vo. Patron, la pace è cosa degna,
e presto qui con lui ritornarò
255per radricciar la sua caduta insegna.
Io penso pur dove il ritrovarò.
Meglio è ch'io vadi giù per questa strada,
forsi che andando lo riscontrarò.
Guarda in che modo el furor della spada
260el dir di mia madonna fe' placabile.
Ecco mastro Zordan là che mi abada.
Venite, mastro, che 'l patron è stabile,
se lassa radricciar le corna in testa
e non conosce il suo fin miserabile.
Zordano
265Andiamo, che fornir si vol la festa,
ma s'egli fusse inganno o tradimento,
dichiarami la cosa manifesta.

[p. 4v]
Malpratico
Da canto metti el timore et spavento:
ricevuto serai di malvasia
270et d'altre cose, onde serai contento.
Fa' pur ch'io n'habbia anch'io la parte mia.
(Bon dì) patron, ecco mastro Zordano,
al qual dicesti oltraggio et vilania.
Bonhomo
Fatevi in qua, toccatime la mano
275e non guardate a l'atto mio bestiale,
ché spesso l'ira fa l'huomo inhumano.
Dico mia colpa del mio detto male.
Camilla to' l'albarello e 'l pirone
et le pere confette del boccale.
Malpratico
280Mastro Zordano, quel è un bel boccone:
a voi tocca ogni cosa e a me niente.
Zordano
Malpratico, fratel, tu hai ben ragione:
apri la bocca che ti fo un presente
e voi, mastro Bonhom, fate venire
285un tamburino o dui subitamente,
ché senza danza non si può partire.
Bonhomo
Voi danzarete, ché danzar non posso,
ché adesso adesso mi fia forza gire.
Sappiate che da riva era già mosso,
290quando del mio carnier mi ramentai
et alla mia malhora fui rimosso,
chè allhor con mia moglier vi ritrovai.
Gelosia fu cagion de dirvi oltraggio,
perché adirato ad altro non pensai:
295non me avedei che li tolevi el saggio.
Fateli una rossetta ampla e gentile,
che freddo non patisca né disagio,
et vostro dapoi son per volte mille.
Camilla
Malpratico, un boccon ti piglia presto,
300ché ti convien tornare al primo stile.
Malpratico
Senza mangiar vo' gir, ché parmi honesto.

3. RINGRATIO

Autore
è 'l pover becco con timor rimaso.
Lei vi so dir che ben scusar si sa,
né dil parlar già hebbe alcun disaso.
Haveti visto come el fatto è andà,
5ch'una di queste triste e scelerate
vergogna a più di mille buone fa.
Se mendo alcun ne la festa trovate,
el poco tempo ci ha condutto a tale,
pregar vogliamo che ci perdonate:
10la fabula è fornita, o bene o male.

FINIS



Cieco da Ferrara, Francesco.

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